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05.07.2010
Cara amica, ti dico
di Bds

In diretta da Sky

Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno.

Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.

E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.

Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.

Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa ,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.

Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma.

La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.  Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.

Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri.  Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.

E lei mi risponde, con la voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi.
Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."
 
Loro non scrivono voi fate girare

Rosa Capozzi




 
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Re: Cara amica, ti dico
Bruno Stucchi - 07.07.2010
Che strano, questa stessa lettera e' pubblicata anche sul Corriere di oggi. Comunque, faro' di tutto per trovare qualcuno che mi restitura' i soldi che -emotivamente- a suo tempo diedi per le vittime del terremoto. Di sicuro, dovesse capitare qualche altra emergenza, non buttero' via neppure un cent in aiuti. Si arrangino.



Re: Cara amica, ti dico
Gerolamo Cardano - 07.07.2010
Sara' come dici, Rosa.
Parli con cognizione di causa e quindi sarai anche di li', ma in tutta questa novella c'e' un personaggio che stona e che fa cadere la tensione generale della favola che racconti, ovvero che fa cascare l'asino: la persona al recupero crediti. Se davvero una persona cosi' lavora al recupero crediti, penso che presto la Sky chiudera' sommersa dai crediti inesigibili.




E inoltre...
Gerolamo Cardano - 08.07.2010
E inoltre vorrei capire cosa sta chiedendo Rita qui:

-Che si passi una legge che stabilisce che in caso di terremoto per 10-20-30 anni gli abitanti non paghino tasse? Il punto e' che questa non puo' essere una legge "ad regionem" ma generale e valida per tutto il Paese. Il fatto che non pagate tasse vuol dire che qualcun altro ve le dovra' pagare e che quando ci saranno terremoti altrove anche voi dovrete pagarle.

-Che il centro storico venga riaperto e che arrivino i soldi per rimetterlo com'era prima? La cifra necessaria per ricostruirlo e' enorme, non credo che il governo possa di colpo tirar fuori i soldi per ricostruire tutto. Parliamo di miliardi di euro. E' necessario che i locali abbiano pazienza e si rimbocchino le maniche, come fecero i friulani. Credo che date le circostanze eccezionali il governo abbia gia' fatto molto, non credo che in eventi simili in passato si sia fatto cosi' tanto. Andare a schiamazzare a Roma non serve a nulla.




Vorrei conoscere Capozzi Rosa e i suoi fratelli
Sandro De Rossi - 08.07.2010
Questo appello circola da molte settimane e in vari modi sul web: catene di sant'antonio, blog e simili.

In genere -almeno nel 95% dei casi- è anonimo.

A volte invece firmato: qualche giorno fa mi è arrivato da un amico che lo ha ricevuto come firmato da Giuseppe XXX, suo amico personale, che ha ammesso di aver preso la mail anonima ricevuta da un conoscente "esponente di Emergency", e quindi di averla firmata lui per accreditarla e renderla più credibile.

In altri casi appaiono firme diverse, come questa di Anna Pacifica Colasacco, aquilana autocertificata "Sognatrice incallita, rivoluzionaria mai pentita, utopista nata... una diversa non integrata, felice di esserlo". Vista la data, 19 maggio, questa FORSE potrebbe essere la prima versione (http://miskappa.blogspot.com/2010/05/non-e-possibile.html).

Come ho già spiegato qui, seguo questo genere di cose, bufale o falsi o leggende che siano, perchè collaboro a www.malainformazione.it, e mi interessano quando vengono presentate come "notizie": qualcuno mi aiuta a trovare la versione pubblicata sul Corriere ? E sul Corriere aveva la stessa firma?

In questo caso, a proposito di malainformazione, ci sarebbe solo l'infortunio del Corriere. Però è interessante vedere come si evolve e si plasma una leggenda metropolitana che soddisfa la cultura politicamente corretta del piagnisteo (dico 'leggenda' perchè anche la possibile origine che ho citato è poco credibile). Per ora ho notato solo varianti di firma, ma in futuro possiamo aspettarci anche varianti nel testo.

IN UNA PAROLA: NON SO SE QUESTO SARA' IL CASO, MA SAREBBE INTERESSANTISSIMO SE, CON LA COLLABORAZIONE DI TUTTI, RIUSCISSIMO A SEGUIRE L'EVOLUZIONE -E I MECCANISMI PSICOLOGICI DELLA EVOLUZIONE, COME IL MECCANISMO DEI TIZI CHE CERCANO DI ACCREDITARE- DI UNA DI QUESTE STORIE. FORSE QUESTA SI PRESTA: MI AIUTATE A TENERLA D'OCCHIO ? E SOPRATTUTTO MI SEGNALATE SE LA VEDETE APPARIRE SU ORGANI DI INFORMAZIONE ?

Lapis


Catena di Sant'Antonio
Gerolamo Cardano - 08.07.2010
Il post di Lapis mi ha fatto venire in mente che l'avevo gia' vista. Guardo nelle e mail e trovo questo messaggio ricevuto una settimana fa da una tizia che piu' o meno conosco. Non l'avevo neppure letta, ma le avevo scritto che per favore usasse il BBC invece del CC, perche' c'erano una cinquantina di indirizzi fra i quali il mio.

Il testo e' anonimo.


Oggetto: L' Aquila



Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.
E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte.
E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla.
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta.
Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa ,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso (o chi per lui) pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente.
Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore.
E lei mi risponde, con la voce che le trema. "Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."

Loro non scrivono, voi fate girare





Re: Cara amica, ti dico
Bruno Stucchi - 08.07.2010
C'e', secondo me un'altra anomalia: per quanto sappia, Sky non ricorre a terzi per recuperare abbonati morosi. Non lo so per certo, perche' non mi sono mai trovato in condizioni di morosita', ma la cosa mi appare sospetta. Sicuramente qualcuno potrebbe verificare (come?).
E poi trovo veramente fastidioso l'appello a far girare la notizia, tipico delle catene di sant'Antonio.


Uno schiaffo morale al Barber !!! :-)
Sandro De Rossi - 08.07.2010
1. A me risulta che Sky ricorra anche ad agenzie di recupero crediti: lo avevo già verificato. Piuttosto sono interessato a capire cosa ci sia da lamentarsi se ci si sente chiedere un arretrato: la signora, tra il 4 aprile 2009 e il 19 maggio 2010 (se quello è il primo post vero) ha avuto più di un anno di tempo per ricordarsi che era abbonata a Sky e che quindi doveva pagare o disdire. Una dimenticanza? Una dimenticanza durata più di un anno... pur in astinenza dai programmi tv preferiti? Vabbè, ma anche se è così noi che c'entriamo? :-)

2. Considerate anche che Sky è già stata oggetto di simili lamentele via web anche in anni precedenti (ne ho trovata una del 2004). Considerate l'incontrollabilità del web. E soprattutto considerate che esistono agenzie che per mestiere montano campagne di promozione o di denigrazione ANCHE sul web. Conosco una ragazza che viene pagata per scrivere post su blog, Facebook e altre robe simili, per fare pubblicità o anche per denigrare i conciorrenti del committente. E' NORMALISSIMO ED E' SEMPRE AVVENUTO; IL PROBLEMA E' (e torno al sito www.malainformazione.it) DATO DAI MEDIA CHE TRASPORTANO QUESTE INFORMAZIONI INAFFIDABILI SENZA LA VERIFICA. Guardate in cima: nientemeno il Barber ha diffuso la storia di Rosa Capozzi... :-)

3. MA PER FAVORE TORNATE AL MIO POST PRECEDENTE, E VEDETE SE RIUSCITE AD AIUTARMI NELLA RICERCA.

Lapis

P.S. - Ho scritto a quella che potrebbe essere la vera signora Capozzi, Anna Pacifico Colasacco (qui il suo post originale: http://miskappa.blogspot.com/2010/05/non-e-possibile.html - e qui il suo Fan Club: http://www.facebook.com/pages/Anna-Pacifica-Colasacco-Fan-Page/111947798819422) per chiederle se è capitato davvero a lei. Se mi risponde di sì, la successiva domanda sarà... "e in più di un anno lei non si è ricordata di disdire?". :-) Se mi risponde di no, la faccenda si fa ancora più interessante.


Re: Cara amica, ti dico
Madame Psychosis - 08.07.2010
Che la mail stia circolando in maniera incontrollata non significa che sia falso quello che racconta. Anche perché non è l'unica a farlo. Ricordo febbraio, quando già commentavo così:

Allora, quella dei friulani che si sono rimboccati le maniche da soli è una storia che, da friulana che c'era, mi sta un po' rompendo le balle. Perché le cose sono un po' più complicate di così. Innanzitutto, allora non c'era Bertolaso ma Zamberletti, come dire che il mondo non comincia alla lettera B. , le cose sono un po' più complicate.

Per farla semplice e breve però, posso dire che due sono state le questioni chiave per la gestione della questione friulana: il controllo diretto, effettivo e trasparente su appalti e opere, e la priorità data alle attività produttive, con la partecipazione attiva degli imprenditori, rispetto alle esigenze abitative.

Quando arrivarono i container, si spaventarono tutti, allora il timore era "non finire come quelli del Belice". Timore simile s'è visto in Abruzzo, tanto che stanno ancora tutti o quasi nelle tende e negli alberghi in riviera.

Quello che molti malintendono come "tirarsi su le maniche" è in realtà un senso di comunità che non è stato disgregato ma mantenuto. Era un'altra priorità, non minore delle altre due.

Quindi alla fine si è preferito stare vicini, fra conoscenti e familiari, e ai luoghi della propria vita, anche se voleva dire stare in container.

Si è preferito far ripartire le fabbriche, prima dei condomini.

Si è preferito cacciare a calci nel culo chiunque fosse sospetto di speculazione (un esempio lampante: c'era gente che si era offerta di fare le demolizioni gratis. gli è stato risposto: fate pure, ma ciò non vi farà guadagnare un punto, e così statene certi sarà, perché vigileremo, per il lavoro di ricostruzione. Tagliarono tutti l'angolo, le demolizioni furono pagate e non si fecero scambi su niente e con nessuno).

Si sono dati dei soldi alla Regione, che ha praticamente gestito tutto in presa diretta coi Comuni. Le competenze erano loro, e giustamente, a differenza di adesso, a loro i soldi il Governo li diede. Non li gestì direttamente dicendo: per il resto sono cazzi vostri.

Il servizio di Iacona di domenica scorsa non era bellissimo, da un punto di vista formale, anzi, ma qualche cosa l'ha detta: ho visto famiglie fatte a pezzi, gente allontanata dai luoghi della propria vita, spedita in residence in comuni che non conoscono in mezzo a gente che non conoscono, che non ha alcun controllo su chi va e chi viene con le ruspe, e gente che demolisce gratis. Ho visto negozi chiusi, gente che è andata a cercare lavoro altrove, imprenditori fattisi di nebbia. Conosco il film.

ps aggiungo oggi: vogliamo dare la colpa agli aquilani? oppure insistere ancora con la favoletta che va tutto bene? o smettere di farsi domande su chi ha deciso chi doveva fare cosa e come e sotto il controllo di chi? e chi se ne frega di sky.


Cara Madame, ti dico
Sandro De Rossi - 08.07.2010
Neanche quando si fa una cosa mai vista prima -magari piena di difetti, ma mai vista prima nella storia d'Italia- va bene?

Ma la gente se non è già berlusconiana di suo, la fate diventare per forza...

Lapis


Re: Cara amica, ti dico
Madame Psychosis - 08.07.2010
Lapis se non specifichi a cosa ti riferisci io non so come capirti.
A meno che... non è una cosa mai vista prima, ma purtroppo vista altre volte, nonostante chi sventola l'aria di novità (a proposito, specifica meglio anche dove starebbe la novità, e perché una cosa avrebbe valore solo perché nessuno l'ha mai fatta prima. forse se nessuno l'ha fatta prima, è perché aveva i suoi buoni e onesti motivi, ovvero sapeva che sarebbe stata una ciofeca)


E per favore piantala di darmi del voi
Madame Psychosis - 08.07.2010


Madame, non ti do del 'voi'... ma ora provo col 'voialtri' . Eddai... :-)
Sandro De Rossi - 08.07.2010
...è che quando sento cose trite e piagnone mi viene in mente il gruppo sociale di riferimento del politicamente corretto.
:-)

Lapis

PS - "Vogliamo dare la colpa agli aquilani?" è esattamente una delle mille sciocchezze del piagnisteo p.c., e così altre tue affermazioni. Per non parlare delle sciocchezze sulla gente trasferita in comuni tra gente che non conosce: e che, li mettevi in un pallone aerostatico? E nessuno ha mai detto che "va tutto bene", ma, certo IN 'STO CACCHIO DI TERREMOTO STAVOLTA LA REAZIONE E' STATA MOLTO MEGLIO di tutte le volte prima. Lo ammettete o non lo ammettete, voialtri ? :-) Non tutto va bene, ma certo molto va meglio: almeno sul terremoto, quando lo ammetterete, voialtri ?


Re: Cara amica, ti dico
Gerolamo Cardano - 08.07.2010
Piccola precisazione. In Friuli c'ero e mi ricordo ancora i carri armati che saltavano, i camerati ai quali erano venuti i capelli bianchi dallo spavento.Mi ricordo i mesi successivi, la gente che diceva: dateci dei badili e del cemento e ci pensiamo noi. Ora chi dovremmo additare ad esempio? Io addito i Friulani. Sono d'accordo che le condizioni e la gente erano molto diverse, Zambeletti ecc. e che non e' colpa degli aquilani, ma non si puo' usare il terremoto per far condannare Bortolaso, che ha sempre detto che per il centro storico ci vorranno un paio d'anni. Che sia chiuso e' proprio per evitare quanto dice l'anonima aquilana qui sopra, per evitare che entrino i ladri, anche se lei dice che entrano, ma come fa a dirlo, forse lei stessa e' una ladra?



Un dettaglio friulano
Gerolamo Cardano - 08.07.2010
In Friuli, questo non lo ricorda piu' nessuno, le scosse di assestamento, alcune violentissime, proseguirono per quattro anni. Mi pare che in Abruzzo ora ce ne siano poche. Viva i friulani, sale dell'Italia.



Re: Cara amica, ti dico
Madame Psychosis - 08.07.2010
@lapis . e bona con 'sta storia del piagnisteo che tiri fuori ogni tre per due, stai diventando stucchevole. quasi quanto con 'sta storia del voialtri, ma che ne sai di chi sono e che faccio e con chi.

@cardano mai sentito parlare di quelli delle carriole? poi: di scosse violentissime di assestamento ce ne fu solo una, a settembre - il terremoto fu a maggio. il resto è stata roba ordinaria, come ce n'è tutt'oggi (la mia casa è ancora lì coi miei e col lampadario di cristallo che a volte tintinna, ottimo sismografo :)
le scosse, comunque, son continuate pure all'aquila. dove hanno scippato qualsiasi possibilità di parola ai residenti, e di questo non intendo dare la responsabilità a quelli che neanche più un telefono avevano.


Re: Cara amica, ti dico
Madame Psychosis - 08.07.2010
e comunque davvero lapis, non farmi incazzare, di innovativo all'aquila non c'è stata proprio una beneamata fava. o forse parlavi delle casette del trentino? (occhio, che è l'altra mia regione di residenza, li conosco meglio di te quelli delle casette).
fammi un esempio pratico, invece di sproloquiare.


Mi spiace se ti incazzi, ma fai pure Madame
Sandro De Rossi - 08.07.2010
Amica mia Madame, mi spiace se ti incazzi, ma fai pure. Di innovativo c'è stato, eccome: vai a chiedere a quelli che le altre volte si sono fatti vent'anni nei container. E tutti lo vedono, proprio tutti meno i ciechi ideologici che poi dicono che si incazzano, unitamente ai giurati di Cannes e alla guzzantina.

Spiacente, quindi, ma fai pure. Però attenta a questo: tu chiedi che io non usi il 'voi' con te. Sarebbe giusto, se tu non scrivessi piagnistei p.c. che vanno talmente di moda da essere ormai lo status symbol di una categoria di ciechi d'ufficio. Oltre ad essere una musica lacrimosa che ha scassaminchiato gli zebedei a tutti.

Ma sarebbe anche più giusto se tu per prima non vedessi il mondo al plurale massificante e falso, con "i friulani" o "gli aquilani". Perchè gli dai del 'voi'?

Minchiate massificanti, se la vuoi proprio sapere tutta, con schietta e ruvida amicizia. Quelli che protestano non sono "gli aquilani", ma alcuni aquilani, che usano le carriole non per darsi una mossa ma per chiedere altri miei soldi (e quello più sanguinolento, oggi, pare sia un bel tomo arrivato da poco, anarcoide specializzato in manifestazioni di ogni tipo e con qualche precedente non tanto encomiabile: a occhio e croce gli avrei tirato un cartone anch'io). Non dargli del 'voi'. Atterra. Togli la pelle di salame dagli occhi. Stai a sentire quel che dice la gente normale, non 'gli aquilani' che avete in testa... solo voi.
:-)

Lapis



Re: Cara amica, ti dico
Madame Psychosis - 08.07.2010
Lapis, con altrettanta schietta e ruvida amicizia, gli aquilani non sono una categoria ideologica, ma quelli che risiedono all'aquila e dintorni (parola che peraltro ho usato una volta sola), e altrettanto vale per i friulani (tra l'altro, mica tutti terremotati). è una connotazione geografica.

Allora, 'sto esempio concreto, dove sta? Io da te finora leggo solo spirito polemico e voglia di attaccare briga. Ah, a proposito: nessuno in Friuli si è fatto vent'anni di conteiner. Magari cinque, ma almeno un lavoro ce lo aveva, la fabbrica l'avevano ritirata su. E il container stava a 100 metri dalla casa inagibile. Ci sei mai entrato? Io ci andavo uscita da scuola, e ti assicuro sono meglio di una tenda, almeno una doccia te la fai, e una pastasciutta pure.

All'Aquila manca un progetto, perciò la gente sta messa così.


Re: Cara amica, ti dico
Bruno Stucchi - 09.07.2010
"Casette di legno". Ecco, proprio questa mattina su RadioRai3 (e chi altro poteva farlo?) una aquilona piagnona ggiovane (beh!) si lamentava perché le avevano dato solo "una casetta di legno" (i famosi prefabbricati trentini & ovviamente ecologici, bio, risparmiosi, fotovoltaici e pure eolici). Proprio pochi giorni prima, sempre Radio3, aveva vantato con grande dispendio di tamburi, trombette (non avevano ancora le vuvuzelas, per mancanze di fondi, colpa del Maligno tremonti, ovvio)), cimbali, sistri e armoniche palette d'argento, la bontà, la bellezza, l'ecologicità di queste "casette di legno". Sindaco dell'Aquila ridammi i miei soldi! (135 €)


Parliamo un po' di Irpinia
Caffé Scorretto - 09.07.2010
visto che nella serie terremoti e dintorni abbiamo tanta scelta, combinazione io in Irpinia c'ero e, quel che è peggio, ci sono tornata. Non parliamo della rapidità dei soccorsi perché è ormai leggenda la lentezza con cui furono avviati. Arrivammo due giorni dopo, un paese chiamato Teora. Non c'era nulla tranne dei cumuli di bare vuote poggiate per terra e casse di latte o acqua minerale che qualche camion aveva portato lì per strade dissestate abbandonandole all'angolo della strada che era meno ingombra di macerie. Era buio e come ci fermammo la prima cosa che un gruppo di persone smarrite ci chiese fu se avevamo delle torce elettriche: come dei perfetti cretini non avevamo pensato che anche questo sarebbe servito. Dopo cominciarono ad arrivare i militari ma non era epoca di bagni chimici e quindi, piantate delle tende nel fango del campo sportivo, un fango che ti risucchiava gli stivali di gomma, ma l'optional ghiaia non era previsto, cominciarono a scavare nei cumuli di macerie e per altri bisogni ognuno si arrangiava come poteva. Noi decidemmo di fare un centro di raccolta e distribuzione della roba che i camion continuavano a scaricare, collocandoci nello scheletro in cemento armato di una scuola in costruzione e la cosa fu utile per più di un motivo, dato che il sindaco ci diede le schede anagrafiche recuperate tra le macerie e così, man mano che distribuivamo facevamo anche una specie di censimento. Anche lì le scosse continuarono parecchio, e parecchio forti ma non c'era rimasto molto da buttar giù: il paese era quasi tutto andato, con la cuspide del bel campanile in pietra caduta - un moncone intatto - quattro metri più in là della base, con i servizi di piatti misteriosamente -o miracolosamente -intatti tra le macerie delle case che formavano una specie di collina artificiale. Come è andata la ricostruzione dell'Irpinia, tra roulòottes, container, de mita e affini, credo lo sappiate tutti. Molti passarono anni in depositi di container a napoli. La ricostruzione fu molte volte una delocalizzazione in agglomerati privi di ogni rapporto con la storia, se vogliamo anche estetica, di quel territorio, impreziositi da enormi e spesso inutili impianti sportivi (li ho visti dopo una decina d'anni: faraonici, in disuso senza esser mai entrati in uso). Altro che Friuli o, se vogliamo, Tuscania. Ora, se non vogliamo prenderci in giro, sarebbe bene ricordare che l'Aquila è una città che per molta sua parte, quella più centrale, è andata giù, assieme a un notevole numero di centri e frazioni in un'area abbastanza ravvicinata. Ricostruire o recuperare una città è cosa un po' poiù complessa del ricostruire tanti piccoli centri. Le case, in legno o muratura, antisismiche, le hanno costruite a tempo di record e bene, per qualche decina di migliaia di persone, che non mi sembra poco. Ma è stato detto e ripetuto che per il centro cittadino ci vorranno dieci (10) anni e non due per ricostruirlo, oltre al fatto che l'organizzazione e la gestione dei lavori sono ormai di pertinenza degli amministratori locali. Non gli danno i fondi? Non glieli danno tutti e subito? non lo so, ma anche se glieli avessero versati tutti fino all'ultimo centesimo il tempo e la complicazione di ricostruire pezzi di una città, anche con l'ambizione dichiarata e giusta di volerne recuperare la tipologia edilizia ed architettonica, non è certo quello della bacchetta magica. Per quanto riguarda le tasse, erano spalmate su cinque anni, ora le hanno spalmate su dieci: non mi sembra che ci fossero gli esattori dietro l'angolo. Credo che il ritardo più grave sia quello sulla ripresa delle attività produttive, ma non raccontiamoci storie: all'Aquila negli ultimi anni erano molte le industrie, o meglio le aspirazioni di poli industriali che avevano chiuso. Serve certo un rilancio, ma serve anche un po'di iniziativa endogena: il popolo delle carriole potrebbe darsi da fare meno demagogicamente, perché è noto che non basta spalare un po' di calcinacci, visto che c'è ormai una normativa piuttosto stringente sui depositi di inerti e simili altri problemi. Infine, per la poveretta abbonata morosa a Sky, ha smesso di vedere la televisione? sta sopra un albero?, il suo abbonamento era valido solo e solamente a quell'indirizzo? i ladri che dichiara frequentano la sua casa (ma ha fatto denuncia?) si son presi il televisore ed hanno lasciato l'abbonamento? Il centro è militarizzato perché preparano un golpe o perché mentre vai ad una casa ancora in piedi quella accanto può finire di crollarti addosso? E il sindaco che fa, oltre a guidare cortei? Tante domande, poche risposte. Fate girare, come si suol dire.


Anche se e' un dettaglio e non c'entra nulla
Gerolamo Cardano - 09.07.2010
In Friuli, ripeto e ne sono certo, ci furono delle scossacce per tre o quattro anni, variava forse la durata e il movimento, ma facevano paura.
Ricordo che un paio d'anni dopo venne organizzato un giro ciclistico per far rinascere allo sport quei posti sinistrati e i ciclisti che vi stavano, una notte, vennero buttati giu' dai letti. Giambattista Baronchelli se la diede a gambe, abbandonando la corsa.


Madame, stay tuned e non ti arrabbiare, che mo' ti dico....
Sandro De Rossi - 09.07.2010
Madame, gli esempi concreti li hai sotto il nasino, e sono tanti. Qui sopra c'è poi gente che ti racconta come è andata le altre volte, e l'esempio concreto è la differenza stratosferica rispetto a stavolta. Le casette degli gnomi, poi, sono l'esempio concreto dell'egoismo e dell'ingratitudine di coloro che le snobbano, visto che in tanti posti (e anche in Italia) sono vissute meravigliosamente come eccellenti case permanenti, sotto molti aspetti migliori in assoluto di quelle in mattoni.

L'esempio concreto sono mille, epperò tu non ne puoi vedere neanche uno perchè semplicemente non lo vuoi vedere. Perchè gli occhiali ideologico/lamentosi con cui vuoi vedere queste storie non te lo permettono.

Ma non ti arrabbiare, per favore (o arrabbiati con gli occhiali che non riesci a togliere), e aspetta qualche minutino: mentre scrivo è arrivata la risposta della gentile signora che ha raccontato la penosa storia del suo decoder terremotato. Ora le chiedo di che si lamenta, visto che è lei che si è dimenticata di pagare o disdire, E POI FACCIO SAPERE, QUI, A TUTTI GLI UTENTI.

Stay tuned.

Lapis


STAY TUNED, UTENTI: ECCO LE ULTIME SCOPERTE
Sandro De Rossi - 09.07.2010
L'autrice della anonima mail è effettivamente la signora Anna Pacifica Colasacco, che mi ha appena risposto.

La catena è effettivamente nata il 19 maggio da un suo post, e le varianti di firme (come la Rosa Capozzi qui sopra, bevuta anche dal Barber) non sono altro che volenterose aggiunte di destinatari successivi, che danno una mano a rendere vera la storia.

La signora mi dice che lei stessa è stata sorpresa: lei ha scritto sul suo blog e la faccenda è partita da sola.
Ma mi scrive anche che:
1) quella era la terza telefonata di sollecito,
2) che dopo le sue lamentazioni Sky non l'ha più contattata (anche Sky ha un cuore?),
3) che la sua non era tanto una lamentela verso Sky, "bensì serviva a evidenziare che, al di fuori delle nostre mura nulla si sappia delle nostre condizioni reali. per colpa dell'informazione manipolata e mendace".

In una successiva risposta mi aggiunge questo:

"scusi, ma perché avrei dovuto pagare Sky, se la mia casa non esiste più ed io non ho più una casa ed un televisore? non crede che la società avrebbe dovuto sapere che l'aquila non esiste più?
rispetto alla prontezza che va millantando, le faccio presente che qui lo stato ha risposto con 15mila abitazioni di cartone, costate come residenze di extralusso, a fronte di 70 mila sfollati.se avesse letto con attenzione il post di cui parla, avrebbe capito la nostra condizione.
a me lo stato nulla ha dato. ed ho perso casa e lavoro. io e mio marito.
e come me siamo in 27mila a non avere contributo alcuno dallo stato. visto che è attivo su internet, sarebbe il caso che lei non bevesse come assenzio l'informazione manipolata, ma si informasse su quella alternativa. oppure venga qui, sarò ben lieta di farle toccare con mano quanto le dico.
buona fortuna, apra gli occhi


Ora lo scambio di messaggi continua. Vi riferirò, se interessa a qualcuno. A me personalmente continua a interessare dal punto di vista psicologico e dei comportamenti del web.

Lapis



Re: Cara amica, ti dico
Madame Psychosis - 09.07.2010
"A me personalmente continua a interessare dal punto di vista psicologico e dei comportamenti del web"

strano, per un attimo mi era parso che ti interessasse invece discutere di come stanno veramente le cose all'aquila. ironia della sorte, ora però hai un bell'esempio concreto sotto il tuo, di nasino. dove, sospetto, sta appoggiato un paio di occhiali dalle lenti molto spesse.

al di là dell'ironia, grazie Lapis, sinceramente, per aver contattato la signora e aver riportato qui il vostro dialogo
(solo un inutile appunto professional preventivo: la signora sa che riporti qui stralci della sua mail, immagino, se non è così per favore avvertila)

ps le casette la provincia di trento non solo le ha costruite: le ha anche pagate. e dubito siano quelle di cui parla la signora.


Re: Cara amica, ti dico
Madame Psychosis - 09.07.2010
@cardano aridanga, non ci fu alcuna scossaccia! il friuli è zona sismica, le scosse sono, sono state e saranno frequenti, è roba del 5° mercalli di media, poi se uno che non è abituato e ha ancora negli occhi la tragedia si lascia terrorizzare, che vuoi che ti dica, il terremoto è l'unica cosa che mi fa perdere istantaneamente il controllo delle ginocchia (mi è successo anche a roma, stavo in una redazione sopra la metro e ogni tanto vibrava il pavimento). è solo paura. ma ti assicuro che dal '76 non è caduta neanche una tegola.

@caffé il fatto che l'irpinia sia stato uno scandalo, non significa che all'aquila va tutto bene. il tuo ragionamento sembra quello della mamma che per far mangiare gli spinaci al pischello gli dice che al mondo ci sono tanti bambini che muoiono di fame e quindi deve inghiottire e tacere. solo che non sono spinaci quelli che vogliono far inghiottire all'aquila.


Lapis
Caffé Scorretto - 09.07.2010
le tue integrazioni mi hanno sollecitato ulteriori domande: che ci vanno a fare i ladri in una casa crollata? perché salvare (con tutta evidenza) il computer e non il decoder? Se non ha la televisione e non la ha mai più guardata, come fa la signora a sapere che i media mistificano continuativamente? In base a cosa afferma che le case sono di cartone, visto che quando sono andata all'Aquila c'erano ancora le tende al campo sportivo ma tutto intorno lavoravano, per quel che ho potuto vedere, operai edili con tanto di mattoni e cemento e non esperti di origami? Inoltre, gli anziani sradicati starebbero meglio in tende e conteiner ma accanto ai ruderi delle loro abitazioni? Infine una considerazione: siccome nessuno, né al governo né all'opposizione, è tanto stolto da assicurare che la città può essere ricostruita in un tempo breve, ma tutta la diatriba verte a far istituire una "tassa di scopo" (è stato richiesto per l'ennesima volta dal PD anche nei giorni scorsi) e siccome tutti noi paghiamo ancora allegramente le addizionali per il Belice, per l'Irpinia, non so se magari per Messina dove comunque nel '73 esistevano ancora delle baracche, con relativi abitanti, per il terremoto di inizio '900, stiamo parlando di soldi e non di bacchette magiche e mi sembra che il tema debba essere se i finanziamenti decisi siano o no erogati, se le autorità locali stiano o no operando, se ci sia o meno una forma di progettazione dei lavori da fare e della loro scansione temporale e durata (sempre nella responsabilità dei governi locali) e così via. Mi limito a sottolineare che dare casa, ripeto, casa, a 15 mila famiglie -come dichiara anche la non più cliente di Sky, pur aggiungendo "di cartone", significa, nella media, aver collocato almeno 60 mila persone (ma probabilmente di più) sotto un tetto, mentre ventisettemila (stessa fonte ma qui si va a persone e non a famiglie ed è un lieve sintomo di tentativo di distorsione della percezione del lettore) sarebbero coloro che, senza casa, stanno in affitto con contributo statale, che si dichiara non erogato. Avevamo tuttavia notizia che molti non volessero rientrare in casa per trauma da terremoto, altri devono fare lavori di restaura in case tuttavia agibili, altri avevano diritto a un contributo per ricostruire. Perché nessuno ci informa di come va questo lato della faccenda? Perché nessuno si lamenta dei contributi individuali di ricostruzione che non arrivano? perché arrivano o perché non li chiedono? E se gli aquilani non scarriolanti ed evidentemente non senza casa, hanno triplicato il prezzo degli affitti la responsabilità è del governo? E in effetti bertolaso (non) pagava certo un affitto alto per la zona e per Roma e quindi la nostra lamentatrice potrebbe non pagare molto. Resta il problema di come fa a pagare se dallo stato non ha avuto niente e se ha perso il lavoro e se deve pagare le tasse, ce lo spieghi che può servire a molti mentre le mail circolano.
A me piacerebbe davvero sapere veramente come vanno tutte queste cose, ivi compreso sapere cosa fanno gli aquilani che non vanno alle manifestazioni e che comunque avranno un loro parere in merito. Magari quelli che nei vari TG piangevano per la gioia di aver di nuovo una casa erano comparse a pagamento. Oppure erano felici ma non lo sono stati più quando hanno visto che non c'era il giornalaio, chi può dire. Quello che trovo noioso è sentire solo una parte, prefereribilmente quella che ha qualche riserva mentale di tipo ideologico/fiabesco ed è convinta che l'Aquila può esser rifatta in un giorno. Dopo di che, sono certa che problemi ci sono ancora, e tanti, e grandi, ma negare quel che è stato fatto non mi sembra sia il modo per ricostruire, ognuno per la sua parte, nei tempi possibili e per davvero


madame
Caffé Scorretto - 09.07.2010
mi spiace, ma per una volta non concordo: è un pezzo del discorso, ed uno dei più importanti, il fatto è che fino al terremoto dell'Umbria (paghiamo ancora anche quello) la risposta dello Stato è stata complessivamente cattiva o pessima e lentissima sotto il profilo dell'efficienza e non raramente sotto il profilo della correttezza (onestà?) amministrativa. Il che non vuol dire che i terremotati cui è andata meglio possano essere contenti, ma cogliere i (netti) miglioramenti e saperli far diventare metodo dovrebbe essere quantomeno rassicurante per tutta la comunità nazionale perché, in territorio prevalentemente sismico, non sai mai a chi può toccare domani. E quindi le lamentazioni acritiche ed anche alquanto ingenerose, non le accetto e non sollecitano la mia empatia né la mia solidarietà che va invece, anche in contribuzioni, ai terremotati tout court.


Eh, povera 'sinistra' moderna e terremotata nel cervello...
Sandro De Rossi - 09.07.2010
Come ho detto, il mio interesse è nella dinamica delle catene di sant'antonio, delle leggende metropolitane e -soprattutto- il loro trasferimento nei media sotto forma di bufale giornalistiche (pubblicità: andate a vedere www.malainforazione.it ! ).

La mia conversazione elettronica con la signora terremotata prosegue, e appunto a mio parere è come immaginavo: cultura del piagnisteo, per usare la bella definizione di Hughes. In cui la razionalità ovviamente sfugge: pure Caffè si chiede che minchia ci sia da rubare a distanza di mesi in una casa crollata in cui pure il decoder è stritolato sotto le macerie.

La razionalità non c'entra. E l'emotività arriva al punto di diffondere non solo lamenti ma opinioni ingenerose e fastidiose, come quella sulle "case di cartone" che sono in realtà ottime 'prime case'.

Non è questo il punto, però.

Sul fronte comunicativo mi interessa quel transfert che dicevo prima.

Sul fronte politico-culturale mi interessa invece capire come una cultura delle paure si trasformi in visione ideologica, politica della realtà. E come questa cultura del piagnisteo venga oggi qualificata come 'di sinistra'.

Per questo come vecchio comunista mi piacerebbe tanto sapere che cazzo ci è andato a fare Bersani, invece di dire la verità a quella gente. Se la diceva veniva fischiato, perchè quel comportamento è irrazionale. Ma proprio perchè è irrazionale lui è stato fischiato lo stesso, pur raccontando cazzate consolatorie come la solita, eterna 'tassa statalista di scopo'.
Ma se diceva la verità infastidiva solo loro, che sono una minoranza già liquidata anche alle elezioni regionali. Dicendo stupidaggini ha infastidito anche me, che già ero portato a votare il Cavaliere e che adesso ho un motivo in più per farlo.
(((E chissà perchè mi è tornato in mente il buon Luciano Lama, quando è andato a dire cose sgradevoli all'uditorio dell'Università di Roma; è questa 'sinistra' moderna e senza palle...)))

E infine vedete: con grande rispetto per le sue sofferenze, ma anche con grande schiettezza (e dunque facendo domande dirette) ho continuato nel frattempo a comunicare con la signora terremotata. Ma ora, proprio mentre finisco di scrivere, la conversazione si è conclusa bruscamente. La signora dice che non solo le mie osservazioni, ma io stesso rappresento "ciò che più aborro in un essere umano".

Mi sono preso i miei fischi, ma almeno le ho detto qualcosa di sinistra. E spero di averle calmato un po' di sciocchezze emotive e ingrate sulle "case di cartone". Che ha fatto fare quel grand'uomo del Cavaliere, ma che abbiamo pagato tutti noi.
:-)

Lapis


X Madame
Gerolamo Cardano - 09.07.2010
Non e' caduta una tegola perche' quelle che dovevano cadere erano gia' cadute. Ancora nella primavera del 1978 sono arrivate delle scosse molto forti, solitamente di notte, con fughe dalle caserme. Un mio amico che ci stava, piu' di una notte ha dormito fuori, sul piazzale, dopo una fuga giu' per le scale. Mi spiace insistere ma ne sono certo. Parlo di Spilimbergo.


Re: Cara amica, ti dico
Madame Psychosis - 09.07.2010
@caffé, a parte che le tasse le paghiamo tutti, il mio era un ragionamento sull'utilità dei paragoni. ovvio che da friulana che c'era mi sento punta sul vivo quando si parla di "gente che si è tirata su le maniche", manco fossimo una razza superiore, ciò che volevo puntualizzare è che che sotto il naso di tutti c'è una cosa che potremmo chiamare "modello friuli", e non della "gente che si è tirata su le maniche", e allora qui il paragone ha senso, perché è con un modello (istituzionale) che ha più o meno funzionato, e potrebbe essere utile dargli una ripassata prima di avventurarsi in mirabolanti novità che, ripeto, per me non hanno proprio niente di nuovo.


Re: Cara amica, ti dico
Madame Psychosis - 09.07.2010
@cardano Spilimbergo è il paese di mio padre, vivono lì tutti i miei (suoi) parenti. Se a qualcuno una scossa del 5 mercalli può sembrare uno scossone, non significa che lo sia (e dipende anche da dove sta l'epicentro)


ultima ciliegina
Caffé Scorretto - 09.07.2010
tra le cose "deprecabili" che si stanno per verificare ci sarebbe, a detta della nostra terremotata, la ripresa del pagamento dell'ICI, che notoriamente è in vigore ormai solo per le seconde case o per le case di lusso. Quale dei due è il suo problema?
@ Madame: Per quanto riguarda il problema di privacy che ponevi a Lapis, mi sembra non possa ipotizzarsi stante il fatto che è l'interessata che ha offerto all'universo mondo la conoscenza di sue vicende, analisi e considerazioni.


Appunto: il problema è quando le fesserie sono dette e alimentate dai politicanti...
Sandro De Rossi - 09.07.2010
...Infatti Caffè non ho pubblicato integralmente le mail mie e della signora non per privacy, ma perchè secondo me la signora mi ha scritto alcune cose risibili, e non ho voluto esporla a facili critiche.
Un banfone politico è una cosa, ma comunque una persona che ha patito e patisce delle difficoltà va rispettata anche quando dice (quelle che a me paiono) colossali sciocchezze.

Ma appunto questo è il tema politico-culturale che dicevo qui sopra. Questi possono essere presi dalle emozioni, e magari anche straparlare, ma i Bersani...

Lapis

P.S. - E l'ICI (per le seconde case e quelle di lusso), infatti, non si capisce perchè vanno a rompere le balle a Roma invece che al sindaco che gliela fa pagare. E che era in corteo con loro a Roma. :-)))


Per madame
Gerolamo Cardano - 09.07.2010
Il 16 Settembre 1977 ci fu una scossa di 5.2 Richter, non Mercalli. Altre seguirono a 5 nei mesi successivi, Richter.


cardano
Madame Psychosis - 09.07.2010
ancora? non è così, e quella scossa di settembre fu nel 1976, non nel 77, te l'ho citata pure prima. santi numi gerolamo, ci abitavo! (e quel giorno di settembre non la sentii perché ero nel bosco con mia sorella, ne seppi solo una volta tornata a casa)


mail e privacy
Madame Psychosis - 09.07.2010
non ha importanza chi sia e cosa dica il mittente, il contenuto delle mail private si può divulgare solo se autorizzati dall'interessato. se si ha intenzione di divulgarle, va detto prima di farlo.


Vero
Gerolamo Cardano - 09.07.2010
In cio' concordo con Madamina, bisogna fare attenzione: e' una violazione della confidenzialita'.


X Madame
Gerolamo Cardano - 09.07.2010
La memoria inganna, cara mia.
Ti allego uno studio molto scientifico sulla sismicita pre e dopo terremo del Friuli. Trovi la scossa a 5.2 del 1977 sotto alla figura 2.

http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/convegniprecedenti/2000/media/contents/pdf/10_10.pdf


Re: Cara amica, ti dico
Madame Psychosis - 09.07.2010
caro gerolamo, fortunatamente non sono ancora rimbambita!
la scossa del settembre 2007 non se la ricorda proprio nessuno, mica solo io, mah. comunque, dire che "Una ripresa di sismicità si verificò in settembre con quattro forti scosse (magnitudo 5,1 e 5,6 l'11 settembre e magnitudo 5,8 e 6,1 il 15 settembre) che causarono ulteriori danni ed alcune vittime soprattutto nell'area di Gemona. Successivamente la sismicità calò notevolmente anche se un evento di magnitudo ragguardevole (ML = 5,2) si verificò il 16 settembre 1977" è un po' diverso dal sostenere che per quattro anni ci furono scossoni, come hai sostenuto tu. il terremoto del friuli ha proprio questo di tipico, che l'attività sismica dopo la botta è andata notevolmente calando.

ps la magnetudo come sai non è tutto. il terremoto del maggio 76 fu devastante perché durò un intero minuto, e fu contemporaneamnete sussultorio e ondulatorio, non entro in dettagli che non saprei gestire, tipo croste e profondità, ma può essere che la scossa del 77, pur di magnetudo ragguardevole, abbia avuto altre caratteritiche che l'hanno resa meno memorabile. davvero, qua non se la ricorda nessuno! però m'hai incuriosito, continuerò a indagare :)


Re: Cari amici, vi dico
milo calaferro - 19.07.2010


All'indomani del terremoto dell'Aquila tutte le reti Rai e Mediaset ci ammorbarono per settimane con il racconto romanzato della tragedia, con le interviste strappacuore, con la retorica del dolore. E, soprattutto, con le visite giornaliere sul luogo del disastro del nostro Grande e Munifico premier. Per piangere ai funerali insieme ai parenti delle vittime, per consolare gli afflitti, dar da mangiare agli affamati e da bere agli assetati, visitare gli infermi, scavare tra le
macerie con le proprie mani ignude per salvare migliaia di sepolti vivi, comprare dentiere alle povere vecchine, offrire generosamente la propria modesta magione in Sardegna ai senza casa.

Altre valanghe di immagini indimenticabili ci furono elargite in occasione della pomposa cerimonia di consegna, da parte dello stesso presidente del Consiglio, di un pugno di prefabbricati in legno, finanziati dalla Croce Rossa Italiana e costruiti in quel di Trento su iniziativa del presidente della Provincia. Il quale però alla cerimonia era confuso tra il pubblico, essendogli stato interdetto l'accesso al palco degli oratori dove avrebbe potuto far ombra al Grande Demiurgo il quale, imbavagliati i veri artefici dell'operazione, si è preso tutto il merito per sè.

Infine, quale fuoco d'artificio finale, il miracolo dei miracoli, l'inaudito prodigio con cui il Messia d'Arcore avrà suscitato dal cielo l'astiosa invidia del suo precursore di Nazaret: la realizzazione di quattro case sfigate su una lontana landa sperduta ove confinare (così imparano!) i terremotati più bisognosi, cioè i più colpiti dalla furia devastatrice del sisma.

L'evento della consegna stavolta ha un tale rilievo storico da meritare lo stravolgimento di tutti i palinsesti televisivi d'Italia: si trasmette a televisioni e a reti unificate la celebrazione (officiata personalmente dal gran ciambellano di Corte Bruno Vespa) del solenne rito della consegna delle case. Il miracolo consiste nella transustanziazione di alcuni mattoni recuperati dalle macerie in abitazioni nuove di zecca, avvenuta nell'istante in cui Sal Bertolaso ha pronunciato la formula della consacrazione: "Meno male che Silvio c'è".

Silvio infatti si era stabilito all'Aquila per poter seguire personalmente i lavori di ricostruzione: diceva che "l'occhio del Padrone ingrassa il cavallo", anche se nel linguaggio silvico significa: "l'occhio della giraffa (televisiva) ingrassa il Padrone". Bisogna riconoscere però che alle fortune economiche del Padrone (e soci) hanno però contribuito in misura notevole le sue eccezionali capacità politiche e di Statista (per le quali ha appena ricevuto un importante premio a Milano). Il suo segreto è la cosiddetta "politica del fare (man bassa)". Nella quale, beninteso, gli hanno dato (e gli danno tuttora) una valida mano i consiglieri e ministri (tutti scelti da lui personalmente, infatti sono tutti indagati o in galera).

Per ricapitolare, i segreti dell'incredibile successo dell'uomo difeso tanto strenuamente da Lapis, Cardano e Caffè sono due: il ferreo controllo mediatico e dunque l'opera meticolosa e scientifica (e criminale) del rimbambimento dei cittadini più facilmente manipolabili psicologicamente, e la suddetta "politica del fare", s'intende, i propri interessi.

La correttezza della mia lettura è confermata, tra l'altro, dalle intercettazioni delle iene ridens nella notte del terremoto e da quelle pubblicate recentemente che hanno svelato le attività criminali della cosiddetta "cricca" formata dai politici e affaristi più vicini al nostro premier (non parliamo poi del suo background giudiziario).

Ripeto ciò che ho sempre detto sul consenso di Berlusconi: un uomo simile si può difendere solo se si hanno interessi personali o una testa di rapa.
Tanto più quando non ci si accorge che la nave imbartca acqua e perfino i topi capiscono che è ora di scappare.


Re: Cari amici, vi dico
milo calaferro - 19.07.2010


All'indomani del terremoto dell'Aquila tutte le reti Rai e Mediaset ci ammorbarono per settimane con il racconto romanzato della tragedia, con le interviste strappacuore, con la retorica del dolore. E, soprattutto, con le visite giornaliere sul luogo del disastro del nostro Grande e Munifico premier. Per piangere ai funerali insieme ai parenti delle vittime, per consolare gli afflitti, dar da mangiare agli affamati e da bere agli assetati, visitare gli infermi, scavare tra le
macerie con le proprie mani ignude per salvare migliaia di sepolti vivi, comprare dentiere alle povere vecchine, offrire generosamente la propria modesta magione in Sardegna ai senza casa.

Altre valanghe di immagini indimenticabili ci furono elargite in occasione della pomposa cerimonia di consegna, da parte dello stesso presidente del Consiglio, di un pugno di prefabbricati in legno, finanziati dalla Croce Rossa Italiana e costruiti in quel di Trento su iniziativa del presidente della Provincia. Il quale però alla cerimonia era confuso tra il pubblico, essendogli stato interdetto l'accesso al palco degli oratori dove avrebbe potuto far ombra al Grande Demiurgo il quale, imbavagliati i veri artefici dell'operazione, si è preso tutto il merito per sè.

Infine, quale fuoco d'artificio finale, il miracolo dei miracoli, l'inaudito prodigio con cui il Messia d'Arcore avrà suscitato dal cielo l'astiosa invidia del suo precursore di Nazaret: la realizzazione di quattro case sfigate su una lontana landa sperduta ove confinare (così imparano!) i terremotati più bisognosi, cioè i più colpiti dalla furia devastatrice del sisma.

L'evento della consegna stavolta ha un tale rilievo storico da meritare lo stravolgimento di tutti i palinsesti televisivi d'Italia: si trasmette a televisioni e a reti unificate la celebrazione (officiata personalmente dal gran ciambellano di Corte Bruno Vespa) del solenne rito della consegna delle case. Il miracolo consiste nella transustanziazione di alcuni mattoni recuperati dalle macerie in abitazioni nuove di zecca, avvenuta nell'istante in cui Sal Bertolaso ha pronunciato la formula della consacrazione: "Meno male che Silvio c'è".

Silvio infatti si era stabilito all'Aquila per poter seguire personalmente i lavori di ricostruzione: diceva che "l'occhio del Padrone ingrassa il cavallo", anche se nel linguaggio silvico significa: "l'occhio della giraffa (televisiva) ingrassa il Padrone". Bisogna riconoscere però che alle fortune economiche del Padrone (e soci) hanno però contribuito in misura notevole le sue eccezionali capacità politiche e di Statista (per le quali ha appena ricevuto un importante premio a Milano). Il suo segreto è la cosiddetta "politica del fare (man bassa)". Nella quale, beninteso, gli hanno dato (e gli danno tuttora) una valida mano i consiglieri e ministri (tutti scelti da lui personalmente, infatti sono tutti indagati o in galera).

Per ricapitolare, i segreti dell'incredibile successo dell'uomo difeso tanto strenuamente da Lapis, Cardano e Caffè sono due: il ferreo controllo mediatico e dunque l'opera meticolosa e scientifica (e criminale) del rimbambimento dei cittadini più facilmente manipolabili psicologicamente, e la suddetta "politica del fare", s'intende, i propri interessi.

La correttezza della mia lettura è confermata, tra l'altro, dalle intercettazioni delle iene ridens nella notte del terremoto e da quelle pubblicate recentemente che hanno svelato le attività criminali della cosiddetta "cricca" formata dai politici e affaristi più vicini al nostro premier (non parliamo poi del suo background giudiziario).

Ripeto ciò che ho sempre detto sul consenso di Berlusconi: un uomo simile si può difendere solo se si hanno interessi personali o una testa di rapa.
Tanto più quando non ci si accorge che la nave imbartca acqua e perfino i topi capiscono che è ora di scappare.


Una ricostruzione eccezziunale veramente
G.O.D. - 19.07.2010
Peccato che non sia più in vita Indro Montanelli, che dopo il terribile sisma del 1980 in Campania e Basilicata, raccolse tra i lettori del suo Giornale (quello vero, non la tetra parodia oggi in edicola) un bel po’ di quattrini e consegnò ai terremotati di Castelnuovo di Conza un intero villaggio di nuove case, il “Villaggio Il Giornale”, inaugurato insieme all’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini 170 giorni dopo il sisma. Cioè soli 8 giorni dopo l’attuale ricostruzione più imponente e più rapida eccetera. Ma ci fu anche chi arrivò molto prima: lo staff di Giuseppe Zamberletti, democristiano lombardo concreto ed efficiente, che senza essere sottosegretario a nulla, ma in veste di commissario straordinario di governo, mise a frutto l’esperienza maturata nel 1976 in Friuli e riuscì a consegnare 150 chalet (identici ai 45 inaugurati ieri dal premier, anche se a pagarli è stata la provincia autonoma di Trento, governata da Lorenzo Dellai, centrosinistra) alla popolazione di Ariano Irpino, che aveva appena pianto 300 morti, riuscendo a seppellirli solo tre settimane dopo. Quando avvenne la consegna? Qualcuno, sentita la premiata ditta B&B, nel senso di Berlusconi & Bertolaso, dirà: sicuramente non prima di 170 giorni, altrimenti gli annunci del presidente del Consiglio e del capo della Protezione civile sarebbero nient’altro che balle. E i giornali che le registrano senza batter ciglio sarebbero nient’altro che uffici stampa. Bene, tenetevi forte: Zamberletti consegnò ad Ariano i primi prefabbricati appena 60 giorni dopo il terremoto e le 150 casette con giardino dopo soli 122 giorni, dando un tetto permanente a 450 persone: la metà dei superstiti. Cioè impiegò ben 40 giorni in meno della ricostruzione più imponente e rapida eccetera, per fare il triplo del migliore presidente del Consiglio degli ultimi 150 e del capo della Protezione civile che tutto il mondo ci invidia.

Con tre lievissime differenze, fra il 1980 e oggi. Primo: il terremoto in Campania e Lucania si estese per quasi due regioni intere, fece 3 mila morti (10 volte quelli d’Abruzzo), 9 mila feriti e 300 mila sfollati. Secondo: all’epoca la Protezione civile non esisteva: i soccorsi erano coordinati dalla radio della Rai, con le telefonate in diretta degli amministratori e dei cittadini. Terzo: scalcinata fin che si vuole, l’Italia era ancora una democrazia. E anche il politico più infame avrebbe esitato un po’, prima di pavoneggiarsi a favore di telecamera su un red carpet di cadaveri.

Marco Travaglio


On theoretical politics...
Rina Brundu - 19.07.2010
Milo,
una "lectura fascinante" et "convincente"...!!!!!
Davanti ad una logica così stringente, appunto, è difficile dire. A questo punto mi preoccupa solo il destino dei topi. Mi domando finanche cosa sarebbe meglio per gli incauti roditori....
1) Affondare et morire col comandante e la ciurma più fedele.
2) Nuotare velocemente fino a riva (si salvi chi può!)
3) Accettare l'ansioso passaggio di altra nave molto simile (ma di diverso colore) che
attende al varco.
Mah...

« ... Orbene io ti dirò, e tu ascolta accuratamente il discorso, quali sono le vie di ricerca che sole sono da pensare: l'una che "è" e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità), l'altra che "non è" e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile: infatti non potresti avere cognizione di ciò che non è (poiché non è possibile), né potresti esprimerlo. ... Infatti lo stesso è pensare ed essere»
Parmenide.


Re: Cara Rina, tu dici:
milo calaferro - 21.07.2010
"A questo punto mi preoccupa solo il destino dei topi. Mi domando finanche cosa sarebbe meglio per gli incauti roditori....".

A me, francamente, preoccupa di più il destino dei passeggeri (umani). Ma siccome immagino che anche a te prema la loro sorte... orbene io ti dirò, e tu ascolta accuratamente il discorso, quali sono le vie di ricerca che sole sono da pensare:

l'una che "è" e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità), cioè (ascolta accuratamente) cercare di liberarsi al più presto dell'impostore che si è spacciato per il più grande comandante della storia della marina ma che in realtà non sa guidare neanche una carretta del mare, e la prossima volta cercare di essere più oculati nella scelta dell'agenzia di viaggi;

l'altra che "non è" e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile, cioè lasciare al timone l'impostore e continuare a dargli fiducia, oppure buttarlo in mare ma imbarcarne un altro della stessa risma. Ciò che invece i passeggeri devono fare, lo ripeto, è di cercare di provvedersi degli strumenti (i tappi di Ulisse?) per resistere alle lusinghe delle sirene dei gabbapopolo che ti invitano a ballare spensierato sulla tolda mentre la nave affonda.

Quanto ai topi, cara Rina, è bene che tornino (e restino) da dove sono venuti: nelle fogne.


as usual
Caffé Scorretto - 22.07.2010
Col consueto garbato equilibrio, Milo ha sancito che ogni opinione che non sia uguale alla sua è una "strenua difesa" di Berlusconi. Ha poi emanato la sua sentenza: io ed altri siamo o dei venduti o delle teste di rapa. Anche più in basso dei topi che capiscono quando è il momento di abbandonare la nave. Per rifugiarsi, presumibilmente, sulla nave dei folli, un po' fanatici nello stile di Santa inquisizione, dove Milo presterà senz'altro i suoi turni al timone, buttando agli squali (sulle navi non è consigliabile accebdere roghi) tutti coloro che, volta per volta, secondo il suo sano principio di democrazia, troverà indegni di esistere a causa delle loro devianze ideologiche o, semplicemente, logiche.


On theoretical politics... : a volte ritornano
Rina Brundu - 22.07.2010
Caro Milo,
effettivamente la tua è una delle interpretazioni più curiose della filosofia di quel grande di cui sopra.
In virtù della stessa (i.e. della tua interpretazione) si potrebbe quasi dire che un Parmenide applicato ai tempi moderni occorrerebbe leggerlo costì:
L'essere, ovvero l'homo-calaferrico, è il puro positivo. Il non-essere, ovvero l'homo-berlusconico, è il puro negativo. Dato che tu mi insegni che per ello-filosofo l'essere è la sola cosa pensabile ed esprimibile... inutile dire che il non-essere citato non possa che fare una fine miseranda...uhm... cioè... non può fare neppure una fine miseranda perchè semplicemente-non-è. Sempre a tuo dire, s'intende.

Comunque intendo tornarci. Domani magari. Too busy now.
Resto ancora convinta che un giorno ti convertirò all'utilizzo di un valido metodo di analisi delle cose della Politica. La mera passione non porta a niente. In nessun campo. Non quando manca di sostanza. Un giorno infatti ci si potrebbe svegliare e scoprire che, indifferente alla nostra idealità, il mondo ha continuato a girare. E noi ci siamo persi tutto. Soprattutto non lo abbiamo capito.

Con la stima di sempre.
errebì currently Eraclito l'oscuro


Scoop!!
Rina Brundu - 22.07.2010
Però ti debbo ringraziare. Fu infatti grazie a ciò che leggevo nei tuoi infiniti incontri-scontri con Astolfo (where is he now?) che alla fine mi decisi a scrivere altre cose... Ho pensato infatti che non avrei potuto fare troppo peggio:)
Per inciso, il mio articolo Il principe è proprio dedicato a te.
http://rinabrundu.wordpress.com/2010/04/25/il-principe/

Chissà magari opera il miracolo?
Parlo sempre di problema-di-metodo non di contenuto (e ci torno). Et suoi limiti considerati.

Errebì or Eraclito.. uhm... il limitato.



Re: Cara amica, ti dico
milo calaferro - 25.07.2010
Cara Caffè,

rileggiti il tuo primo intervento nel quale, con tono piccato, cerchi di rintuzzare, una per una, tutte le critiche mosse al governo Berlusconi per il modo in cui ha gestito l'emergenza terremoto all'Aquila. Come la chiami questa, se non "difesa di Berlusconi"? difesa dei terremotati? difesa di quegli aquilani arrivati a Roma coi loro bravi cahiers des doleances sottobraccio e accolti a manganellate dagli armigeri del re, il quale, dopo aver speculato sul loro dolore, li ha gettati via come spazzatura puzzolente?

Berlusconi non fa il politico, cara Caffè. Dei problemi degli italiani non gli fregava nulla prima di entrare in politica e ancor meno gli è fregato dopo. Costui si serve della politica da quando aveva i calzoni corti. Prima con l'aiuto di Craxi, poi subentrando personalmente all'ex leader socialista caduto in disgrazia. La sua "discesa in campo" fu decisa per poter continuare a mungere lo Stato anche dopo la caduta del suo referente e protettore politico, e non certo perchè a un certo punto, come dice lui, "ho sentito la necessità di fare qualcosa per il paese che amo".

Silvio sta al governo, ma non si interessa del governo (non ne avrebbe neanche la competenza), se non per curare campagne elettorali, spot, e, soprattutto, i propri affari personali (perpetuando l'andazzo stabilito col suo compare Bettino). Per tutto il resto a mandare avanti la baracca alla meno peggio, ci prova il suo mediocre ex commercialista, sor Giulio.

Diceva il re di Baviera Ludwig II a Richard Wagner: "Maestro, io porto la corona per voi".
Dice il re d'Italia Silvio I a se stesso: "Silvio, io porto la corona per te".

Passando alle accuse di antidemocraticità che mi rivolgi (non sei l'unica, del resto; lo fanno tutti i miei interlocutori antidemocratici), devo ripetermi.

La legittima critica non va confusa con la volontà di impedire ad altri di esprimersi.
Io non ho mai fatto nulla per impedire ad altri di parlare. Questa semmai, cara Caffè, è una specialità del Signor B., che vanta un lungo curriculum in questa materia. Sembra anzi che sia una vera ossessione per lui quella di cercare di tappare la bocca a chiunque esprima mezza parola a lui poco gradita. E semmai a condividere questa sua forte allergia al pluralismo e alla democrazia sono i suoi sostenitori, dunque non certo il sottoscritto.

Per esempio, quando, in occasione delle ultime regionali, qualcuno ha deciso di chiudere tutte le trasmissioni di informazione politica, tra le firme che qui sul Barbiere ironizzavano sulle (sacrosante) proteste dei conduttori e che, se non elogiavano il bavaglio, certo non lo condannavano, non c'era certo la mia.

Però, se non ricordo male, ce n'era una identica alla tua. Diceva che gli spettatori non avrebbero potuto che esser felici di quell'oscuramento, perchè così avrebbero avuto molti più film da vedere.

Ma non posso pensare, Caffè, che eri tu a scrivere quelle cose. Tu così democratica e antiberlusconiana.

Si tratterà certo di un caso di omonimia.


Il problema
Rina Brundu - 25.07.2010
Il problema caro Milo, che fa passare pure la voglia di rispondere, in questi tempi molto pieni, è il metodo. E non ti accorgi che se cambiassi metodo porteresti molti interlocutori, che definisci "antidemocratici" a seguirti.
Perché, fermo restando che personalmente non ti seguirei mai nei toni più aspri della tua battaglia, in alcuni elementi che porti ci sono delle verità.

Delle verità che sono valide sempre e comunque nelle cose della Politica e del governo di una nazione.
Per esempio, se io stessa dovessi seguire questo metodo logico che ti propongo... mi troverei costretta ad ammettere che per l'estrinsecarsi di una sana vita politica in un Paese moderno, la tua passione è molto più utile del mio approccio relativizzante e filosofeggiante.

Applicato alle cose di questi tempi, si potrebbe pure dire che tanto più a lungo un governo resta in carica, tanto più è necessario avere una opposizione di sana e robusta costituzione, che possa agire da watchdog. Si fa per dire, naturalmente, perché in Italia (e in altri posti anche) è tutto un "io ti do questo e tu mi dai quello.....".
Etc etc...

Ripeto, avevo letto alcuni elementi molto interessanti che proponevi come spunti di discussione... ma poi davvero non riesco a seguirti. Un mio limite s'intende.
Magari Caffé riesce meglio.
Good luck to both.
RB


Re: Cara amica, ti dico
milo calaferro - 26.07.2010
"...E non ti accorgi che se cambiassi metodo porteresti molti interlocutori, che definisci 'antidemocratici' a seguirti" (Rina).

Cara Rina,

gli "antidemocratici" non sono fantasmi, ufo o draghi a tre teste. Ti assicuro che esistono veramente. E sono tra noi. Perfino su questo sito, pensa. Del resto Berlusconi è il politico che prende più voti alle elezioni, no? Berlusconi è un antidemocratico all'ennesima potenza e, se non avesse trovato delle resistenze (seppur deboli) sulla sua strada, saremmo già in una dittatura (seppur morbida). Ebbene, pensi che chi lo vota non si renda conto di questa sua insofferenza per la democrazia, considerato che non si è mai preoccupato più di tanto di dissimularla?

Ecco, tutti coloro che votano e acclamano Berlusconi, o anche quelli che semplicemente non si preoccupano della sua ascesa -sempre ammesso che lo conoscano a sufficienza- cosa
possono essere se non "antidemocratici"? Chi alza le spalle quando Berlusconi caccia Santoro o altri personaggi scomodi dalla televisione o dai giornali, cos'è se non uno cui della democrazia importa meno di un fico secco?

Del resto, cara Rina, per molti, la democrazia non è che uno dei sistemi di governo possibili.
Dalla fine del fascismo ci diciamo tutti democratici convinti e ci mostriamo offesi se ci chiamano "antidemocratici" o, peggio, "fascisti", "monarchici", "nazisti", etc. Questo, però, in pubblico. In privato poi le cose cambiano (lo dico per esperienza personale). Non sono poche le persone convinte che, dovunque è stata in vigore, la democrazia non ha fatto che causare disastri, e che dunque la detestano profondamente e che, se provi ad obiettare qualcosa, ti prendono a male parole.

(Scusami, devo uscire, riprendo dopo)...


Crepa di invidia Astolfo!
Rina Brundu - 26.07.2010
"Berlusconi è un antidemocratico all'ennesima potenza e, se non avesse trovato delle resistenze (seppur deboli) sulla sua strada, saremmo già in una dittatura (seppur morbida)" (Milo Calaferro)

Scusami Milo, ma non ho potuto resistere così, seguendo il tuo metodo, ho voluto rimarcare questa perla ossimorica (i.e. alla dittatura-morbida non ci avevo mai pensato!).

Dissento sul fatto che Berlusconi sia un antidemocratico, dato che questo sarebbe in assoluta contraddizione con il suo spirito da imprenditore che non puoi negargli. Forse altre cose si potrebbero dire sempre applicando i miei ragionamenti da teoria-politica-per-dummies...

Beh, comunque finisci il discorso, poi rispondo. Mi interessa, sempre per le mie speculazioni-che-lasciano-il-tempo-che-trovano-e-non-gliene-frega-nulla-a-nessuno, la parte in cui sostieni che gli antidemocratici esistono veramente. Chi lo ha mai negato?
Ti dirò di più, la cosa non è un peccato per-se. La dittatura come la democrazia sono solo forme governative convenzionali. La differenza, credo, la fa lo spirito più o meno illuminato che le fa esistere (so che è difficile apprezzare questo rispetto alle cose dei nostri tempi moderni, ma il mio discorso è in astratto).

Però, ripeto, io parlo sempre per massimi sistemi... e potrei essere in torto.


Innocenzo XII
Federico Bernardini - 27.07.2010
Tra il 1691, anno d'inizio del suo pontificato, e il 1695 la città di Roma fu colpita dalla peste, dal terremoto e dall'inondazione del Tevere.
Innocenzo XII, per soccorrere le vittime, prosciugò il tesoro pontificio.
Fu lui, come ci ricorda Irving Lavin, docente all'Institute for Advanced Studies di Princeton, a inventare lo stato sociale, trasferendo la competenza sulle opere assistenziali, sino allora demandate a privati, confraternite e ordini religiosi, allo stato.
I "senzatetto"...fu lui ad usare per la prima volta questo termine, venivano ospitati nientemeno che nel palazzo del Laterano, se donne, e nell'ospizio di San Michele, a Ripa Grande, se uomini.
"Sono loro i miei veri nipoti" soleva dire, in un'epoca di dilagante nepotismo, malcostume al quale si oppose con le leggi e con l'esempio, arrivando al punto di negare la porpora cardinalizia all'Arcivescovo di Taranto, persona degnissima, per il semplice fatto che era suo nipote.
I potenti ai quali negò prebende e benefici e dei quali cercò di limitare gli sprechi e i soprusi lo fecero oggetto di scherno e di velenose "pasquinate". Particolarmente ridicolizzato era il suo nasone e il suo pizzetto...fu l'ultimo Pontefice a portare la barba.
Ben altre sono le ragioni per le quale gli odierni governanti sono messi alla berlina e se confrontiamo i loro costumi con quelli di Innocenzo e della sua Chiesa non possiamo non essere sopraffatti dal disgusto. Non minore è il disgusto nei confronti di quel popolo meschino che tali governanti ha scelto e sostiene, magari trovando anche il tempo per sparlare della Chiesa Cattolica e dei suoi misfatti.

Federico Bernardini


Re: Cara Rina ti dico...
ivanfrance1 - 27.07.2010

che forse l'ossimoro lo si trova nella tua affermazione che vorrebbe l'imprenditore, in quanto imprenditore, abituato al "sistema democratico.
Ti faccio presente che non c'è nulla di più lontano del funzionamento di un'impresa con la democrazia.
Non so se hai presente la differenza tra una società di capitali ed una cooperativa?
Deduco tu ti riferissi alle cooperative, tuttavia non mi risulta che Berlusconi abbia mai adoperato questa forma societaria nelle sue attività imprenditoriali.
Credo che sia proprio la sua spiccata ed anacronista veste di "capitalista imprenditore" ad mpedirgli qualsiasi approccio democratico ed aggiungerei "etico" alla gestione della cosa pubblica.


Il grande sonno (per Ivan)
Rina Brundu - 27.07.2010
Felice di sentirti Ivan.
No, quella affermazione vorrei chiarificarla dicendo che, a mio modo di vedere... per un imprenditore come Berlusconi la "democrazia" è un sistema molto più cogeniale di una "dittatura".
Come sai cerco sempre di astrarre il mio giudizio (se voglio essere credibile in ciò che srivo in Rete) dalle simpatie o dalle antipatie. Per qualunque soggetto analizzi. E questa astrazione francamente tanti "fawlts" mi porta a vedere in Berlusconi (come in tutti, come in me stessa) ma non un suo essere antidemocratico. Farei torto alla mia intelligenza e a quella di chi mi legge, se sostenessi altrimenti.
Viceversa, anche perchè in grandi aziende ho lavorato per una decina di anni e quindi quelle dinamiche le conosco come le mie tasche, altre situazioni più perniciose... derivanti dalla "democraticità-imprenditoriale" dell'era-Berlusconi colpiscono la mia attenzione.
Una di queste la ho descritta in un altro mio pezzo, Il Grande sonno.
Lo trovi qui...
http://rinabrundu.wordpress.com/2010/07/03/il-grande-sonno/

Spero di avere chiarito. Ciao.


Non ho capito (per Federico)
Rina Brundu - 27.07.2010
Caro Federico, perdonami, non credo di avere capito il senso del tuo intervento quindi eventualmente tienine conto. Però se il tuo intervento è teso a dimostrare una moralità storica superiore della Chiesa Romana in materia di politica, amministrazione e quant'altro... francamente mi cadono le braccia.

Come sai sebbene allergica alle formalità religiose, io ho sempre portato rispetto anche per la Chiesa ufficiale (spesso vista, dai tanti, in contrapposizione con la vera essenza del cristianesimo), di cui ammiro soprattutto la forza del pensiero teologico... ma da qui a vederla come esempio di buona governance francamente no.
E' un po' troppo per ora. Parliamone magari più avanti. Nei secoli a-venire.
Sempre se ho capito bene si intende. Ciao.


Democraticissimo Milo
Caffé Scorretto - 27.07.2010
ho riletto il mio pezzo, non sia mai, sai, la demenza incombe. Non vi ho trovato sperticate lodi ( o laudi) in difesa di Silvio ma il racconto di quello che accadde e che ho vissuto in Irpinia e di quello che ho visto all'Aquila. E non mi sembra di aver detto che tutto è fatto e finito e perfetto, ma, da brava giornalista (magari perpetuamente dilettante ) so per certo che la competenza per tutti gli interventi post emergenza è nella competenza e nell'iniziativa e nella responsabilità delle autorità locali. Per sovrappiù mi sono dichiarata interessata a sapere se - metti il caso - dal Governo vengano lesinati, o addirittura non erogati i fondi necessari o, eventualmente, frapposti altri pretestuosi ostacoli. Non ho avuto risposta da te o da altri, anche se ho letto qua e là, su varie testate, che una parte dei fondi è stata data, ma che ne è stato effettivamente impegnato circa il 10 per cento.
Non c'è dubbio che l'area interessata dal terremoto in Irpinia fosse molto più vasta, ma il problema dell'Aquila è che parliamo, come ho già scritto, di una città in cui bisogna ricostruire salvaguardando la natura storica e architettonica, con case crollate per intere strade della parte vecchia, inframmezzate da zone danneggiate ma che hanno resistito. Certo, la cosa più rapida sarebbe spianare tutto e ricostruire altrove, come appunto è stato tristemente fatto in molti dei paesi di Irpinia e Campania, ma mi sembra che questo sia ciò che tutti, aquilani e non, governo e opposizioni, viandanti e pensatori, hanno dichiarato come non praticabile e non auspicabile, con consenso plebiscitario del Paese e del mondo intero (me compresa, per quel che vale). Dopo di che tutti hanno detto che per arrivare al fine dell'opera ci vorranno almeno dieci anni. Ed è certo che, come prima cosa, anziché cercare il decoder della signora, conviene ripartire dal sostegno e ricostruzione delle realtà produttive locali e non so se lo si sta facendo.
A tutto ciò che ho scritto e qui più o meno ripeto, tu opponi il tuo pensiero unico (temo di dover dubitare che ne coltivi altri, almeno con la stessa intensità) che consiste nella damnatio berlusconis ad aeternum e, come direbbe Totò, "a prescindere".
A me, francamente, di Berlusconi non me ne importa niente, ma ribadisco che le tue categorie dialettiche sono alquanto narrow minded se, a chi con canta esattamente la tua stessa canzone sai solo appiccicare l'etichetta di "testa di rapa" o venduto un tanto al chilo. Non so perché, ma continua a sembrarmi decisamente molto, molto, moooltooo antidemocratico.


Hai capito benissimo (per Rina)
Federico Bernardini - 27.07.2010
Innocenzo XII ebbe due meriti: fu l'inventore del Welfare State e moralizzò la vita pubblica...chi governa l'Italia, ma anche chi l'ha governata prima di lui non potrebbe che vergognarsi e andarsi a nascondere, se sottoposto a un confronto.
Non solo Innocenzo XII ma molti altri prima e dopo di lui hanno fatto della Chiesa Cattolica un modello di civiltà e di buon governo...lo dimostrano i fatti e a chi, per varie ragioni, volesse negarli, dopo aver portato in oltre un anno di collaborazione al Barbiere numerose testimonianze di verità, non ho altro da dire in proposito.

Federico


Re: Cara amica, ti dico
milo calaferro - 27.07.2010

"ho voluto rimarcare questa perla ossimorica (i.e. alla dittatura-morbida non ci avevo mai pensato!)" (Rina)

Non c'era neanche bisogno di pensarci, Rina. Bastava leggere un giornale ogni tanto. Inoltre se cerchi "dittatura morbida" su internet sarai sommersa da citazioni e spiegazioni.

"Dissento sul fatto che Berlusconi sia un antidemocratico, dato che questo sarebbe in assoluta contraddizione con il suo spirito da imprenditore che non puoi negargli" (Rina).

"per un imprenditore come Berlusconi la 'democrazia' è un sistema molto più congeniale di una 'dittatura'" (Rina).

Il concetto di "antidemocratico" in assoluta contraddizione con quello di "imprenditore"?
Rina, anche i boss mafiosi sono imprenditori (e che imprenditori). Questo, secondo te, fa di loro automaticamente dei campioni di democrazia?
Cara, avevo detto che (a mio avviso) gli elettori di Berlusconi, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, sono consapevoli della profonda e innata estraneità di Silvio allo spirito della democrazia. Ma dopo aver sentito te non ne sono più così convinto...
Scusa, Rina, ma li leggi i giornali? E se sì, quali? Inoltre quando dici cose come "La dittatura come la democrazia sono solo forme governative convenzionali etc." mi vien da chiedermi anche se hai mai letto qualcosa di teoria politica.


Sulla verità. Varie et eventuali (per Federico e poi per Milo)
Rina Brundu - 27.07.2010
Caro Federico, io non discuto la tua ottima intenzione e la tua conoscenza in materia che ti fa maestro di questi argomenti, proprio come i tuoi numerosi interventi sul Barbiere hanno dimostrato.
Io discuto - come del resto abbiamo fatto un paio di giorni fa a proposito degli "statisti" - una verità che (astraendosi dal particolare) vuole la Chiesa maestra, buon esempio, di buona governance politica e ammministrativa. Per questi motivi, e proprio per il fatto che qui si cerca un ideale, non trovo adatta la comparazione.
Personalmente per esempio, se proprio avessi dovuto, avrei citato quache "mito" greco, tipo Eubulo. Ma in generale resto scettica davanti a qualunque antico esempio di fulgida grandezza... Se vivisezionati come si fa di questi-tempi...il 99% di questi "miti" non risulterebbe più tale.

Per Milo
Sulla questione democrazia vs dittatura ho già detto. E non cambio. Tanto meno mi avvalgo dei giornali per stabilire se una data metodologia di organizzazione civile e politica sia una convenzione umana oppure no. Fin li ci arrivo da me. Senza considerare che in generale - pure questo già detto - non contemplo dogmi. Il che non mi rende simpatica ma chisenefrega, se anche ci fosse un solo-qualcuno la fuori che crede nella mia onestà di metodo, ne varrebbe la pena.
Quello che noto è che nel tuo penultimo commento si stava facendo progressi (di fatto gongolavo con Astolfo, che non mi pareva avesse mai ottenuto tanto), ma poi appena uno ti propone una visione differente torni al solito.

Dirò di più. Io francamente non mi sento tanto democratica. Penso anche che un gruppo di illuminati potrebbe governare molto meglio il mondo di una convenzione-democratica. Il problema è trovare gli illuminati! Compito impossibile. E' infatti questo un aspetto apparentemente in opposizione alla nostra natura umana. Un aspetto straordinario se vuoi date le indiscutibili potenzialità della nostra anima. Ma una verità. Una verità che appunto dà tanto da pensare sulle cose della nostra vera Essenza a chiunque voglia farlo con una data linearità di metodo e con una data pacatezza. Non a caso, lo stesso Churchill guardava alla democrazia come ad una possibilità imperfetta, sebbene la migliore tra tutto ciò che passava il convento fino a quel momento. Fino a questo momento, possiamo senz'altro aggiungere.

A mio modo di vedere tu, caro Milo, insegui una balena bianca. Ma non chiedermi di farlo con te perchè non potrei farlo mai. E come se, arrivando su un'isola occupata da una grande montagna, impervia, impossibile da scalare, piena di crepacci e di canyon, io mi ostinassi, per consolare il mio spirito incapace di adattarsi a quella difficile realtà, a volerla vedere piatta. Non è piatta purtroppo! Quindi se io voglio raccontarla dovrò raccontarla per quello che è, ovvero montuosa. Lo stesso accade per i tempi che vivo. Se io voglio raccontarli debbo raccontarli per come sono e non come vorrei che fossero...
E possibilmente tentare di farlo con una data onestà, per sua natura figlia di una visione multipla delle cose.

Etc etc...

Un carissimo abbraccio ad entrambi.


Carissima Rina...
Federico Bernardini - 27.07.2010
mi costringi a "dire altro a proposito".
E' appunto perché io non parlo di miti ma di solide realtà che mi riferisco alla Chiesa Cattolica come esempio di civiltà e buon governo. Certo, nella storia di questa istituzione, fatta di uomini, con tutti i loro limiti e i loro difetti, non mancano le cadute e le aberrazioni, ma chiunque volesse negare che il Cristianesimo, a partire dal monachesimo, abbia portato al mondo non solo una luce di verità ma anche validi modelli di vita civile, compatibili con la natura umana e non ispirati a velleitarie aspirazioni perfezionistiche, negherebbe l'evidenza.
Quanti hanno proposto, nel corso dei secoli, modelli ideali,ispirati a una "perfezione" che non è di questo mondo, hanno miseramente fallito, ottenendo risultati opposti a quelli che si erano prefissi.
Basti pensare al comunismo o a certi deliranti proclami, come quello fatto pochi giorni fa da Ahmadinejad, che promette il paradiso in terra ai buoni musulmani...questa gente è pericolosa e mi fa paura. Pensa anche a quali siano state le conseguenze dell'Illuminismo e del Positivismo, col loro tetro scientismo.
In conclusione io credo che sia vano cercare irrealizzabili modelli ideali ma ci si debba limitare ad "amministrare il disordine".

Federico


Carissimo Milo...
Federico Bernardini - 27.07.2010
io condivido il tuo pessimo giudizio su Silvio Berlusconi. Anzi, il mio è forse più severo del tuo perché, oltre che sul piano morale e politico, lo trovo criticabile...addirittura insopportabile sul piano estetico.
Ma non vorrei che questa avversione si trasformasse in una monomania e ci impedisse di vedere, ipnotizzati dal "mostro", le altre, innumerevoli responsabilità che ricadono sugli altri uomini di potere: politico, economico e culturale, di ogni colore e...soprtattutto, le responsabilità di un intero popolo di cui i governanti riflettono, amplificati dal potere, dall'arroganza e dall'impunità, i peggiori difetti.

Federico


La verità che mi sfugge...
Rina Brundu - 27.07.2010
Caro Federico, leggo e rispondo dopo a questo tuo commento.
Adesso vorrei solo fare una precisazione rispetto a quanto ho scritto prima perchè, data la mia scrittura sempre troppo-determinata, è proprio necessario farlo.
Quelle che io esprimo infatti sono solo mie opinioni. Nulla che io cercherei mai di fare passare per una verità. E' importante e non è ovvia questa distinzione, perchè altrimenti non potrei obiettare alla visione di Milo così come ho obiettato.
Di fatto, il mio interesse non è nella verità che io posso proporre, quanto piuttosto nella-verità-che-mi-sfugge e che io sarei felicissima di riconoscere in un qualsiasi altro scritto... Questo per dire che un ragionamento logico e fondato che mostrasse il mio cogitare in palese torto lo accoglierei con lo stesso entusiasmo con cui accoglierei una mia privata illuminazione... ma naturalmente debbo leggerlo prima.
Credo questa - oserei dire ma tu Milo correggimi se sbaglio - sia la differenza fondamentale tra di noi che pur proponiamo le nostre idee diverse con la medesima idealità....

Rispondo dopo al resto.


Sorry ignora Federico, era per Milo il tuo messaggio. Ciao.
Rina Brundu - 27.07.2010


In verità ti dico...
Federico Bernardini - 27.07.2010
i messaggi erano due, uno per te e uno per Milo...al quale auguro che Berlusconi cada al più presto,rendendogli quella serenità di giudizio di cui "il mostro" lo ha privato, condannandolo al più tetro dualismo manicheo.


Sui modelli da seguire...
Rina Brundu - 27.07.2010
Forse Federico una possibile-verità sta nel fatto che lo Spirito che vive in noi è così complesso e vario che credo sia normale che le "risposte" che soddisfano una sua "incarnazione", o diverse, non possano soddisfarle tutte. Sicuramente le "risposte" trovate su questi argomenti non soddisfano la mia "curiosità" e quindi ci tornerò. Meglio però con gli articoli così ragiono di più. Nei commenti ci si fa prendere dalla passione. Ma avendo detto abbastanza è pure giunto il mio tempo di tacere. E così farò.

ps E poi come sai io sono appassionata di sci-fi e di tutte quelle produzioni "catastrofiche" quindi vorrei vedermi in pace The Storm. Giustifico questo mio veniale peccato con questa bellissima gemma tratta dai “Quaderni” di Paul Valéry: “Avendo consacrato queste ore alla via dello spirito, mi sento in diritto di essere sciocco per il resto del giorno”. Tipico di noi che apparteniamo alla Goldrake-Generation!! Adios.



Buona visione...
Federico Bernardini - 27.07.2010
e mi congedo anch'io con una citazione.
"QUAND'ANCHE DIO NON ESISTESSE, LA RELIGIONE SAREBBE ANCORA SANTA E DIVINA"
(Charles Baudelaire)
Un abbraccio.

Federico


Re: Cara amica, ti dico che...
milo calaferro - 28.07.2010
l'espressione "dittatura morbida" non è un ossimoro.

Il termine "dittatura" viene dal latino "dictare", che significa "comandare", "ordinare". Ne consegue che il dittatore è semplicemente colui che, concentrando tutti i poteri nelle proprie mani, è in grado di comandare, ordinare, dettar legge.

Come vedi, Rina, il concetto di "potere imposto con la forza" non è contenuto nella parola "dittatura", anche se siamo portati, per inveterata abitudine, ad associarvelo.

In effetti in passato il dittatore, per imporre la propria egemonia, aveva spesso bisogno del ricorso all'uso della forza.
Ma l'avvento dei mass media e lo sviluppo delle scienze di comunicazione e di marketing gli hanno fornito mezzi molto più raffinati, potenti ed insieme incruenti per imporre la propria volontà.

Al posto dei vecchi e obsoleti arnesi dei mezzi coercitivi e violenti, oggi il moderno dittatore ha a sua disposizione strumenti diabolici, tra i quali spicca la televisione (non per niente gli autori di colpi di Stato, come prima mossa, occupano la sede della televisione di Stato), che gli consentono di manipolare a suo piacimento le coscienze dei sudditi attraverso la disinformazione, l'istupidimento collettivo pianificato, tecniche di persuasione occulta, messaggi subliminali etc..

Ora, cara Rina, espressioni come "dittatura morbida", "democrazia autoritaria", "golpe strisciante" stanno a indicare, appunto, forme di dittatura larvata o i tentativi sotterranei di instaurarla, che non sarebbero stati possibili senza questi moderni mezzi di controllo delle coscienze.

A proposito di "democrazia autoritaria" (anche questo un ossimoro?) ti propongo la seguente riflessione di Eugenio Scalfari.

"Le democrazie vivono sul rapporto di fiducia che si instaura tra il popolo e le istituzioni. Ma poiché le istituzioni sono rappresentate da persone, quella fiducia si instaura tra il popolo e le persone istituzionali. Il rapporto fiduciario a sua volta si qualifica con due diverse modalità: la fiducia con partecipazione e quella con delega in bianco.

Quest' ultima può essere revocata ma se dura troppo a lungo la revoca diventa difficile e sempre meno probabile anche perché l' area dalla partecipazione tende a restringersi mentre le istituzioni tendono ad assumere connotati sempre più autoritari.

Noi stiamo vivendo questa fase con un' intensità che non è mai stata così accentuata in tutti i settant' anni di storia repubblicana. Le democrazie autoritarie derivano dunque da una torsione della democrazia partecipata verso una democrazia autoritaria con tratti di regime stabile e sempre più difficilmente revocabile.

Il modello di democrazia autoritaria tende a raccontarsi in modo dissimile dal vero ed è a questo punto che la menzogna istituzionale diventa strumento primario di potere, deforma la realtà, indebolisce i poteri di garanzia, esercita la sua crescente influenza sui mezzi di informazione, dispensa favori e privilegi, viola diritti, narcotizza la pubblica opinione.

La morale viene messa in soffitta, il teatro-spettacolo sostituisce la politica. Noi stiamo vivendo questa fase. Ad una tale deriva occorre resistere cercando di costruire il futuro".


Cambio dedica...
Rina Brundu - 28.07.2010
Mi viene quasi voglia di ritirare la dedica fatta... et invece di dedicarti "Il pricipe" credo che opterò per "Il polpo" altro mio articolo fondamentale...

Si scherza naturalmente. Di fretta ma anche così ad occhio vorrei smontare alcune "verità" che indichi sotto:

1. E' indubbio che vi sia un carattere ossimorico in quella espressione, basta guardare ai sinonimi che citi un comandare-morbido infatti è espressione che generebbe divertimento in un Machiavelli al meglio delle sue possibilità. Non esiste una simile possibilità con un leader vero. Punto.

2. Questa espressione "Il termine "dittatura" viene dal latino "dictare", che significa "comandare", "ordinare". Ne consegue che il dittatore è semplicemente colui che, concentrando tutti i poteri nelle proprie mani, è in grado di comandare, ordinare, dettar legge.", e dunque la conclusione che ne trai, è tendenzialmente scorretta per i nostri fini. Nel senso che il significato primo della parola dittatore (in senso lato) non era per quanto ne so lo stesso che gli attribuiamo oggi. Di fatto, "Durante la Repubblica romana il dictator era un magistrato straordinario che, in tempi di eccezionale pericolo per la patria, era investito di pieni poteri politici e militari per sei mesi, con garanzie particolari atte ad impedire una perpetuazione dell'incarico." Era investito dunque non si autoeleggeva come farebbe un qualsiasi dittatore moderno. Ed ecco perchè ti confondi.
Per altre informazioni leggere http://rinabrundu.wordpress.com/2010/07/24/lo-statista/

3. Avei anche da dire su questa osservazione di un uomo che resta comunque un mio mito: "Le democrazie vivono sul rapporto di fiducia che si instaura tra il popolo e le istituzioni. Ma poiché le istituzioni sono rappresentate da persone, quella fiducia si instaura tra il popolo e le persone istituzionali.". Per me infatti la conseguenza fatta derivare dal primo statement non è così logica. Per questo però avrei bisogno di riflettere e di tempo che ora non ho.

Per tutta un'altra serie di ragioni, incluse quelle che ho indicato nell'articolo Il Grande Sonno di cui dicevo ad Ivan, ritengo invece che il tuo ragionare abbia un hit quando citi l'argomento "democrazia-autoritaria".

Questo sì è un argomento che varrebbe la pena di investigare maggiormente. Con molta calma. Perché dice tante verità. Tante verità che possono nascondere fenomeni molto perniciosi quali quelli di cui metaforicamente raccontavo nel mio infausto articolo "Siamo uomini o caporali".
Insomma, su questo posso seguirti, fermo restando un discorso che porti rispetto e guardi all'analisi di un fenomeno piuttosto che all'individuazione di rei o colpevoli.
Di fatto, a volte, i maggiori colpevoli siamo noi. Le nostre debolezze. Prima e soprattutto come nazione. Ma naturalmente è sempre più facile scagliare la prima pietra contro gli altri...

Con immutata stima.
RB


Re: Cara amica, ti chiedo:
milo calaferro - 28.07.2010

se Berlusconi riuscisse nel suo intento (dichiarato) di concentrare nelle proprie mani potere esecutivo, potere legislativo, potere giudiziario e potere mediatico, sarebbe o meno un dittatore?

Non si può negare che su questa strada si trovi abbastanza avanti. Infatti la sua volontà è legge sia in Consiglio dei Ministri, sia in Parlamento, sia al Csm e sia in molti tribunali italiani. Non v'è dubbio che quando in Parlamento si vota una legge ad personam (cioè che interessa a lui), egli ORDINA, COMANDA ai suoi uomini di votare quella legge (delle leggi che non riguardano lui personalmente non gli frega nulla). Ora quei comandi o ordini sono morbidi non nel senso che presuppongano libertà di coscienza (e dunque la libertà di votare sì o no) da parte dei destinatari, ma nel senso che la conseguenza di una eventuale defezione è semplicemente il non rinnovo della carica al disubbidiente e non la tortura, i lavori forzati o la soppressione fisica, come succedeva nei regimi di Hitler, Pol Pot, Pinochet, Stalin.

Comunque dittatura morbida è una espressione usata correntemente e tutti capiscono cosa voglia dire. E l'hai capito anche tu, non fare la gnorri.


Tra capire e approvare c'è di mezzo il mare...
Rina Brundu - 28.07.2010
Mica perchè un qualcosa è usato da tutti lo debbo sottoscrivere anche io!!
In ogni caso trovo assolutamente ridicola questa cosa della dittatura. Sono cose che vanno bene (almeno ai tanti) in campagna elettorale, non certo a me.
L'espressione democrazia-autoritaria invece porta seco altre questioni. Molto più profonde. Difficili da scardinare se vengono sciorinate con una modalità competente. Difficile da scardinare perché riguardano dinamiche pertinenti alla nostra natura umana molto più di quanto non lo sia la dittatura...
Una dittatura infatti non si regge se altri non contribuiscono a sorreggerla.
Le dinamiche di cui parlo io invece sono insite in noi, e quindi innegabili.

Inutile dire che dissento e mi dissocio da tutto il resto che hai scritto. Al solito.

A mio modo di vedere per il momento - in attesa delle novità autunnali - la si può pure chiudere qui. Inutile sparare tutte le cartucce senza comprendere meglio.

Del resto, dal mio lato, io il mio risultato lo ho portato a casa.
Di fatto la tua espressione "non fare la gnorri" equivale a questa lettera aperta che tu invece, sono certa, eri intenzionato a scrivere dopo questi scambi:

Carissima Rina,
ho letto con attenzioni tutti i tuoi interventi in calce a questo articolo. Gli ho letti una volta, due, tre. Ogni volta ho intuito diverse profonde verità che non avrei considerato altrimenti. Prometto, da ora in poi, di convertirmi all'utilizzo di un metodo analitico delle cose della Politica più pacato, più riflessivo e più aperto ad ogni possibilità.
Con infinita gratitudine, Milo Calaferro
PS: Oggi mi hanno infine mandato la tessera di socio benemerito del PDL. Non ti ho mai detto, cara Rina, che durante la cerimonia di iscrizione, tenutasi ad Arcore, LUI mi ha regalato una sua fotografia. Io, in ricordo, mi sono portato a causa un plastico del mitico predellino. Ora lo tengo esposto al centro del salotto. Intoccabile da mia moglie, dai miei figli, e dai parenti tutti. Neanche la cameriera può spolverarlo. Io solo posso toccarlo. Insomma, ghe pensi mi!


Si scherza Milo. Un pò di goliardia sotto il solleone. Au revoir. RB
Rina Brundu - 28.07.2010


Re: Carissima Rina,
milo calaferro - 28.07.2010

ho letto con attenzione tutti i tuoi interventi in calce a questo articolo. Gli ho letti una volta, due, tre. Ogni volta ho intuito diverse profonde verità che non avrei considerato altrimenti. Prometto, da ora in poi, di convertirmi all'utilizzo di un metodo analitico delle cose della Politica più pacato, più riflessivo e più aperto ad ogni possibilità.
Con infinita gratitudine, Milo Calaferro


Milo...gli ai leti?
Federico Bernardini - 29.07.2010
E alora genufletiti e rechita con mé quest'ato di contrizione:

"Mio Dio/a, mi pento e mi dolgho con tuto il quore dei miei pecati, percé pecando o meritato il Vostro castigo e molto piu percé o ofeso Voi, infinitamente buono/a e degno/a di esere hamato sopra ogni cosa.
Prophongo, col Vostro/a santo aiuto di non ofendervi mhai piu e di fugire le ocasioni prosime del pecato. Signore/a, misericordia, perdonatemi".

Sarebbe opportuno che, nel recitare l'atto di contrizione,tu indossassi il cilicio. Qualora, come temo, ne fossi sprovvisto, potrei concederti l'uso...a prezzo modico, di quello d'ordinanza dell'Opus Dei...che porto (nei mesi estivi) solo otto ore al giorno.
La tua conversione...sebbene tardiva, è motivo di grande edificazione per me e per tutti i buoni cristiani che lavorano a bottega.
Fraterni saluti.

Federico





Errata corrige
Rina Brundu - 29.07.2010
Federico hai rovinato un grande momento. Accidenti alla fretta... insomma errata corrige errata corrige errata corrige... mi pare di scorgerne almeno tre.
Considerati gli errori la risposta di Milo vale doppio. Saludos.

ps Next time I will write that in English.


Cribbio... quanto male fa l'ironia di ritorno!
Rina Brundu - 29.07.2010
Però me lo scrivo... sotto... ricordati Rina che devi morire.


Carissima Rina...
Federico Bernardini - 29.07.2010
ieri era il giorno del mio compleanno. Sono tornato a casa dopo abbondanti...anzi abbondantissime libagioni e non ho saputo resistere alla tentazione di fare uno dei miei commenti demenziali.
Ora sono io che devo fare penitenza...due ore supplementari di cilicio.
Se dovessi mettere insieme tutti i refusi ma anche gli strafalcioni disseminati nei miei scritti credo che sarebbero un bel numero.
...Sono cinquantasette, accidenti (non gli strafalcioni, gli anni)...e ho già sentito passare su di me il vento dell'ala dell'imbecillità.


Happy birthday to you!
Rina Brundu - 29.07.2010
Sei scusato Federico. L'età della saggezza inizia a 60 anni, quindi tu sei ancora un giovincello. O almeno è questa l'età che io ho settato per me, per raggiungerla questa benedetta capacità di raziocinio in full-blossom. Non riesco ad immaginare un periodo della vita più bello. Quando hai visto abbastanza per "agitarti" di meno, e quando hai presumilmente ancora il giusto tempo per riflettere su una vita.

Comunque perdonami. L'errore - per meglio dire l'orrore - era mio. Purtroppo non cambierò mai e continuerò sempre a fare mille cose nello stesso istante, a non rileggere, e ad avere finito di pensare prima di iniziare a scrivere. Diceva qualcuno che se io fossi alla testa di una processione, avrei già riportato il Santo in Chiesa, prima che i fedeli.. dietro... realizzino che è cominciata.

Mi seccava piuttosto per Milo. Perchè se il suo intendimento è onesto e sentito, ha fatto qualcosa di grande. Ovvero ha dimostrato sul campo che noi eravamo in torto e che la sua passione per le cose della Politica non gli impedisce di fermarsi a pensare e a riconsiderare le cose.
Francamente in questo ha fatto una cosa di cui io ancora non sono capace: ovvero accettare un consiglio senza ribattere. Del resto, vi sarà anche una ragione se ho settato l'età per raggiungere quella saggezza di cui sopra, tanto in là.

Ma parlavamo del tuo compleanno. Happy birthday to you again and all the best. Il mio invece lo trascorro sempre in una tremenda solitudine. E guai se così non fosse! Ciao.
Will be back next week.


Grazie per gli auguri, Rina!
Federico Bernardini - 29.07.2010
Ti devo una spiegazione. Il mio orrendo sproloquio, provocato da un tasso etilico che avrebbe mandato in coma qualunque persona normale, in realtà era indirizzato a Milo, che ha approfittato di un refuso per ricamarci sopra un commentino ad altissimo tasso di acidità...io di refusi ho voluto regalargliene a profusione.
Devo ammettere che è riuscito a difendere egregiamente il suo punto di vista...ma è esageratamente focalizzato su Berlusconi e farebbe bene ad allargare l'angolo.
Io odio le feste di compleanno e non ho particolare interesse per le feste in genere...ma a volte mi trovo nell'impossibilità di sottrarmi a certi obblighi e a certi rituali sociali.
Ciao...e grazie ancora.

Federico




Re: Caro Federico, tu dici...
milo calaferro - 05.08.2010
"Carissimo Milo... io condivido il tuo pessimo giudizio su Silvio Berlusconi... Ma non vorrei che questa avversione si trasformasse in una monomania e ci impedisse di vedere... le altre, innumerevoli responsabilità che ricadono sugli altri di potere: politico, economico e culturale, di ogni colore e... soprattutto, le responsabilità di un intero popolo di cui i governanti riflettono... i peggiori difetti".
(Federico)

Carissimo Federico,

mi vuoi forse dire che lo schifo per il fango che copre B. mi impedisce di vedere che l'Italia è tutta una palude melmosa?

Allora senti questa storiella e poi dimmi che ne pensi.

Milo scrive articoli su un giornale per avvisare i lettori che in zona si aggira una pericolosa banda di malviventi. Milo insiste specialmente sulla estrema pericolosità del capo, un uomo spietato e senza scrupoli, un vero pazzo sanguinario.
Qualche lettore prende sul serio Milobarrica in casa e telefona alla polizia per chiederle di intervenire. Altri invece si prendono gioco di Milo accusandolo di avere le traveggole e di essere un tetro manicheista. Per questo Milo insiste nella sua denuncia. Vorrebbe che tutti capissero la grave minaccia.

Federico però non gradisce e gli risponde sullo stesso giornale:
"Carissimo Milo... io condivido il tuo pessimo giudizio sul capo di quella banda... Ma non vorrei che questa avversione si trasformasse in una monomania e ci impedisse di vedere che gli italiani, chi più chi meno, formano un popolo di furbastri e mariuoli di cui quei malviventi riflettono... i peggiori difetti".


Re: Errata corrige
milo calaferro - 05.08.2010
Qualche lettore prende sul serio Milo, si barrica in casa e telefona alla polizia...


Caro Milo...
Federico Bernardini - 05.08.2010
il paragone non è corretto, perché Berlusconi non è il capo di una banda di delinquenti ma il capo di un governo democraticamente eletto da un popolo che, nella sua maggioranza, approva il suo operato e, molto probabilmente, sarebbe disposto a rieleggerlo.
Se fosse un delinquente la banda sarebbe composta dalla maggioranza degli Italiani, senza il cui consenso, andrebbe a fare il pensionato ai Caraibi.
Quello che voglio dire non è che hai torto a parlare male di lui...ma non è l'unico responsabile, il problema è molto più grave e coinvolge la maggioranza degli Italiani che, se fossero al suo posto, non credo che si comporterebbero molto diversamente...anche quelli che non lo votano e fanno riferimento ad altre formazioni politiche che, francamente, non credo possano considerarsi immuni da un diffuso malcostume.
Né tu né io siamo berlusconiani, ma fra di noi c'è una differenza, tu consideri Berlusconi un corpo estraneo, un mostro che insidia le istituzioni democratiche e la libertà del popolo italiano, io lo considero, invece, un fulgido esempio di italiche virtù, il cui livello morale non è molto diverso da quello di milioni e milioni di nostri concittadini.
Morale della favola, anche quando non ci sarà più, a parte qualche caratteristica del tutto personale, ci troveremo sempre a che fare i conti con gente come lui e, soprattutto, con noi stessi.
Cordialmente

Federico


P.S.
Federico Bernardini - 05.08.2010
Quando parlo di qualche caratteristica del tutto personale, mi riferisco, ovviamente, allo spaventoso conflitto d'interessi.
Altrettanto ovviamente, mi auguro che il Governo Berlusconi sia arrivato al capolinea, così, come ho già detto in altre occasioni, potremo almeno tornare a storie di ordinaria follia.


Re: Caro Federico, ti rispondo...
milo calaferro - 06.08.2010
"il paragone non è corretto, perché Berlusconi non è il capo di una banda di delinquenti ma il capo di un governo democraticamente eletto..."

Ti sbagli, Berlusconi è sia il capo di una banda di delinquenti sia il capo di un governo democraticamente eletto (ti passo questa seconda affermazione anche se non capisco cosa ci sia di democratico in elezioni in cui uno dei candidati controlla, o è in grado di influenzare, la quasi totalità dei mezzi d'informazione).


"...da un popolo che, nella sua maggioranza, approva il suo operato e, molto probabilmente, sarebbe disposto a rieleggerlo".

Ti sbagli ancora. Berlusconi non è mai stato votato dalla maggioranza degli italiani. La maggioranza significa il 50 per cento più uno, e l'intera sua coalizione non si è mai neppure avvicinata a quel traguardo, figuriamoci il suo singolo partito. Inoltre, sei così convinto che TUTTI coloro che hanno votato per il suo partito, SANNO che B. è un delinquente? Le statistiche rivelano che il 75 per cento degli italiani si informa solo attraverso i telegiornali.
Ebbene, hai mai sentito citare un certo Travaglio -o qualcun altro dei pochissimi giornalisti italiani che hanno raccontato le vicende giudiziarie di B.- da uno qualsiasi dei sette telegiornali italiani? E come pensi che un cittadino che non legge l'Unità, o il Fatto quotidiano o la Repubblica, possa sapere che è B. ad essere un delinquente, e non i giudici che lo processano, come gli ripetono ossessivamente tutti i mezzi d'informazione salvo i tre quotidiani citati (due dei quali hanno anche una tiratura piuttosto limitata)?

"Se fosse un delinquente la banda sarebbe composta dalla maggioranza degli Italiani, senza il cui consenso, andrebbe a fare il pensionato ai Caraibi".

Sbagliato anche questo. Per gli stessi motivi di cui sopra.


"Quello che voglio dire non è che hai torto a parlare male di lui... ma non è l'unico responsabile..."

Io non ho mai detto che è l'unico responsabile, ma il MAGGIOR responsabile. Tu, volendo combattere Berlusconi, il suo governo e il berlusconismo, concentreresti la tua lotta contro Gasparri, o Giovanardi, o Rotondi, o contro il Cavaliere?

Prendi Mussolini. Neppure lui fu l'unico responsabile dei danni arrecati all'Italia dal fascismo. Ma quel partito non cadde con la morte di Italo Balbo, o di altri fascisti, ma solo con quella di Benito Mussolini.

Altro esempio. Le responsabilità dei crimini commessi dal governo nazista non ricadono solo su Hitler ma, in misura diversa, su tutte le componenti della società tedesca che hanno fornito al fuhrer l'acqua (ma sarebbe più appropriato dire: il sangue) in cui nuotare. Eppure il falegname Georg Elser o il colonnello Claus Schenk von Stauffenberg non organizzarono i loro attentati (peraltro falliti) contro il salumiere o il barista che esponevano il cartello "vietato l'ingresso ai cani e agli ebrei", ma solo contro Hitler. Erano forse affetti anche loro, come me, da "monomania" o da "tetro dualismo manicheo"?

(Stavolta ti sarà più difficile obiettarmi che "il paragone non è corretto, perché Berlusconi non è Mussolini nè Hitler ma il capo di un governo democraticamente eletto...", in quanto anche i due dittatori erano capi di un governo democraticamente eletto).

Immagina le tue parole rivolte da un amico a Georg Esler:

"Carissimo Georg... io condivido il tuo pessimo giudizio su Adolf Hitler... Ma non vorrei che questa avversione si trasformasse in una monomania e ci impedisse di vedere... le altre, innumerevoli responsabilità che ricadono sugli altri di potere: politico, economico e culturale, di ogni colore e... soprattutto, le responsabilità di un intero popolo di cui i governanti riflettono... i peggiori difetti".

Beninteso, caro Federico, è verissimo che non vanno chiusi gli occhi davanti alle "responsabilità di un intero popolo di cui i governanti riflettono... i peggiori difetti", ma guarire i mali endemici di un intero popolo non è cosa che si realizza dalla sera alla mattina (ammesso che vi si riesca mai). Mentre mandare a casa un presidente del Consiglio disastroso e delinquente, se c'è la buona volontà da parte di un numero sufficiente di cittadini, è cosa molto
più abbordabile, che ne dici?

A me sembra talmente ovvio questo ragionamento da farmi sospettare che il cercare di spostare l'attenzione dalle responsabilità dei leader a quelle dei sudditi, sia un modo per stornare l'attenzione dalle loro malefatte, di giustificarli in qualche modo e, possibilmente, di farli rimanere in sella.

"il problema è molto più grave e coinvolge la maggioranza degli Italiani che, se fossero al suo posto, non credo che si comporterebbero molto diversamente...anche quelli che non lo votano e fanno riferimento ad altre formazioni politiche che, francamente, non credo possano considerarsi immuni da un diffuso malcostume".

Ti sbagli di nuovo. Nessuno nega che "molti italiani al suo posto si comporterebbero esattamente come lui" (per quanto quel "molti", nel nostro caso, sembra piuttosto improbabile, almeno lo spero). Ma a questo decadimento morale degli italiani la più grossa mano l'ha data la quasi trentennale egemonia culturale di un magnate televisivo il cui massimo modello ed eroe è tal Vittorio Mangano, di professione assassino e mafioso, e i cui principali collaboratori sono stati un condannato in appello per mafia (Dell'Utri) e un corruttore di giudici (Previti, peraltro per conto del suo datore di lavoro).

"Né tu né io siamo berlusconiani, ma fra di noi c'è una differenza, tu consideri Berlusconi un corpo estraneo, un mostro che insidia le istituzioni democratiche e la libertà del popolo italiano, io lo considero, invece, un fulgido esempio di italiche virtù, il cui livello morale non è molto diverso da quello di milioni e milioni di nostri concittadini".

Ennesimo errore. Non mi sono mai sognato di considerare B. un corpo estraneo al contesto della società italiana. Mi fai così sprovveduto da credere che un pazzo isolato, un delinquente comune, o anche un generale dell'esercito, possa assumere il controllo di uno Stato e portarlo alla rovina senza che nessuno si opponga?

E' scontato che tutti i dittatori, tutti i tiranni della storia sono stati sostenuti e portati al potere da potenti componenti della società, di natura economica, politica, religiosa e che queste componenti non potevano comunque prescindere dal fattore forse più importante di tutti: la formazione, il substrato culturale dell'intera popolazione, senza il cui assenso non si va da nessuna parte. Salvo il caso di dittature militari o di dittature mediatiche, le quali con diversi mezzi riescono a piegare, se non a baypassare, anche eventuali o potenziali forti resistenze da parte del popolo. In questi casi, è non solo un diritto, ma un dovere contrastare un potere che si afferma, anche parzialmente, con mezzi coercitivi o di manipolazione delle coscienze.
Anche perchè questo potere è il peggior nemico di quella rinascita culturale e morale del paese che molti italiani auspicano.

"Morale della favola, anche quando non ci sarà più, a parte qualche caratteristica del tutto personale, ci troveremo sempre a che fare i conti con gente come lui e, soprattutto, con noi stessi".

E' vero. Ma ancora di più "ci troveremo a fare i conti con gente come lui" se lui ci sarà ancora.





Caro Milo...
Federico Bernardini - 06.08.2010
ti risponderò anch'io, ma devi darmi tempo. La tua confutazione è così articolata...una miniera di argomenti, di provocazioni e di spunti di riflessione da richiedere un attento esame onde evitare, a causa della fretta e dell'approssimazione, di dire fesserie.
Il tuo argomentare è preciso, stringente, non lo nego, ma trovo ancora in esso quello che io considero un vizio di fondo e cioé il considerare Berlusconi una sorta di dittatore. Non sono d'accordo su questo punto centrale, dal quale fai discendere, come inevitabile conseguenza, il resto del tuo discorso.
Il paragone con Mussolini o, peggio ancora, con Hitler..."Mi consenta", è improponibile.
E' evidente che, attraverso il suo strapotere mediatico, Berlusconi abbia sottoposto milioni di sprovveduti Italiani a un vero lavaggio del cervello, ma egli non ha, come i veri dittatori, il monopolio dell'informazione...e poi "C'è un giudice a Berlino" e credo che ci libereremo presto di questo individuo ingombrante e detestabile al quale, non sono così ottuso da non rendermene conto, va attribuito un ruolo centrale in quel contesto di degrado morale e politico che ha portato l'Italia ai livelli più bassi della sua storia repubblicana.
...Ma non ce li vedo proprio Bondi o Benvenuti nel ruolo di Pavolini o di Goebbels.
Il resto a dopo.
Con un cordiale saluto

Federico


Bonaiuti!
Federico Bernardini - 06.08.2010
Mi è talmente antipatico che ho difficoltà a ricordare il suo nome.


Re: Non mi sono spiegato...
milo calaferro - 06.08.2010
"Né tu né io siamo berlusconiani, ma fra di noi c'è una differenza, tu consideri Berlusconi un corpo estraneo, un mostro che insidia le istituzioni democratiche e la libertà del popolo italiano, io lo considero, invece, un fulgido esempio di italiche virtù, il cui livello morale non è molto diverso da quello di milioni e milioni di nostri concittadini". (Federico)

Ti chiedo un nome, uno solo, di un presidente del Consiglio successivo a Mussolini che abbia insidiato "le istituzioni democratiche e la libertà del popolo italiano" al pari di questo impiastro.

Inoltre, se fosse vero, come dici, che il livello morale del suddetto impiastro "non è molto diverso da quello di milioni e milioni di nostri concittadini" non credi, Federico, che ci sarebbe da spararsi? Ho la sensazione che tu non ti renda ben conto di chi sia Silvio Berlusconi. Ti consiglio la lettura di qualche testo, che sia però serio e attendibile, sulla sua vita.


"Il paragone con Mussolini o, peggio ancora, con Hitler... 'Mi consenta', è improponibile".

(Federico)

'Mi consenta' di non consentire... il paragone non era tra il grado di libertà di stampa che c'è oggi in Italia e quello che c'era durante il ventennio. E tantomeno tra il sangue versato a causa del duo Mussolini-Hitler e quello versato da B. (che spero pari a zero).
Il paragone era tra il "concorso di colpa" attribuibile agli odierni italiani rispetto a B. e quello attribuibile ai sudditi di Mussolini e Hitler riguardo alle nefandezze di costoro. Fatte, s'intende, le debite proporzioni.

Insomma, siccome mi accusavi di "monomania", per criticare solo B., quando la stragrande maggioranza degli italiani, "al suo posto, si comporterebbe esattamente come lui", mi sono difeso citando l'esempio di altri leader di partito che, pur condividendo le responsabilità con grandi porzioni dei rispettivi popoli, sono stati (giustamente e comprensibilmente) i principali bersagli degli oppositori.

Perciò ti ho anche chiesto: se tu ti prefiggessi la caduta del governo Berlusconi, chi combatteresti principalmente, Berlusconi, oppure qualche suo tirapiedi, o, meglio ancora, qualche anonimo muratore o netturbino potenzialmente altrettanto immorale di B.?

Comunque, se proprio non ritieni idonei i paragoni con il capo di una banda di delinquenti o con un dittatore, faccio un ultimo esempio, sperando che sia quello buono.

Gesù era venerato dai suoi apostoli e dalle folle che accorrevano alle sue prediche, almeno quanto Berlusconi è adorato dai suoi ministri e dai suoi elettori. Inoltre seguaci e fedeli di Gesù condividevano e cercavano di mettere in pratica i contenuti dell'insegnamento e dell'esempio del loro Maestro proprio come i vari Dell'Utri, Previti, Verdini, Scaiola, Cosentino, Caliendo, Brancher etc. imitano l'esempio del loro spirito guida, il Messia di Arcore.

Dunque agli occhi dei farisei apostoli e ammiratori di Gesù non dovevano essere molto migliori, moralmente, di quest'ultimo.
Eppure i sacerdoti del sinedrio criticarono aspramente, processarono e mandarono a morte solo Gesù, nessun suo apostolo o simpatizzante.

Ti chiedo, Federico, anche i farisei erano "monomaniaci" e affetti da "tetro dualismo manicheo"?

(Se non ti va bene neanche questo esempio, non so più cosa dirti)

Ah, dimenticavo, vediamo come si adatta la tua rampogna a questo ennesimo caso.

"Sommo Sacerdote Caifa... io condivido il tuo pessimo giudizio su questo Gesù di Nazaret... Ma non vorrei che questa avversione si trasformasse in una monomania e ci impedisse di vedere... le altre, innumerevoli responsabilità che ricadono sugli altri apostoli e... soprattutto, le responsabilità di un intero popolo di cui Gesù riflette... i peggiori difetti".

Chissà, forse ci sarà anche stato un Federico tra i sacerdoti del sinedrio. Peccato che nessuno gli abbia dato ascolto... magari Gesù si sarebbe salvato...


Caro Milo...
Federico Bernardini - 07.08.2010
sono già in debito di una risposta al tuo precedente intervento e tu aggiungi altra carne al fuoco, mettendomi un po' in difficoltà.
Anziché risponderti con un lungo intervento preferisco, per semplificare le cose,replicare alla spicciolata, a più riprese, prendendo in esame, di volta in volta, solo alcuni argomenti.
Se andassimo a rovistare nel ciarpame dei governanti che l'Italia ha avuto negli ultimi sessant'anni troveremmo non uno ma molti nomi di ambigui personaggi legati alla mafia, al terrorismo e alle stragi di stato...gente con le mani sporche di sangue. Di Mario Scelba, ad esempio, benché manchi la prova provata, si dice che abbia avuto inquietanti legami con la banda Giuliano e non sia estraneo alla strage di Portella della Ginestra.
Di Berlusconi si dicono tante cose...le conosco benissimo anch'io ma, per lo meno, non è stato ancora accusato di essere il mandante di stragi o di aver ordito trame eversive...lui punta esclusivamente sul rispetto, almeno formale, delle regole democratiche che, come dimostra il suo esempio possono condurre a pessimi risultati. Occorrerebbe forse interrogarsi sui limiti e sui difetti di queste regole democratiche.
Per quanto riguarda il mio pessimo giudizio sul popolo italiano, al quale appartengo anch'io e col quale condivido, ahimé, qualche vizio,lo confermo...ma non ho alcuna intenzione di spararmi.
Certo Berlusconi è il simbolo di un certo malcostume e di un uso improprio del potere che noi deploriamo, auspicando la sua rapida uscita di scena, ma io credo che dai satrapi che già si apprestano a spartirsi le spoglie del suo impero non ci si possa aspettare granché di buono.
Berlusconi, per parlare in soldoni, è certamente la testa di un pesce non propriamente profumato...ma anche il resto non è fresco di giornata ( e mi riferisco, non solo alla classe dirigente ma anche a una parte considerevole del corpo elettorale). Ne consegue che, anche dopo Berlsconi, ci troveremo sempre di fronte a problemi cronici che rendono incompiuta la nostra democrazia.
Venendo alla seconda parte del tuo intervento, devo dirti che sei veramente impagabile e mi confermi di avere di Berlusconi, nonostante la tua avversione, l'immagine di un "Grande" (si può essere grandi nel male e nel bene), mentre io lo considero un uomo mediocre e banalissimo. Prima me lo paragoni a Hitler poi, addirittura, a Gesù Cristo, con l'intento di farmi capire che, quando si ha a che fare con una personalità così straordinaria, ci si debba concentrare ostinatamente su di essa e le responsabilità dei comprimari o dei seguaci siano trascurabili.
Se io fossi stato nel Sinedrio, non avrei salvato Cristo...e non avrebbe potuto salvarlo nessuno, perché NON DOVEVA ESSERE SALVATO. Il Padre, infatti, aveva deciso di immolarlo, affinché noi fossimo salvati.
Con grande stima e con grande, grandissima simpatia

Federico


Re: Caro Federico...
milo calaferro - 07.08.2010
la linea difensiva di Craxi durante il processo che lo vedeva imputato per "finanziamento illecito dei partiti" fu quella della chiamata di correo nei confronti di tutti gli altri partiti. "Il finanziamento illecito -spiegava ai giudici- era una pratica comune a tutti i partiti", e in un memorabile discorso alla Camera, rivolto ai deputati presenti, tuonò: "chi non ha ricevuto finanziamenti illeciti alzi la mano". Insomma: "chi è senza peccato lanci la prima pietra".

Ora, cosa fai tu, Federico, davanti a qualcuno che cerca di mettere Berlusconi davanti alle sue responsabilità? Tiri in ballo le "innumerevoli responsabilità che ricadono sugli altri uomini di potere: politico, economico e culturale, di ogni colore e...soprtattutto, le responsabilità di un intero popolo di cui i governanti riflettono, amplificati dal potere, dall'arroganza e dall'impunità, i peggiori difetti". Ovvero, ricorri anche tu al famoso argomento di Craxi: "tutti colpevoli, nessun colpevole". Anzi, tu fai peggio, perchè se la chiamata di correo di Craxi riguardava solo i politici, la tua riguarda addirittura tutti gli italiani.
Come dire che Craxi poteva ritenersi innocente solo in rapporto ai colleghi politici, mentre Silvio lo può fare davanti a tutti gli italiani.

Non ti rendi conto che nessun giudice concederebbe la minima attenuante o addirittura l'assoluzione a un reo solo perchè molti altri si sono macchiati dello stesso delitto o addirittura perchè lo farebbero, avendone la possibilità.

Ammesso e non concesso che tutti gli italiani, al posto di Silvio, si comporterebbero allo stesso modo, a comportarsi effettivamente in tal modo è stato solo lui, solo lui ha danneggiato la società, e dunque solo lui dobbiamo processare. Se mi chiedi perchè non lancio i miei strali contro Verdini, Bertolaso, Cosentino & C. ti rispondo che non è vero. Semplicemente il mio allarme si concentra soprattutto su B. perchè è lui, in ragione del suo immenso potere, a costituire di gran lunga il pericolo maggiore per l'Italia.
Inoltre, quando sarà Mario Rossi a commettere gli stessi reati, processeremo anche Mario Rossi.


Il corollario naturale del tuo argomento, Federico, è l'impunità totale generalizzata e istituzionalizzata, visto che non si può processare nessuno in un contesto in cui "così fan tutti". E' questo che vuoi?


Caro Milo...
Federico Bernardini - 07.08.2010
tu mi fai dire esattamente il contrario di quello che dico. Tutti colpevoli, quindi tutti innocenti? Ma neanche per sogno! Il teorema Craxi che, peraltro, si applica a un contesto diverso da quello attuale, è un'aberrazione.
Siamo tutti, chi più chi meno, colpevoli.
Tu cerchi un capro espiatorio, da sacrificare per purificarci tutti, io attribuisco ad ognuno le sue responsabilità individuali..."Unicuique suum".


Re: Caro Federico...
milo calaferro - 08.08.2010
tu non volevi assolvere tutti ma accusare tutti, va bene.
Ma non ti sembra che le chiamate di correo, almeno in politica, tendano di solito, quantomeno, ad attenuare le proprie colpe, più che a mettere in rilievo quelle altrui?
Quando obiettai a mio cognato berlusconiano che Berlusconi ruba, mi rispose: "Ma
che significa, tutti rubano, anch'io, avendone l'occasione, probabilmente ruberei...".
Ebbene, credi che mio cognato volesse difendere il suo beniamino o screditare se stesso?

Comunque ti devo ancora alcune risposte.

FEDERICO: ...fra di noi c'è una differenza, tu consideri Berlusconi un corpo estraneo, un mostro che insidia le istituzioni democratiche e la libertà del popolo italiano...

MILO: Ti chiedo un nome, uno solo, di un presidente del Consiglio successivo a Mussolini che abbia insidiato "le istituzioni democratiche e la libertà del popolo italiano" al pari di B..

FEDERICO: Se andassimo a rovistare nel ciarpame dei governanti che l'Italia ha avuto negli ultimi sessant'anni troveremmo non uno ma molti nomi di ambigui personaggi legati alla mafia, al terrorismo e alle stragi di stato... gente con le mani sporche di sangue. Di Mario Scelba, ad esempio, benché manchi la prova provata, si dice che abbia avuto inquietanti legami con la banda Giuliano e non sia estraneo alla strage di Portella della Ginestra. Di Berlusconi si dicono tante cose... le conosco benissimo anch'io ma, per lo meno, non è stato ancora accusato di essere il mandante di stragi o di aver ordito trame eversive...

MILO: Come non è stato ancora accusato di essere il mandante di stragi o di aver ordito trame eversive? Berlusconi è stato ed è tuttora indagato come mandante delle stragi del '92-93. Gli inquirenti non hanno ancora in mano prove certe ma gli elementi a carico del premier sono molti e pesanti. Ad ogni modo i suoi non occasionali legami con la mafia sono accertati al di là di ogni ragionevole dubbio. Vedi, Federico, che non sei molto informato su Berlusconi?

Detto questo, io non ti avevo chiesto il nome di governanti repubblicani legati alla mafia etc., bensì quello di un presidente del Consiglio che, dopo Mussolini, abbia insidiato "le istituzioni democratiche e la libertà del popolo italiano" al pari del nostro Silvio.

FEDERICO: ...lui punta esclusivamente sul rispetto, almeno formale, delle regole democratiche che, come dimostra il suo esempio possono condurre a pessimi risultati. Occorrerebbe forse interrogarsi sui limiti e sui difetti di queste regole democratiche.

MILO: Questa mi mancava, ed è veramente notevole. La colpa della semi-dittatura che ci opprime non è di B., che ha fatto carta da cesso delle regole democratiche ("lui punta esclusivamente sul rispetto delle regole democratiche"), ma delle "regole democratiche che possono condurre a pessimi risultati".

E pensare che io continuavo a prendermela con Berlusconi, quando era così evidente che, invece, bisognava "interrogarsi sui limiti e sui difetti di queste regole democratiche".

Comunque tranquillo, Federico, è proprio quello che sta facendo da tempo il Cavaliere. E non si può certo dire che abbia perso tempo, visto che ha già apportato ottimi miglioramenti alle nostre regole democratiche e vedrai che, se gli diamo ancora un po' di tempo, renderà la nostra democrazia perfetta e l'Italia un giardino. Sei contento?

FEDERICO: Per quanto riguarda il mio pessimo giudizio sul popolo italiano, al quale appartengo anch'io e col quale condivido, ahimé, qualche vizio, lo confermo... ma non ho alcuna intenzione di spararmi.

MILO: Mi pare giusto. A spararsi, semmai, saranno quelli che ritengono di non condividere quei vizi...

FEDERICO: Certo Berlusconi è il simbolo di un certo malcostume e di un uso improprio del potere che noi deploriamo, auspicando la sua rapida uscita di scena, ma io credo che dai satrapi che già si apprestano a spartirsi le spoglie del suo impero non ci si possa aspettare granché di buono.
Berlusconi, per parlare in soldoni, è certamente la testa di un pesce non propriamente profumato... ma anche il resto non è fresco di giornata ( e mi riferisco, non solo alla classe dirigente ma anche a una parte considerevole del corpo elettorale). Ne consegue che, anche dopo Berlsconi, ci troveremo sempre di fronte a problemi cronici che rendono incompiuta la nostra democrazia.

MILO: Ricordati che il punto da cui siamo partiti è la mia presunta "monomania" e il mio altrettanto presunto "tetro dualismo manicheo".
Dunque te lo ripeto ancora una volta: io (come tanti altri) se parlo di Berlusconi non è perchè consideri lui un demonio e tutti gli altri italiani angeli. Saranno, come dici tu, tutti demoni, ma intanto alla guida del paese, in questo momento, c'è lui. E non altri.
Se un pulmann trasporta tutte persone prive di patente di guida, compreso l'autista, tu che fai, chiedi all'agenzia di viaggi di sostituire l'autista o uno dei passeggeri?

Non ho il paraocchi, e anch'io vedo i "problemi cronici che rendono incompiuta la nostra democrazia" e sento il fetore emanato dall'intiera odierna classe dirigente (e, se vuoi, anche da "una parte considerevole del corpo elettorale").

Ma se non risolviamo prima il problema Berlusconi, non avremo nessuna speranza di risolvere l'altro, poichè la politica di B. mira proprio a perpetuare quel problema. Il problema della carenza nei cittadini di senso civico e democratico, di cultura e di moralità.

La corruzione e lo scricchiolamento della democrazia si avvertivano già da prima della discesa del Cavaliere in politica (anche se lui gli ha impresso una improvvisa e formidabile accelerazione). Ma, fino a Mani Pulite, esisteva un dibattito pubblico, esistevano intellettuali di valore che si battevano in nome della giustizia e del bene comune, con il sostegno di una opinione pubblica che conservava dei valori ed era ancora in grado di indignarsi.

Poi a un certo momento, prima che si spegnessero gli echi di Mani Pulite, ecco irrompere sulla scena il Cavaliere Azzurro deciso a sferrare (a suo dire) il colpo di grazia ai cascami della prima Repubblica e a inaugurare una nuova era di democrazia e libertà, di benessere e felicità per "il paese che amo".

In realtà, armato di telecamere tubi catodici e antenne televisive, questo affarista mediocre, spregiudicato e senza scrupoli, non ha fatto altro che lasciar cadere sulle (labili) teste degli italiani una luccicante polverina ipnotica che le ha rese dimentiche di se stesse e le ha lasciate definitivamente in balia dei predoni nemici della democrazia.

Naturalmente lungi da me la pretesa di assegnare il merito di tanta impresa esclusivamente al nostro. Egli non avrebbe potuto far nulla senza il decisivo apporto di tutte le varie componenti della classe politica e dirigente del paese (compresa naturalmente la [finta] opposizione politica e compresa la tua amata Santa Madre Chiesa). E' tutta questa cooincentrazione di forze che hanno permesso all'ometto di Mediaset di rimanere in vita fino ad oggi. Anche se ormai a rianimarlo non basteranno più neanche le respirazioni bocca a bocca praticategli dalle sue puttane.

Era sceso in campo promettendoci una rinascita democratica. Peccato che conosceva solo quella di Licio Gelli.


Caro Milo...
Federico Bernardini - 09.08.2010
paradossalmente, la nostra è una polemica tra due persone che hanno di Berlusconi, più o meno, la stessa opinione e cioé un'opinione pessima.
Pochi giorni fa Bersani, figura scialba sulla quale non farei molto affidamento, ha dichiarato che la prioirità assoluta della politica italiana è quella di liberarsi di lui.
Ora, se ben ricordi, io questa cosa la vado predicando da un bel pezzo, non sono mica scemo e non c'è bisogno delle tue puntigliose precisazioni per farmi capire che siamo governati da uno dei peggiori politicanti che madre italiana abbia mai concepito.
Andiamoci piano però con l'attribuirgli responsabilità che sono ancora al vaglio della magistratura, senza cedere alla tentazione di un giustizialismo alla Di Pietro, persona degnissima, che si è però messo a capo di un' "estrema" forcaiola.
Una volta riconosciute le responsabilità di Berlusconi, che io non intendo sminuire quando mi riferisco a quelle degli altri, e proclamato a gran voce che, per il bene dell'Italia, sarebbe opportuno che quest'uomo uscisse definitivamente dalla scena politica, lascia che ti dica che sono arcistufo di questa maniacale ripetizione del tuo "Carthago delenda est".
Berlusconi si sta facendo del male con le sue stesse mani e non scommetterei un soldo sulla fine naturale dell'attuale legislatura.
Ciò che io ti esorto a fare è pensare al futuro, al dopo Berlusconi, allo spessore politico e morale di coloro che, da una parte o dall'altra, ne accoglieranno l'eredità.
Sarò pessimista ma credo che, fra qualche anno...o anche prima, ti troverai fra le scatole qualche altro mostriciattolo, democraticamente eletto dalla maggioranza degli Italiani, che sarà la tua nuova ossessione.
Torno a ripetere, caro Milo,che il vero problema dell'Italia non è Berlusconi ma sono gli Italiani.
Un problemaccio...da sempre, che mi induce a un ragionevole pessimismo, mentre tu mi sembri un po' ingenuamente convinto che, una volta cacciato Berlusconi a calci nel sedere, si schiuderanno per il nostro Paese nuovi e più felici orizzonti.
Torneremo semplicemente, questo è il mio tormentone, a storie di ordinaria follia e, te lo concedo, sarà pur sempre un passo avanti...o un passo indietro, ma sempre meglio che avere come capo del governo un imprenditore megalomane, che della democrazia conosce solo gli aspetti formali, e la cui massima aspirazione,indotta da un delirio di potenza, è quella di amministrare l'Italia come se fosse la sua azienda, senza render conto ad alcuno delle sue decisioni e onorato da un popolo caprone come il Padre della Patria.
Ciao..."Carthago delenda est!"

Federico




P.S.
Federico Bernardini - 09.08.2010
Se vuoi avere un'idea esatta delle mie opinioni, ti invito a leggere un mio articolo, pubblicato l'anno scorso sulla rivista "La voce del Ribelle" di Massimo Fini. Riletto a un anno di distanza mi pare abbia qualcosa di profetico.

"Vaudeville? Pochade? No, è proprio una gran vastasata."
Digita il titolo su Google e lo trovi.

Ciao...Carthago delenda est!


Re: Un'ultima cosa...
milo calaferro - 09.08.2010
FEDERICO: ...e mi confermi di avere di Berlusconi, nonostante la tua avversione, l'immagine di un 'Grande'".

MILO: Più che di un "grande", ho di B. l'immagine di un "potente"*. Egli è (era) l'uomo più potente d'Italia e, come tale, anche quello che può (poteva) fare maggior danno. Ecco perchè dico che il pericolo maggiore, almeno nell'immediato, viene (veniva) dalla sua parte, ed è principalmente da lui che dobbiamo (dovevamo) guardarci.

*("Grande" e "potente" non sono la stessa cosa, come dimostrano i tanti pupazzetti al suo servizio che ricoprono incarichi e responsabilità molto al di sopra dei loro mezzi).

FEDERICO: Se io fossi stato nel Sinedrio, non avrei salvato Cristo...e non avrebbe potuto salvarlo nessuno, perché NON DOVEVA ESSERE SALVATO. Il Padre, infatti, aveva deciso di immolarlo, affinché noi fossimo salvati.

MILO: Vuoi dire che il Padre ha sacrificato un tal Figlio per salvare Bondi e Capezzone? Complimenti a questo Padre snaturato e complimenti anche ai suoi adoratori. Ora mi spiego perchè la Chiesa cattolica è berlusconiana e perchè tu, Federico, continui a ripetere che tutti gli altri italiani non sono moralmente migliori di Berlusconi: il tuo scopo (come del resto avevo intuito) era evocare una notte nera in cui tutte le vacche sono nere.


Faccio anch'io...
Federico Bernardini - 09.08.2010
la mia piccola chiusa.
Si racconta che un soldato della Guardia, vedendo Napoleone in grave difficoltà nel raggiungere un volume della sua biblioteca, collocato troppo in alto per la sua modesta statura, gli abbia detto: "Lasciate fare a me, Maestà, sono più grande di voi".
E l'Imperatore gli avrebbe risposto: "Ti sbagli, soldato, tu non sei più grande di me, sei solo più alto".
Devo precisare che io non considero tutti gli Italiani alla stregua di Berlusconi, dei suoi tirapiedi e di quella massa di opportunisti che, in un modo o nell'altro, traggono profitto dall'attuale situazione.
Ci sono in Italia milioni di donne e di uomini onesti, persone quasi sempre senza alcun potere, che con la loro condotta salvano l'onore...e non solo della Nazione.
E a questi eroi, che conservano ancora antichi e saldi valori morali, in un contesto di malcostume, di corruzione e di disprezzo per la dignità umana io rendo onore.
Temo che questi ben difficilmente possano incidere in modo determinante sulla cosa pubblica...ma esiste una responsabilità individuale della quale, prima o poi, ciascuno di noi dovrà rispondere. E' in questa prospettiva sono loro i vincenti, non Berlusconi, Bondi o Capezzone che, se fossi stato io il Padreterno,avrei escluso dal mio disegno...almeno per una volta siamo perfettamente d'accordo.
Ciò che ci distingue, caro Milo, è che tu riponi ancora una gran fiducia nella politica, mentre io ne ho pochissima. I fatti sembrerebbero darmi ragione ma, dal momento che la ragione è dei fessi, mi auguro di avere torto.
Se riesci, almeno per un istante a toglierti dalla testa Berlusconi, che sta evidentemente in cima ai tuoi pensieri, e per la qual cosa non ti invidio, sarò lieto di avere con te uno scambio di opinioni su qualche altra materia...ma mi pare che da un bel po' tutte le tue energie morali e intellettuali siano votate a un unico scopo.
Con grande stima, concludo rivolgendoti un cordialissimo saluto.

Federico


Re: Berlusconi ultimo atto? Speriamo...
milo calaferro - 10.08.2010
1) "Andiamoci piano però con l'attribuirgli (a Berlusconi, ndm) responsabilità che sono ancora al vaglio della magistratura...".

Io non ho attribuito nulla a nessuno. Ho solo precisato che Berlusconi "è stato ed è tuttora indagato come mandante delle stragi del '92-93" e che dunque non risponde a verità la tua affermazione secondo cui il datore di lavoro di Marcello Dell'Utri "non è stato ancora accusato di essere il mandante di stragi". E ho anche precisato che "Gli inquirenti non hanno ancora in mano prove certe".

2) "Ciò che ci distingue, caro Milo, è che tu riponi ancora una gran fiducia nella politica, mentre io ne ho pochissima".

No, Federico, io non ho più fiducia di te nella politica.

Io ho più fiducia di te nelle risorse dell'uomo nei momenti di necessità. Ciò che mi consente di non abbandonarmi alla rassegnazione e alla convinzione della ineluttabilità del male e della inutilità di ogni sforzo per vincerlo, che a volte sono comodi alibi alla nostra pigrizia e indolenza.

Io ho più fiducia di te nella possibilità delle persone oneste e perbene di cambiare le cose, solo che lo decidano e lo vogliano.

Ho più fiducia nell'impegno da parte degli intellettuali più indipendenti e onesti, benchè in genere numericamente inferiori rispetto a quelli "venduti", di aiutare le fasce sociali più deboli a prendere coscienza della loro condizione di sfruttati, dei loro diritti e anche della loro forza, solo che capiscano l'importanza di restare uniti sotto gli attacchi degli sfruttatori (il leone resta a bocca asciutta se non riesce a separare il singolo gnu dal resto della mandria).

Ho più fiducia e meno scetticismo nei confronti di chi lotta strenuamente e indefessamente per difendere la giustizia e la verità, e non mi sognerei mai di dirmi "arcistufo di questa maniacale ripetizione del (suo) 'Carthago delenda est'" o, peggio, di augurarmi, spazientito, che questa benedetta Cartagine si decida finalmente a perire, ma non tanto per Cartagine, quanto per liberarmi della molesta voce del predicatore.

Ho più fiducia nel detto "Gutta cavat lapidem".

Ho più fiducia nella capacità dell'uomo e della società di migliorarsi culturalmente e moralmente, di redimersi, di cambiare (con il tempo e la buona volontà) la propria natura, solo che gli vengano offerti gli strumenti idonei.

L'uomo è dotato di libero arbitrio perchè ne faccia uso, affinchè sia padrone e non schiavo del proprio destino, nocchiero della propria nave e non relitto alla mercè dei venti e delle correnti.
Mentre cedere al fatalismo e alla rassegnazione sarebbe una assicurazione sulla vita per i tiranni e i loro regimi dispotici.

3) "...fra qualche anno...o anche prima, ti troverai fra le scatole qualche altro mostriciattolo, democraticamente eletto dalla maggioranza degli Italiani, che sarà la tua nuova ossessione".

Sarà molto difficile. Un Berlusconi non lo si trova (fortunatamente) ad ogni angolo di strada. Negli ultimi vent'anni nessun presidente del Consiglio ha attirato più di tanto la mia attenzione, dato che nessuno di essi ha minacciato la democrazia e le sue istituzioni quanto questo pazzo furioso.

4) "Torno a ripetere, caro Milo, che il vero problema dell'Italia non è Berlusconi ma sono gli Italiani.
Un problemaccio...da sempre, che mi induce a un ragionevole pessimismo, mentre tu mi sembri un po' ingenuamente convinto che, una volta cacciato Berlusconi a calci nel sedere, si schiuderanno per il nostro Paese nuovi e più felici orizzonti".

Se pensassi questo sarei non un ingenuo, ma un testimone di Geova che sogna il Regno di
Dio... o anche, se non ti offendi, un cattolico che si aspetta la resurrezione della carne, ovvero un islamico che dopo l'estremo sacrificio è convinto di trovare ad attenderlo in paradiso 32 vergini frementi di desiderio.
Io invece mi auguro solo che gli italiani capiscano la lezione e non cadano più in errori così grossolani.

Quanto alla questione dei vizi e dei difetti degli italiani, è un problema enorme. Ma ogni cosa a suo tempo. Intanto "non dire gatto se non l'hai nel sacco": Berlusconi sarà pure "cacciato a calci nel sedere", ma aspettiamo di vederlo. Dopodichè proveremo ad occuparci del problema degli italiani, semprechè, come ci auguriamo vivamente, non si verificheranno nuove emergenze.

Caro Federico, perdona il mio tono polemico. Assolutamente non ho nessuna questione personale con te. Ci mancherebbe altro. Anch'io ti trovo simpatico, culturalmente preparato e persona onesta. Forse manchi un po' di passione vera per la politica, ma non si può avere tutto dalla vita.

Ricambio il tuo cordialissimo saluto.





Carissimo Milo...
Federico Bernardini - 10.08.2010
hai scritto una bellissima pagina e, di fronte a una così nobile e sincera passione civile, non posso che inchinarmi.
Tu, evidentemente, appartieni a quella minoranza di Italiani che io rispetto e ammiro ma si tratta, appunto, di una minoranza e torno a ripetere che l'esperienza mi porta ad escludere che dalla massa ci si possa attendere alcunché di buono.
Io, l'hai capito benissimo, oltre ad essere cattolico e quindi propenso a confidare più nell'aldilà che nelle cose del mondo, data "l'ineluttabilità del male", ho serie riserve sulla bontà del sistema democratico.
Ciò non significa, tuttavia, che le persone oneste si debbano abbandonare al fatalismo, al contrario, dobbiamo lottare con tutte le nostre forze e, soprattutto, dare il buon esempio, ma con la consapevolezza che ci troviamo a combattere un nemico formidabile e la speranza di una vittoria definitiva è flebile come una fiammella al vento.
Ciò che dobbiamo salvare, innanzi tutto, è la nostra dignità e il nostro onore.
Spero che tu non te la sia presa per quell' "arcistufo"...sono anni che non si parla d'altro e in tutte le salse.
La vera passione politica l'ho avuta, ma ne sono rimasto deluso. Ho anche creduto che la bellezza salverà il mondo ma comincio a dubitate anche di quella.
Sai che ti dico, se non avessi affetti così grandi che mi legano al "secolo" e per i quali sarei disposto a dannarmi l'anima, mi sarei fatto monaco...da molto tempo.
Ciao Milo e, credimi, non ne posso più neanch'io di quell'individuo, che rappresenta la contraddizione di tutto ciò che più io ammiro, rispetto ed amo.

Federico


Sul ponte! Sul ponte!
Rina Brundu - 10.08.2010
Transferiscomi poi in su la strada, nell'osteria; parlo con quelli che passono, dimando delle nuove de' paesi loro, intendo varie cose, e noto varii gusti e diverse fantasie d'uomini. Vienne in questo mentre l'ora del desinare, dove con la mia brigata mi mangio di quelli cibi che questa povera villa e paululo patrimonio comporta. Mangiato che ho, ritorno nell'osteria: quivi è l'oste, per l'ordinario, un beccaio, un mugnaio, dua fornaciai. Con questi io m'ingaglioffo per tutto dí giuocando a cricca, a tricche.trach, e poi dove nascono mille contese e infiniti dispetti di parole ingiuriose; e il più delle volte si combatte un quattrino, e siamo sentiti non di manco gridare da San Casciano. Cosí, rinvolto entra questi pidocchi, traggo el cervello di muffa, e sfogo questa malignità di questa mia sorta, sendo contento mi calpesti per questa via, per vedere se la se ne vergognassi. Venuta la sera, mi ritorno in casa ed entro nel mio scrittoio; e in su l'uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto i panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui uomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo, che solum è mio e che io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro umanità mi rispondono; e non sento per quattro ore di tempo alcuna noia; sdimentico ogni affanno, non temo la povertà; non mi sbigottisce la morte: tutto mi transferisco in loro....

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Sorry but I really couldn't resist on seeing this. Really touching, indeed. I strongly believe I have some merit there, have I not? However, he will never ever admit it... With my compliments anyway.


Machiavellica Rina...
Federico Bernardini - 10.08.2010
la tua capacità di scovare citazioni "fulminanti" è straordinaria.
Milo, quando frequenta cattive compagnie, si lascia condurre sulla cattiva strada ma ritrova subito la via della virtù quando si ritrova in un contesto confacente alle sue qualità morali e intellettuali.
Sul tuo ruolo civilizzatore, poi, non ci sono dubbi.
Ammirato.

Federico


Muchas gracias pero...
Rina Brundu - 11.08.2010
una cosa del genere non la direi. Non credo affatto che Milo abbia bisogno dell'azione civilizzatrice di nessuno. Lo immagino un insegnante appassionato e ligio al dovere. Onestissimo. Io intendevo dire che forse non lo avrebbe riconosciuto (but I was surely making fun of him) soprattutto perchè io sono una donna. Che parla di politica e di teoria politica. E che come ben sai adora Machiavelli. Uno dei pochi spiriti, a mio modo di vedere, capace di gestire quella visione sharp e chiara che le cose della teoria politica richiedono. Forse l'unico a dire il vero. Gli altri tendono a filosofeggiarci sopra. Anche Whitman è limitato. Machiavelli no. Ha la semplicità degli spiriti grandi. Quel pezzo che ho copiato lo conosco a memoria. Tra l'altro, per me quel pezzo dice tutto su come come dovrebbe essere l'esperienza terrena di uno spirito-che-scrive. Sai, uno di quelli veri. Uno di quelli che non delegano la cravatta a rappresentarli. O le presentazioni di libri. Uno di quelli che sono tali perchè lo sono dentro. E che quindi durante il giorno cercano di vivere come ogni essere normale vivrebbe (straordinario quel momento in cui racconta dei giochi e delle urla nel quartiere!), mai vergognandosi di ogni guizzo dello spirito, di ogni aspetto dell'essenza, e poi la sera sanno raccogliersi a ragionare diversamente. A tentare di capire le ragioni grandi che giustificano la loro esistenza e quella dei loro simili. Nonché le dinamiche, anche politiche (ma non solo) che regolano il loro mondo. E lo fanno con una profonda onestà di metodo e di intenti. Ma non ti voglio annoiare. Sorry!!! Per chiudere ritengo che Milo abbia insegnato più cose a me che io a lui. Infatti, io non sono capace di insegnare. Semplicemente assimilo e riconverto e non mi fermo mai. Di fatto, portando nulla in più agli altri. E' un mio limite. Esattamente come quello di non riuscire mai a "raggiungere" gli altri e quindi a fare una differenza. Adios (anche se questo Ferragosto lento ha infine costretto pure me a staccare. Tempo perso).



Era solo una battuta...
Federico Bernardini - 11.08.2010
Milo è persona civilissima ma, se ricordi bene, quando è provocato capita anche a lui di andare sopre le righe.
Pensa al modo tenuto da Astolfo nello ammazzare Milo Calaferro e al modo tenuto da Milo Calaferro nello ammazzare Astolfo.
Ciao!




Il duello... and on aesthetics when dealing with political matters.
Rina Brundu - 12.08.2010
Si, certo che ricordo! Iniziò tutto lì. Ed io che mi sentì "in dovere" di entrare nella disputa a fare da paciere. Rob de mat. Però personalmente ci ho guadagnato. Perché a quel duello debbo il coraggio di essere riuscita a fare uno step in più. Di fatto, non riuscivo a parlare di Politica online, sebbene io me ne fossi sempre interessata. Ho riflettuto tanto sulla cosa. E dovevo rifletterci perché, come sai io mi interesso di mille argomenti ma in tutte le cose che faccio, online o no, ci metto la mia firma in calce (e così sarà sempre). Allora - pur non essendo una giornalista (e quindi potendomene fregare, per certi versi), mi sono chiesta, mi sono chiesta... diciamo... che tipo di opinionista ero. O meglio, che tipo di persona ero. Una che non aveva il coraggio dei suoi pensieri? E che però si permetteva di scrivere tutti gli articoli sul giornalismo online chiedendo ai giornalisti online di avere il coraggio della loro firma? Rubbish!! Non avrebbe potuto essere!! Non per come sono io! E allora cominciai con Il Principe... e tutto il resto. Tentando di evitare l'imagery che invece usavo prima. Come in quell'articolo Dal Fattore C al Nirvana. C'era tanto ricorso all'imagery, che alla fine anche io ho dimenticato di cosa stavo parlando.

Però per dire che se uno vive il Barbiere in un dato modo impara parecchio. O forse sono io che debbo vedere sempre un risultato. E l'importante è che lo veda io... Beh, immagino che su quell'aspetto non potrò cambiare mai troppo! Sono un manager nato. Ma è per dirti che non è retorica quando dico che io ho imparato dagli altri.

Questo non significa naturalmente che abbia mondato Milo da ogni "peccato". Per esempio, sono ancora in disaccordo su molti aspetti del suo proporsi (naturalmente Milo sto parlando anche a te, se mai leggessi!!). Un aspetto che non approvo, che però riguarda tutti noi - è un vizio a mio modo di vedere tipico degli Italiani - è il modo in cui ci rivolgiamo a chi ci rappresenta. Penso con troppa famigliarità.

Mi spiego meglio. Noi come cittadini abbiamo ogni diritto. Anche il diritto di richiedere l'empeachment di un Presidente, le dimissioni di questo o quel ministro e quant'altro. Però io ritengo anche che sia nostro dovere rivolgersi a quel Presidente o a quei ministri, o a un membro dell'Opposizione, fino a che sono tali, e dunque fino a che rappresentano i nostri connazionali, con il rispetto dovuto alla loro carica.
In altre parole, non é Berlusconi ma è Presidente Berlusconi etc etc etc.
La chiamerei una questione di "estetica"... in dealing with political matters. Una questione che a mio modo di vedere fa anche una differenza sul valore intrinseco della critica che poi, giustamente o a torto thats not my cup of tea, si presenta.

Penso mi attirerò con questo ulteriori "simpatie", però se non lo dicessi quel percorso iniziato, e di cui ho detto appena sopra, non avrebbe granché senso. Imbroglierei soltanto me stessa. Ripeto, anche se esistesse una sola persona che leggendo concordasse ne varrebbe la pena. Ma anche se questa fosse una mia posizione solitaria, beh non toglierebbe e non aggiungerebbe nulla alla mia solitudine di sempre. E dunque non farebbe una differenza.

RB - Foteiné (non sempre, ma qualche volta si!).


ὦ φωτεινή...
Federico Bernardini - 12.08.2010
su una cosa siamo d'accordo e cioé sul fatto che il Barbiere sia una magnifica palestra, dove c'è molto da imparare...in ogni senso.
Per me è stata una magnifica esperienza, che mi ha permesso di confrontarmi con gli altri e soprattutto con me stesso facendomi diventare...e ce n'era bisogno, un po' più serio.
Ma il mio non è stato un percorso lineare, anzi è stato tortuoso e contraddittorio. Chi leggesse soltanti i commenti scritti in giorni d'ira funesta si farebbe di me un'idea completamente sbagliata.
Per quanto riguarda il caro Milo, che saluto, devo dire che ci ha consentito, in calce a questo articolo, di dialogare in modo civile e costruttivo, abbandonando i toni fortemente aggressivi...e per niente costruttivi, a cui facevo riferimento a proposito di epici duelli che, per altro, hanno contribuito anch'essi ad animare la Bottega.
Permettimi, invece, di dissentire rispetto alla seconda parte del tuo discorso, dove pare quasi che tu attribuisca una sorta di "sacralità" a certe figure istituzionali, che andrebbero rispettate in quanto tali, indipendentemente dalle persone che le rappresentano.
Ammetto che in un contesto diverso...diciamo semplicemente normale, potrei essere d'accordo, ma se ci riferiamo a certi figuri credo che tale forma di ossequio sia del tutto fuori luogo.
Applicare categorie come quella dell' "estetica" a certi individui, che io aborro anche...e forse spprattutto per motivi estetici, non è il caso...lascia perdere.
Ciao, carissima.

Federico


First things first: logica e metodo. Altrimenti detto... qui ti volevo!
Rina Brundu - 12.08.2010
Caro Federico, qui ti volevo! Beh intanto grazie per avere risposto. Pensavo che per avere scritto-l'inscrivibile avrei perso pure la tua amicizia (non sarebbe la prima volta che mi capita del resto!). Ma naturalmente nel tuo caso non lo ho mai pensato veramente... sapendo di parlare ad una persona acuta e intelligente.

Eppure permettimi di “difendermi”. Quello che io ho scritto credo sia logico. Logico in rispetto ai soliti discorsi che faccio io. Di fatto, io nei miei articoli (diverso è quando mi dedico ad altro genere di scrittura) non discuto mai di Tizio e di Caio ma discuto sempre di uomini (et di donne). Questo perché non mi occupo di cronaca ma mi affascinano i modelli comportamentali che prescindono dal destino di singoli. Insomma, mi affascina il-tutto e non la parte per dirla altrimenti.

Ne deriva che discutendo dei modelli si possono discutere delle dinamiche-situazioni-etc (di diversa natura) applicabili agli stessi. E ne deriva che quelle dinamiche saranno applicabili in toto, i.e. ad ogni parte del tutto. Senza eccezioni. Se io operassi delle distinzioni sulla base di un liking o di un disliking politico, beh non sarei credibile per i miei scopi. Però questo è un tecnicismo sul quale adesso non voglio entrare perché sono stanca e dopo vorrei cogliere qualche stella cadente dal balcone se riesco.

In verità, io nel mio precedente post guardavo ad un duplice target: da un lato parlavo senz’altro di “percezione” e “di gusto” (e dunque di estetica) elementi che non si capisce perché non debbano essere considerati quando si parla di scrittura-politica…. Ma in verità avevo anche uno scopo più terra-terra. Quale? Far riflettere sul perché quel gradino evolutivo che, a mio modo di vedere, mancherebbe per permettere di cogliere tutto il potenziale del sistema democratico e di cui cianciavo (tra me e me si intende) in quell’articolo-altro non sia within our grasp for the time being (trad. non sia alla nostra portata nell’immediato).

E qui francamente non mi resta che dire meditate gente. Io infatti non tendo mai a convincere, presento solo ipotesi. Ipotesi che potrebbero essere senz’altro sbagliate e che io sono pure pronta a cambiare (dato che ne guadagno solo io se correggo l’errore). L’unica conditio che richiedo per poterlo fare è un ragionamento logico che mi convinca. Ma la passione non fa logica, così come un rigore-non-dato non fa gol. E non importano le discussioni animate al bar dello sport.

RB – Skoteinos (si, lui mi si addice di più. Proprio come lui, a rifare la filosofia:))


Vedi, Rina...
Federico Bernardini - 12.08.2010
non essendo versato nelle scienze politiche e non avendo mai nutrito simpatie nei confronti del suo inventore, a te così caro, che mi spaventa per la sua ambiguità (vera o presunta?), ho qualche difficoltà a "teorizzare".
Due teorie, anche se opposte, potrebbero essere considerate entrambe soddisfacenti, ma è alla prova dei fatti, una volta applicate in contesti sempre diversi (nonostante il fatto che da millenni l'uomo sia sempre sostanzialmente lo stesso)che andranno giudicate.
A parte certe aberrazioni, come il comunismo, credo che un governo autoritario possa essere, sempre nei fatti e non nella teoria, migliore di un governo democratico. Innumerevoli e imprevedibili sono i fattori che, in politica, materia in cui non sono versato, come direbbe GOD, determinano la riuscita di un disegno.
Più che in una valida teoria io credo che si possa riporre fiducia...non esageriamo, speranza, in uomini validi.


del loro inventore
Federico Bernardini - 12.08.2010


Post scriptum (che ho scordato).
Rina Brundu - 12.08.2010
Io non attribuisco sacralità a nulla. O almeno quasi a nulla. Tranne alle rughe dimenticate sulla pelle degli uomini e delle donne che si affannano ogni giorno, il più delle volte senza capire perchè.

Solo per chiarire.


E che cosa rende un uomo valido?
Rina Brundu - 12.08.2010
Secondo me, Machiavelli direbbe che ciò che rende un uomo valido è l'opportunità storica. E dunque la capacità di realizzare il suo destino. Che nel caso di un "principe" è anche il destino del suo popolo.
A me questo basta.

Dimmi tu però cosa rende un uomo valido. Tendenzialmente preferirei una prospettiva inattacabile.

ps Io ho tantissimi amici comunisti. By far le migliori persone con cui abbia a che fare.


Era chiaro anche prima...
Federico Bernardini - 12.08.2010
difatti mi sono espresso esattamenete in questi termini: "...Pare quasi che tu attribuisca una sorta di sacralità...".
Lo so che sei allergica al "Sacro", come Vattimo e tutti i cultori del "Pensiero debole", che vorrebbero bandirlo dalla nostra cultura come un retaggio ancestrale, legato al "sacrificio"...allo spargimento del sangue della vittima.
Io in proposito ho altre iddee, ma credo che ti siano già ben note...come lo sono a me le tue.
Mi ritiro augurandoti una felice notte.

Federico


Sorvoliamo...
Federico Bernardini - 12.08.2010
sui comunisti per carità cristiana.
La domanda che mi poni è assai impegnativa e mi avvalgo della facoltà di risponderti dopo averci un po' riflettuto...comunque oltre all'opportunità storica (mi viene in mente quel gran farabutto di Napoleone)credo si debbano prendere in esame altri fattori, non tanto esterni quanto legati alla "qualità" del soggetto.


Felice notte anche a te... and so let it be.
Rina Brundu - 12.08.2010
If there is righteousness in the heart,
there will be beauty in the character.
If there is beauty in the character,
there will be harmony in the home.
If there is harmony in the home,
there will be order in the nation.
If there is order in the nation,
there will be peace in the world.
So let it be
—Scottish Blessing


Sulla qualità....
Rina Brundu - 12.08.2010
Attenderò allora con trepidazione.
Se riesci a portarmi un elemento qualitativo inattaccabile su un piano critico....
Ti mando un mio poster gigante preparato per il gioco delle freccette!!
Saludos. Have a good night!

ps Tecnicamente il comunismo è molto simile alla democrazia: anche quello infatti è un sistema... "quasi" perfetto. Lo rovina sempre quel gradino evolutivo di cui dicevo... ma tant'é....
ps2 This one used to be a magic night in Sardinian tradition I believe. Falling stars and all that staff... I will go out and will try to catch one. It will be kind of relaxing I guess.


Oggi ho sognato un grillo: overloading and closure.
Rina Brundu - 13.08.2010
Caro Federico,
stanotte ho sognato un grillo. Anche grande. A sentire questi (http://lottolunatico.myblog.it/grillo) è un segno di saggezza e di grossi cambiamenti positivi futuri. Pure in amore. Vuoi vedere che mi sposo?

Comunque debbo partire e chiudo. E poi questo html è diventato così pesante che mi ricorda quando Gigino Tor Quemada (il capo redattore del mio giornale del cuore LA VOCE DEL PADRONE), postò un articolo se*i sul suo sito po**o preferito, seguito da 7861 commenti (tutti suoi). L’html era diventato così pesante appunto che chi ci cliccava sopra alle 5 del mattino riusciva a vederne il contenuto (?) solo alle 7 di sera.

Ma in realtà volevo solo fare due doverose precisazioni su quanto abbiamo scritto l’altra notte, perché altrimenti sembrerebbe che con l’unico mio neurone steso ad abbronzare (si chiama NEURO) io abbia perso la capacità di intendere.
1. Quando dico che “che ciò che rende un uomo valido è l'opportunità storica. E dunque la capacità di realizzare il suo destino”… va da sé che implico che quest’uomo ideale abbia delle qualità. E queste qualità saranno la sua vision, la sua capacità di mediazione, la sua capacità di focalizzare sul risultato e non mollare mai, la sua capacità (e qui mi strozzerai) di tenere in scacco gli avversari e via così. Mi dispiace doverti dire che la bontà non fa un uomo valido. Al più fa un uomo migliore. Ma anche questo è discutibile. Cosa sia “migliore” intendo.
2. Sono anche sorpresa da questa ossimorica (di nuovo) affermazione “sorvoliamo sui comunisti… per carità cristiana”. Francamente, se io dovessi dire, direi che il comunismo (nella sua essenza) ha molto a che fare con la carità cristiana. Di fatto, c’è una parte comunista in me, che considero pure la mia parte migliore. Un tempo avrei detto che io-so-ciò-che-è-mio (in puro stile yuppy-edonistico-anni80-goldrake-generation-per-intenderci), adesso ti dico di sapere che nulla è mio (sarà colpa del grillo?). E che quando me ne andrò (speriamo non troppo in là) l’unico oro che spererò bene di portare con me sarà appunto un riflesso-di-carità-cristiana. Per il momento la borsa è vuota ma chissà… non dispero.

E questo è quando. Tendenzialmente occorrerebbe pure cancellare questi ultimi 20 commenti: ho rovinato la mia reputazione-di-principessa-sul-pisello qui sul Barbiere. E sorry per ieri notte, a volte (come Milo – che saluto caramente) anche io mi lascio andare. Comunque ci sentiamo presto, nella prossima stagione. Di nuovo, non dimenticarmi. Ho linkato il Barbiere a Rosebud sul mio profilo così evito di mandare articoli già visibili. Speriamo che il BDS non cancelli – but I am sure they wont, somehow I am sure they care, don’t they?

Buone vacanze. Sul serio stavolta. RB etc etc.


Quando tornerai...
Federico Bernardini - 13.08.2010
dalle vacanze NEURO, che saluto affettuosamente (mi raccomando tienilo da conto e non fargli prendere troppo sole), troverà una risposta bella e pronta. Sono certo che non lo soddisferà...perché è incontentabile, ma questa è la mia risposta. Non credo che mi guadagnerò il poster...peccato, lo conserverei con gran cura e non lo userei certo per esercitarmi nel giuoco dei darts di cui, avendo lungamente vissuto a Dublino, immagino tu sia maestra.
Che il comunismo, la cui realizzazione passa per la dittatura del proletariato, abbia a che fare con la democrazia, lo escludo ma, ciò che è ancor più importante,lo escludono Marx...e i suoi fratelli. E' poi un'aberrazione affermare che esso abbia caratteri assimilabili a quelli del Cristianesimo, la cui dottrina economica e sociale guarda agli uomini quali essi sono e non come si vorrebbe che fossero. A me, tra l'altro, un mondo di "uguali" fa orrore...ognuno di noi è unico e irripetibile.
Spero che il"Grande Grillo" (per l'amor di Dio, non mi riferisco al creatore della comica politica...o della politica comica)mantenga le sue promesse...il fatto che tu associ l'amore al matrimonio dimostra che sei una fanciulla di sani principi morali e di morigerati costumi.
Ma veniamo al nocciolo della questione: "Quali dovrebbero essere le caratteristiche di un politico che aspiri al ruolo di leader o a quello di "principe",tali da poterlo definire un uomo valido?"
Certamente non la bontà, non sono così ingenuo e sprovveduto da crederlo, e neanche, o per lo meno non solo,la capacità di cogliere le occasioni storiche...lo hanno fatto Napoleone, Hitler e Stalin, coi bei risultati che sappiamo. Le occasioni, mia cara, si possono anche creare.
Il nostro uomo dovrebbe essere, innanzi tutto, intelligente o, meglio ancora, geniale, dovrebbe avere una visione corretta e non idealizzata del mondo, degli uomini e della sua missione, da compiersi con volontà adamantina, onestà e abnegazione, doti assai rare negli uomini comuni e quasi o del tutto introvabili in chi aspiri alla carriera politica.
Soprattutto dovrebbe avere una forza morale tale da non esporlo alle lusinghe del potere, il che lo porterebbe ad amministrare la cosa pubblica a proprio vantaggio e non a vantaggio della collettività. Tale forza morale dovrebbe anche guidarlo nella scelta dei mezzi utili a perseguire i suoi fini, escludendo quelli che, pur idonei allo scopo, andrebbero a calpestare gli inalienabili diritti anche di un singolo individuo (aborro il cinismo machiavellico). Quando parlo di diritti inalienabili, ovviamente, intendo quelli fondamentali, gli altri, quelli accessori, che non sono e, a mio modo di vedere, non devono essere uguali per tuttti (altrettanto dicasi per i doveri), potranno di volta in volta essere messi in discussione, sospesi o aboliti, per tutti o solo per una parte, nel supremo interesse della collettività.
Ma anche qualora un individuo raccogliesse in sé tutte queste doti, dovrebbe fare i conti, come accennavo prima, con la perversa natura del potere e con la sua capacità di corrompere anche i migliori che, pur partendo animati dalle migliori intenzioni, finiscono quasi inevitabilmente per perdersi per strada...e non solo a causa della loro debolezza ma anche a causa dell'impossibilità di avvalersi di un congruo numero di collaboratori e di esecutori in possesso di qualità intellettuali e morali adeguate. Nessuno, per quanto avveduto, riuscirà mai a circondarsi di uomini di tal sorta e ad esercitare su di essi un controllo totale.
Il resto, poi, lo faranno le contingenze storiche, l'egoismo e una naturale e irresistibile tendenza al male che, chi più chi meno,ci affligge.
Ben difficilmente il nostro principe riuscirà a sottrarsi al suo destino che, progressivamente, lo vedrà allontanarsi dalla strada della virtù e cadere vittima dell'abuso, della diffidenza paranoide nei confronti dei suoi collaboratori e dei suoi sudditi e soprattutto della tragica solitudine cui è condannato chi detiene il potere e tanto più è tragica e assoluta essa è quanto più grande è il potere.
Una condizione che, meglio di qualunque trattato di scienze politiche, troviamo rappresentata in un capolavoro dell'arte cinematografica, l' "Ivan il Terribile" di Sua Maestà Sergej Michajlovič Ėjzenštejn.
Così è...se vi pare.

Federico







OHIA SA CONCA!! Come dicono in Sardegna….
Rina Brundu - 14.08.2010
Federico,
quanto hai scritto necessita di alcuni urgenti amendments (e non c’è Ferragosto che tenga). Vado in ordine così come leggo… e de fret.

1. No, io nono so giocare a freccette. Io non ho mai frequentato i pub.
2. Io non ho detto (seppure ci tornerò) che il comunismo ha a che fare con la democrazia. Io ho detto, copio e incollo “Tecnicamente il comunismo è molto simile alla democrazia: anche quello infatti è un sistema... "quasi" perfetto”. Quindi parlavo di tecnicismi e non di percezioni.
3. Io non mi occupo né di amore né di matrimoni. Mi facevo giuoco della pagina in questione che oltre ad avermi detto sulla simbologia del “grillo” quasi pianificava la mia vita. Hai ragione sul fatto che io sia di morigerati costumi ma immagino che nessuno è perfetto!
4. La differenza tra te e Machiavelli (che è lungi dall’essere cinico) è che tu racconti il mondo così come vorresti che fosse (a seguito di tutto quello che ci inculcano), Machiavelli racconta il mondo e gli uomini così come sono. E ci tengo a precisare che così facendo racconta un mondo bellissimo. Ovvero il mondo delle reali possibilità as opposed al mondo dei sogni. Utopico e che non potrebbe essere. Sulle caratteristiche di un principe inutile dire che non sono d’accordo su nulla e quindi ci tornerò.
5. Sulla teoria politica lascerei dire a Machiavelli e non a Sergej Michajlovič Ėjzenštejn che come sai è un altro dei miei numerosissimi miti (soprattutto quel film). Ma anche quest’ultimo grande è limitato se paragonato a Machiavelli.
6. E speriamo anche di tornare sui pregi e difetti del comunismo in qualche articolo, ma non qui che è veramente troppo lungo.

Ottima invece questa cosa che dici di “politica comica… e comica politica”. Ottimo davvero! Io sarei capace di scriverci almeno 300 pagine ma tu hai condensato mirabilmente.
Niente poster ma è appunto per farti un favore, amico mio. Oltre al danno di sopportarmi così cortesemente perché vorrei farti il torto di ricordarti l’orrendo sembiante?

Saludos.

RB.


E' quasi Ferragosto...
Federico Bernardini - 14.08.2010
anche se a Roma il clima è autunnale, perciò ti faccio grazia...per ora, di qualunque replica e di qualunque commento.
Ti auguro soltanto, con tutto il cuore, giorni sereni.

Federico


Sul buon “principe” e su Nikola Tesla (my hero)
Rina Brundu - 15.08.2010
Ferragosto del piffero. Ti sono obbligata per avermi “graziato” Federico ma io non ci sono abituata. E non è neppure vero che è difficile accontentarmi, portami un Nikola Tesla a discutere qui e poi ti dirò. Anche se preferirei l’originale. Mi pare fu a lui (anche perché non mi verrebbe in mente nessun altro meritevole) la cui madre in punto di morte disse: “Tu, mio orgoglio!”. Capisci che quando si pensa che su questo pianeta hanno camminato simili spiriti, beh, non resta che domandarsi ogni giorno che ci facciamo qui e a che pro (sebbene si possa rispondere anche a questa domanda naturalmente, almeno con qualche idea). Nel mio caso per esempio non lo ho ancora capito. Ma per tornare al “principe”. Ti debbo purtroppo confermare che il tuo precedente commento, a mio modo di vedere, non è valido per avere un “principe” che sia tale di nome ma soprattutto di fatto. Intanto, il ragionamento che proponi è una contraddizione in termini, del quale avverti il limite tu stesso. Tu asserisci infatti che questo principe dovrebbe (francamente eviterei un condizionale per i nostri scopi) avere una serie di qualità che poi dubiti possano ritrovarsi in un essere umano. La qualcosa è di per se una incongruenza, dato che non puoi ottenere un risultato pratico se non hai i mezzi per garantirtelo. Astraendo agli eccessi si potrebbe obiettare che tu potresti non avere mai un principe degno e quindi avresti la tua nazione nel caos anarchico forever and ever. Ma a mio modo di vedere è tutta l’impalcatura che non regge. Intanto perché un principe dovrebbe essere geniale? Chi lo ha detto? A che serve? Geniale deve essere un Einstein (o meglio ancora un Tesla, per dire). Uno che mi trova sotto il tappeto della mia grandissima ignoranza anche il bosone di Higgs, una teoria-fisica-del-tutto e quant’altro, ma mica un principe che deve guidare una Nazione. Per questo mi serve un uomo pratico. Neppure tanto intelligente a dire il vero, ma con una conoscenza dei vizi e delle virtù degli uomini e delle donne su cui andrà a vegliare (in tutti i sensi), non indifferente. Di converso, non permetterei mai ad un genio di occuparsi degli affari del Paese: tra la teoria e la pratica vi è un gap non indifferente da considerare, etc etc meglio non entrarci. E poi dici che questo principe “dovrebbe avere una forza morale tale da non esporlo alle lusinghe del potere, il che lo porterebbe ad amministrare la cosa pubblica a proprio vantaggio e non a vantaggio della collettività”. Questa per me è un'altra grande contraddizione in termini. Nessun principe potrebbe essere tale se non lusingato dall’idea di governare. Sarebbe un fallimento ancor prima di cominciare. Sarebbe alla stregua di un meccanico che preferirebbe fare il musicista, o di un pilota d’aereo che sogna di piroettare in teatro: io per certo non ci salirei mai su quell’aereo. Salirei sull’aereo di un pilota che vede la guida di quel jet quale realizzazione del sogno di una vita e che tiene a quel velivolo come tiene alla sua pelle. Per estensione, ne trarrà giovamento anche la mia. E adesso ti dirò anche l’indicibile, che deriva dall’ultimo statement, tecnicamente tanto più simile è il vantaggio privato - che un principe può sperare di ottenere - al vantaggio-pratico-che-ne-ricava-la-comunità tanto di guadagnato per quest’ultima. Di fatto l’interesse pubblico e il privato coincideranno e dunque sarà doppiamente possibile ottenere un risultato. Positivo. Qui si potrebbe e si dovrebbe dire molto di più per spiegare attentamente (ed evitare sollevazioni popolari incaute) ma non ho tempo. Continuo dicendo anche che se il principe di cui parliamo fosse il mio, e dunque un uomo pratico, e non il tuo, un essere ideale, quest’uomo avrebbe anche tutta una serie di vizi strettamente indispensabili per garantire la governance. Di fatto, saranno proprio quei vizi ad impedire la totale decadenza morale che tu stesso sostieni sia insita in dati processi legati all’esercizio del potere. Etc etc. Non vi è nulla di più disonesto di un “principe” onesto quando si lascia andare. Secondo me, si intende.
Inoltre, la mia “visione”, con una serie di accorgimenti può anche evitare le “paranoie” di cui parli e che potrebbero portare il principe alla rovina ma non sto qui a speculare oltre….
Per certo dico che i tuoi “se” e i tuoi “ma” o la tua ricerca di un principe ideale non fanno il governo di una nazione. Sicuramente non fanno un buon governo di una nazione moderna. E già.. perché vedi il mio principe- pratico governerebbe benissimo anche una grande nazione democratica moderna. Fermo restando che, a differenza dei principi rinascimentali o giù di lì, la sua governance non potrebbe esistere senza essere soggetta ai bodies che la controllano. E l’accettazione di questo controllo è la conditio sine qua non che permetterebbe ad un principe di governare. Di solito però è questo il vero punto dolente…. Il punto dove casca l’a… dove casca il principe, insomma. Questi aspetti non sono coperti dal machiavellismo perché a quel tempo non ci si doveva preoccupare di simili “sciocchezze”, oggidì, per nostra fortuna, occorre farlo (e qui si potrebbero scrivere 7 o 8 trattati).

Quasi mi dispiace tagliare perché in verità questa è una punta dell’iceberg, anche se sformata, sgrammaticata e quant’altro. Ma davvero su questo argomento ci starei a parlare per giorni. E soprattutto ci sarebbe così tanto da dire: sulla politica, sulla natura umana ma soprattutto sulla dirittura di metodo che è assolutamente necessario adoperare per vedere chiaro in queste cose. ELLO ci riuscì. Io, purtroppo, non me ne intendo. Certamente non quanto vorrei.Per ora.

Ps1 Consiglio vivamente – per le dinamiche di contorno alle attività di un vero principe - la lettura del mio articolo “Siamo uomini o caporali” che come tutte le cose che hanno un senso fu collettivamente ingiuriato, ma contiene le sue piccole perle. E infatti lo leggono.
Ps Questo è se vi pare. Ma soprattutto è…. come direbbe il grandissimo Dalla… A modo mio… perchè quel che sono lo ho voluto io....
Non c’è bisogno comunque di rispondere e poi è meglio non farlo perché ho già detto che non so resistere l’argomento…

http://www.youtube.com/watch?v=rC19rfkRnB0



WIKINOTES
Tesla non fu mai sposato. Era celibe e asessuale e sostenne che la sua castità era molto utile alle sue doti scientifiche. Eccetto per le cene formali, egli mangiava sempre da solo, e mai, in alcuna circostanza, avrebbe cenato di sua spontanea volontà con una donna. Al Waldorf-Astoria e al famoso ristorante Delmonico's selezionava sempre particolari tavoli in disparte, che erano riservati a lui. Anche se veniva sempre descritto come una persona attraente quando interagiva con gli altri, Tesla spesso fingeva nel suo comportamento.
Nel 1926, Tesla, commentando durante un'intervista le malattie della subordinazione sociale delle donne e la lotta di queste verso l'uguaglianza dei sessi, indicò che il futuro dell'umanità sarebbe stato governato dalle "Api Regine". Credeva, infatti, che le donne sarebbero diventate il sesso dominante del futuro.
(Semplicemente grande!)



Morale della favola
Federico Bernardini - 16.08.2010
Né il principe di Machiavelli né il tuo principe mi piacciono.
Mi piacerebbe il mio ma come ho detto, essendo meno ottimista di te e di Machiavelli e perfettamente consapevole che gli uomini sono quelli che sono, si tratta di un modello irrealizzabile...provarci sarebbe troppo rischioso.
Ora che ci penso, tra l'altro, credo che stiamo facendo un discorso "eversivo" perché, almeno per ora, viviamo in una Repubblica democratica fondata sul lavoro e la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Mi rendo anche conto (lo dico per evitare di apparire più stupido di quello che sono)che il tuo è un discorso complesso e quando parli del principe non ti riferisci a un tiranno rinascimentale ma a un modello che...secondo te, potrebbe anche conciliarsi con le dinamiche di una moderna democrazia....ma la cosa non mi convince ugualmente.
Ciò detto, vorrei ritornare al tuo precedente commento.
Molti anni fa un mio amico, che preparava una tesi di laurea sull'opera di un noto drammaturgo inglese, mi raccontò di aver avuto con lui una lunga conversazione, durante la quale gli aveva rivolto molte domande...non solo di carattere letterario.
Quando gli chiese se fosse un frequentatore dei pub, l'illustre scrittore gli rispose, fra la meraviglia e la stizza, che egli non aveva ma messo piede in un pub e che frequentava esclusivamente l'esclusivo Club Vattelappesca.
Questa confidenza mi fu fatta al Goldfinch Pub, del quale eravamo ambedue assidui frequentatori. Un luogo prediletto, negli anni '80, da vagabondi, mariuoli, artisti, intellettuali e aristocratici...io, ovviamente, ero fra i vagabondi. Un'esperienza magnifica, leggendaria, per la quale serberò eterna riconoscenza al suo proprietario, il conte Massimiliano Ricci d'Alitto.
Lasciamo perdere il comunismo...argomento che mi fa venire l'oricaria. Trovo inammissibile che ancor oggi una simile aberrazione trovi adepti, simpatizzanti e indulgenti osservatori, alla faccia delle decine di milioni di morti che ha provocato...e continua a provocare.
A proposito delle predizioni del "Grande Grillo" fai torto al mio senso dell'umorismo se pensi che io non abbia colto il significato delle tue parole.
Per quanto riguarda Sua Maestà Ėjzenštejn, non è stato solo uno dei massimi registi del mondo ma, in assoluto, uno dei più grandi artisti...e intellettuali del XX secolo e il suo Ivan non è solo un capolavoro dell'arte cinematografica e rappresenta una delle analisi più profonde sulla natura del potere.
Per Tesla ho avuto sempre una grande ammirazione e un'istintiva simpatia perché, ahimé, mi riconosco in alcune delle sue bizzarrie. Se ben ricordi fui io il primo a parlartene, a proposito di una ben nota controversia tra lui e quel gran mascalzone di Edison.
Concludendo, vorrei ringraziarti per il tuo contentino finale, ma è come se, dopo aver visitato la mia casa e averla definita una catapecchia, avessi lodato la straordinaria bellezza della banderuola di ferro battuto...in cima al comignolo.
Ciao, carissima.

Federico



Caro Federico...
Rina Brundu - 16.08.2010
lungi dal pensare che la tua casa sia una catapecchia... credo di avere sempre - e se così non fosse lo faccio adesso - detto che io ti sono infinitamente grata per tutto ciò che mi hai insegnato. E mi insegni. Attraverso, momenti, riflessioni, colori, battute di spirito, incazzature (pure, ma meritate) che magari non sono quelle che pensi, sono altre, ma che io ho notato e mi dicono tanto della tua capacità e della tua conoscenza. Una conoscenza che io non posso avere, per mille ragioni. Prendimi alla stregua di un bambino che fa sempre domande e quindi hai ragione... non sono contentabile (penso che Tesla mi avrebbe evitato come la peste!). Ma mentirei pure se dicessi di non avere nulla da obiettare alle nuove considerazioni che porti. Probabilmente lo farei all'infinito. Con te. Con gli altri. Con me stessa. Di fatto, sarei tentata di correggere una sciocchezza che ho detto in quell'ultimo post... ma a che pro? Per dimostrare che l'ho vista? A che serve? Immagino però di non poterti neppure promettere che cambierò, mentirei sapendo di mentire. Quindi forse non è così è se vi pare... ma questo è quello che purtroppo passa il convento. Però non odiarmi sai, e non arrabbiarti con me, non ne varrebbe la pena. With my regards. rb

ps E io non do mai un "contentino". In verità ho pensato che quel concetto della politica comica era tutto ciò che non ero riuscita a vedere nel mio articolo a "cuore" aperto. Ho pensato che era una stupefacente versione, moderna, digitale, delle questioni che analizzava Shakespeare in Lear e quant'altro. Cribbio, sono recidiva... Du' palle un columnist!


Rina!?
Federico Bernardini - 16.08.2010
Non sono Torquemada...e non volevo sottoporti a un autodafé.
Credo, inoltre, di avere poco o nulla da insegnare...dovrei prima imparare molte cose.
La tua "conoscenza", di certo, è superiore alla mia...io mi concentro molto sulle cose, sono un curioso, a volte un po' superficiale, qualche volta banale, e molto meno sulle idee, sulle ragioni delle cose. Al contrario di te, come ti ho già detto, ho difficoltà a teorizzare, forse perché, al contrario di quanto potrebbe sembrare...o vorrei far credere, ho meno certezze.
Se fossimo due filosofi, tu saresti Kant e scriveresti ponderosi tomi di "critica", con subordinate di quattordicesimo grado,io sarei Nietzsche e mi esprimerei attraverso aforismi, non seguendo la logica ma l'istinto. Tu sei una socratica, io sono rimasto a una fase primordiale e ho un approccio alla conoscenza meno razionale e più intuitivo.
Tesla ti avrebbe evitato come la peste perché sei una donna. Era quasi un pazzo e coltivava contemporaneamente una profonda misoginia e una profonda ammirazione per l'altra metà del cielo...che io, semplicemente, adoro.
Era un esempio da manuale di disturbo ossessivo compulsivo e, se non ho in comune con lui il "genio", ho sicuramente in comune quest'aspetto della personalità...ahimé.
Ti giuro che non volevo essere sarcastico...tutt'al più un po' ironico...ma forse è vero ciò che dicono tutti coloro che mi conoscono e cioè che sono incapace di accettare le critiche e sono spaventosamente e superbamente intollerante nei confronti di chiunque si azzardi ad esprimere idee difformi dalle mie...e ciò è inquietante.
Ciao, carissima.

Federico


Entiendo todo...
Rina Brundu - 16.08.2010
Ma io sarò un filosofo. Uno come Eraclito-l-oscuro. Uno che la sua filosofia se la costruirà da se. E poi, a torto o a ragione (soprattutto a torto), si vanterà di avere superato quell'altra. E sull'essere un critico, non ho dubbi che così sarà. Per fare tutto questo mi servono i prossimi 50 anni. Speriamo.
E per Tesla. Nessun grande può essere tale se vive dentro gli schemi. Se non ha qualcosa di differente. La sua misogenia ai miei occhi è sintomo della sua grandezza. Immagino che a volte certi spiriti - nel loro risplendere - trovino difficile adattarsi ad un vivere umano. Fatto di legami evanescenti, senza valore se non in una loro mira utilitaristica. Anche l'amore è così. Vive di ciò che gli altri possono dare e non di ciò che siamo in grado di dare. E vive di chimica riproduttiva. E per questo che io preferisco la Fisica. La nuova Fisica in particolare. Quella che per forza di cose - e per mancanza di risposte - va ad incontrare quella Filosofia che si era già fatta le stesse domande 2500 anni fa. E poco importa se alcune di quelle speculazioni oggi fanno sorridere. Di fatto, sono i gradini che, a noi nani, hanno permesso di salire sulle spalle di giganti e di guardare un panorama più vasto. Solo che a volte non ce ne rendiamo conto. Quindi, per tornare a Tesla: nella sua peculiarità la sua grandezza. All'opposto dell'omologato. Del politically correct. Del mediocre è meglio perché tanto io non so fare di più. E sul comunismo. Certo il machiavelli-pragmatico in me non può approvare una tal forma di governo (quando governo-si-fa), semplicemente perché non è logica. Ed è in contrasto con le necessità di una natura umana non evoluta abbastanza (sempre per tornare a quel primo punto). Però c'è un'idea di comunismo che a mio modo di vedere deve vivere. E' una idea che è determinata da altri fattori che costruiscono un uomo. Quelli meno logici. Probabilmente neppure tanto importanti. Ma che per qualche motivo a volte ci appaiono importanti. Parlo della capacità degli uomini di aiutarsi gli uni e gli altri. E della loro dignità di fondo. Di queste cose parlavo anche nel mio articolo "lo schiaffo". Quando citavo i pastori di Sardegna. Di un ideale di pastore di Sardegna che francamente (non ho i paraocchi) ora non esiste quasi più. Ma che vale la pena ricordare. Come vale la pena ricordare le sue battaglie per un universo diverso (specialmente in un momento storico in cui il battagliare politico è un lusso che non ci si può più permettere). Alcune vinte. Altre perse irrimediabilmente. E non avrebbe potuto essere altrimenti. Comunque non ti curar di me o di ciò che dico. Ripeto, non ne vale la pena. RB.

“Serran buttega artigianos, baristas,
e partin tottus, minores e mannos,
pro che cazzare sos militaristas:

pizzinneddos e bezzos de chent’annos
e zovaneddas de sa prima essida
han’indossadu sos rusticos pannos.

Tottu sa idda in campagna est partída,
in càmiu e in macchina minore.
Sa lotta durat piús d’una chida;

a Pratobello finas su rettore
ch’est arrivadu cun su sagrestanu
pro difende su pradu e su pastore”(1)

Note:
(1)Estratto da “Sa lotta de Pratobello” di Peppino Marotto


Concludendo...
Federico Bernardini - 16.08.2010
perché non vorrei dare l'impressione...ma forse l'ho fatto,e in tal caso chiedo venia, di utilizzare le pagine del Barbiere come se fosse il mio blog, mi sia concesso fare ancora alcune considerazioni.
In primo luogo ti auguro buon lavoro...sono certo che Rina-σκοτεινή-φωτεινή andrà lontano.
Il comunismo non ha nulla a che fare con la solidarietà umana, esso tende ad annullare la persona, calpestando la sua dignità umana. Nei regimi comunisti la delazione è un'arma terribile, che si insinua anche all'interno delle famiglie.
Molti anni fa, il mio carissimo amico Dante Corneli mi raccontò che negli anni '30, quando viveva nel paradiso sovietico, venne arrestato, una mattina, mentre faceva colazione. E chi l'aveva denunciato? La sua mogliettina che, quando gli sgherri di Stalin andarono a prenderlo, aveva appena finito di imburrargli amorevolmente una fetta di pane nero.

"Nessun grande può essere tale se vive dentro gli schemi."
(Rina Brundu)

"C'è qualcosa di strano in quell'uomo (riferito a Max Euwe). E' troppo normale."
(Bobby Fischer)

C'è da riflettere!
Ciao, Rina.

Federico



permettete una banalità?
G.O.D. - 19.08.2010
Non confondiamo comunismo e unione sovietica...


Avevo deciso di concludere...
Federico Bernardini - 19.08.2010
col mio precedente commento...ma non posso resistere al richiamo della voce di GOD.
Il dibattito era ormai ristretto a Rina e me e volevo evitare che le nostre sonate per pianoforte e violino finissero per provocare, come in altre occasioni,insofferenza o "punzecchiature".
Spero che la mia decisione unilaterale non abbia irritato Rina, con la quale, come sempre, avrei continuato a discutere all'infinito, anche in virtù del fatto che, a mio modesto parere, i nostri scambi non sono mai futili o privi d'interesse.
Fatta questa doverosa precisazione...veniamo a GOD.
La tua non è una banalità ma una provocazione, non so se dettata dalla mancata conoscenza dei fatti o dalla volontà di volerli nascondere.

Non confondiamo comunismo e Unione Sovietica,
non confondiamo comunismo e Cina,
non confondiamo comunismo e Cuba,
non confondiamo comunismo e Vietnam,
non confondiamo comunismo e Corea del Nord (che ha come capo di stato un cadavere),
non confondiamo comunismo e Cambogia,
non confondiamo comunismo e Albania,
non confondiamo comunismo e Polonia,
non confondiamo comunismo e Bulgaria,
non confondiamo comunismo e germania dell'Est,
non confondiamo comunismo e Ungheria,
non confondiamo comunismio e Romania.
...E potrei continuare.

Caro God, mi vuoi spiegare, una volta per tutte, dove e quando quel comunismo "dal volto umano" che esiste solo nella testa di chi ancora si ostina a negare l'evidenza, sia stato realizzato?
Coi miei più cordiali saluti.

Federico





Bravissimo GOD...
Rina Brundu - 19.08.2010
volevo dirlo a Federico, ma poi sono sempre io quella cattiva...


Grazie Federico...
Rina Brundu - 19.08.2010
ma io non parlavo né di violini né di pianoforti, parlavo di elementi di teoria politica... E dunque io non basto? Se ci attaccano non mi difendi? Ah destino ingrato! Sola contro tutti.... Fino alla fine.


HA DA VENI' BAFFONE!
Federico Bernardini - 19.08.2010
Così, con qualche lezioncina...non di teoria, ma di prassi politica, vi sarà più chiara la vera natura del comunismo.
Noi Italiani, a suo tempo, a causa di quei loschi figuri degli Americani e di quel loro tirapiedi che risponde al nome di Alcide de Gasperi, ci siamo persi un'occasione d'oro.
Carissima Rina, come ho detto nel commento precedente, io avrei continuato all'infinito, ma temevo che, da un momento all'altro, qualcuno ci invitasse malignamente a proseguire la diatriba a San Casciano...e non c'era alcuno dai cui attacchi dovessi difenderi.
Ma, anche se ci fossi stato, non mi sarei azzardato a farlo...perché ti sai difendere benissimo da sola e, una volta che ci ho timidamente provato, sei insorta, mettendomi al mio posto e proclamando di non aver alcun bisogno di paladini.
Sappi comunque che, in caso di estremo bisogno, potrai sempre contare su questo (buon) Diavolo Custode che, benché non visibile, è sempre al tuo fianco.
Ciao!

Federico


P.S.
Federico Bernardini - 19.08.2010
Noi non parlavamo di violini e pianoforti...eravamo violini e pianoforti.
Io il pianoforte e tu il violino che, nelle sonate a due strumenti, la fa sempre da padrone. A tale proposito,durante una prova, ho assistito a un divertente e scherzosso battibecco tra Pollini e Accardo.


Il silenzio di GOD è angosciante!
Federico Bernardini - 19.08.2010


Repetita Iuvant et Varie ed Eventuali.
Rina Brundu - 19.08.2010
Caro Federico, io non ero né violino né pianoforte. Naturalmente so di poter contare sul tuo aiuto (spero) come tu sul mio. Da un lato stavo senz’altro scherzando (as I usually do) ma dall’altro ero pure seria. Veniamo dunque ai punti incriminati. E magari mi permetto comunque di rispondere pure alla domanda che poni a GOD per ragioni che capirai nel proseguo (naturalmente, rispondo per me, magari attenuo l’angoscia).

Sul comunismo e sul ciarlare di teoria politica che facevo.
Dalla tua domanda a GOD deduco che non mi seguivi nei miei ragionamenti. Oppure debbo speculare che non vi è metodo. Eppure è tutto abbastanza semplice. Ricapitolerò tutto quanto ho detto nei tre articoli che ho infestato con queste considerazioni.
Democrazia e comunismo sono accomunati nella mia visione (e francamente non mi interessa se altri la vedono altrimenti – ho già detto che non contemplo dogmi. Io cambio idea solo quando resto onestamente convinta delle argomentazioni che mi portano sul tavolo. E non mi importa chi ne è l’artefice, manco fosse il Padre Eterno in persona, che si mi ha dato un neurone evidentemente voleva che lo usassi!) da un fattore importantissimo: ovvero, una sublime potenzialità di fondo che in presenza di esseri geneticamente (e dunque moralmente – questa conclusione non è logica ma io ho deciso di trarla) più evoluti potrebbe procurare dei sistemi di governo tecnicamente (è importante questo avverbio) perfetti.
Democrazia e comunismo differiscono però nella loro natura. La democrazia, detto e ripetuto mille volte, è una convenzione adottata dagli umani per aiutarsi nella governance di se stessi. Detto altrimenti, si potrebbe dire che è la miglior convenzione che gli umani sono riusciti a scovare ad oggi. Questo perché riesce a sopperire alle necessità per cui fu pensata, abbastanza bene, pure in assenza di quell’ideale gradino evolutivo in più di cui sopra, e con cui vi sto ammorbando.
Il comunismo è diverso. A livello di governance è una convenzione così come lo è la democrazia. A differenza di questa però, quando applicata, causa sempre la deficienza morale evolutiva, non riesce a produrre gli stessi frutti. Ovvio che non lo fa… E qui scriverei un trattato ma rimando ancora, a costo di sembrare deficiente, al mio articolo “Siamo uomini o caporali”. Di fatto, le negatività ivi descritte vanno bene sia per il comunismo che per il capitalismo e vanno bene dovunque occorra considerare con attenzione (come, bontà sua, faceva Machiavelli) i limiti ultimi degli uomini (et delle donne, tranne la Brundu si intende! – Scherzo, Federico, jesus!). In questo specifico contesto, sono d’accordo con te che comunismo fa equazione con esperienza sovietica, ma non solo sovietica.
Da dire vi è però che il comunismo vive di un’altra peculiarità che nasce da quella categoria di “situazioni illogiche” (e di cui ho pure riferito nei miei post precedenti) che però occorre considerare. Perché l’uomo (et la donna) vivono anche di idealità (qui, coprirei bene con le cose della mia filosofia dell’anima, ma ci troverebbero e poi non voglio annoiare più del necessario). E vivono anche di una idealità di fondo che a volte – anche solo per coincidence – li rende grandi. Che li fa deviare dal percorso logico e matematico (che invece governa la materia) e li porta su livelli più alti. Anche senza quel gradino evolutivo di cui sopra. Potrei quasi dire che è quella stessa potenzialità, però in nuce. Tutto qui. Questa peculiarità non fa rima con unione sovietica, ma fa rima piuttosto con quella carità cristiana (e con quel bellissimo discorso di Cristo che se non vado errata faceva: tutto ciò che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me) di cui ti dicevo e che tu però hai preferito non considerare. Eppur-tuttavia io la mia equazione la ho risolta. E mi soddisfa. Quindi mi va benissimo.

Il secondo punto che invece mi va di affrontare è il maschilismo in quel d’Italia (io che sono nuova alla terra, due mesi ormai). A volte infatti ho l’impressione (ma non dico solo per te, se non sbaglio ho già scritto anche su questo item nei post precedenti… quando parlavo del mio essere uno spirito-che-scrive declinato al femminile… insomma, una donna, come dite voi) che tu mi possa rispondere o non rispondere perché appunto io sono declinata-al-femminile… la qualcosa francamente non me gusta anche perché io sono nata nel cuore di quella Sardegna matriarcale che davvero non ha mai negato nulla al mio essere. E così sono cresciuta. Guadagnandomi il mio rispetto in ogni situazione, sebbene non abbia mai favorito i burqua e anzi abbia sempre avuto una spiccata predilezione per le mini. Questo per dire. E aggiungo pure che quando dicevo che gli amici comunisti che ho erano tra le migliori persone che conoscevo, era anche perché con loro non ho mai dovuto discutere di simili questioni. Questo è quanto. Ma sempre con immutata stima e incondizionata amicizia.

Ps1. L’unico elemento in tutti quei miei discorsi sul “principe” che mi ha veramente shoccato è il fatto che nessuno, nessuno mi abbia stoppato con l’unica considerazione logica che occorreva fare. Ovvero dirmi: “Shut up Rina! Noi viviamo in una moderna democrazia che non privilegia le ragioni dello Stato sugli individui, ma le ragioni degli individui sullo Stato!”. Naturalmente si può facilmente confutare a livello teoretico, meno a livello pratico. Per nostra fortuna!
Ps2. Da dire vi è che occorrerebbe fare le congratulazioni a GOD che elegantemente ha messo a nudo le contraddizioni della nostra entente cordiale (anche se a dire il vero noi stessi ammettiamo di essere sempre ai lati opposti della barricata). Comincio a pensare che io e GOD si sarebbe un winning team convincente per dirimere. Se fossimo su Huffington magari saremmo due superuser. Cribbio… questo mi fa venire in mente un elemento che non avevo considerato nelle mie analisi sul giornalismo online….. Sorry, debbo correre a segnarmelo. Saluti, RB.



Vorrei precisare...
Federico Bernardini - 19.08.2010
Rina, che con le mie considerazioni sul comunismo volevo rispondere soltanto all'ultimo commento di GOD, al quale ti sei associata (sempre meglio stare dalla parte di GOD, non si sa mai), niente di più, niente di meno, nessun riferimento alle tue precedenti analisi.
Per quanto riguarda le "sublimi potenzialità" che, secondo te, accomunano comunismo e democrazia, suscettibili di un'evoluzione tendente alla perfezione (la perfezione non è di questo mondo...1^ banalità) ti rispondo facendo appello alla saggezza popolare: "Se mio nonno aveva le ruote era una carriola" (2^ banalità).



Vorrei precisare...
Federico Bernardini - 19.08.2010
Rina, che con le mie considerazioni sul comunismo volevo rispondere soltanto all'ultimo commento di GOD, al quale ti sei associata (sempre meglio stare dalla parte di GOD, non si sa mai), niente di più, niente di meno, nessun riferimento alle tue precedenti analisi.
Per quanto riguarda le "sublimi potenzialità" che, secondo te, accomunano comunismo e democrazia, suscettibili di un'evoluzione tendente alla perfezione (la perfezione non è di questo mondo...1^ banalità) ti rispondo facendo appello alla saggezza popolare: "Se mio nonno aveva le ruote era una carriola" (2^ banalità).
Il comunismo non è un' "idealità" tradita ma, voglio esser buono, un'illusione dalla quale è pericolosissimo lasciarsi trascinare, pena la perdita della propria individualità e della propria dignità. Ovunque sia stato applicato ha dato gli stessi risultati ed è ragionevole pensare che lo stesso avverrebbe, sempre e ovunque si volesse ancora applicarlo.
Molti trovano affinità fra questa aberrante dottrina economica e politica e il Cristianesimo...soprattutto quello delle origini, ma si può cadere in errore solo se ci si sofferma a considerarli superficialmente...è quello che ho sempre e inutilmente tentato di far capire ai catto-comunisti. Un cristiano per i comunisti non potrà mai essere altro che un utile cretino. Come si possano trovare affinità fra una dottrina materialista (il Cristianesimo è l'oppio dei popoli) e la trascendenza, l'escatologia cristiana, rimarrà, per me, un mistero.
Quando parli di



Ho combinato un casino...
Federico Bernardini - 19.08.2010
inviando il commento incompleto. Continuo qui di seguito.


Ho letto...
Rina Brundu - 19.08.2010
caro Federico. E mi sta bene. Scusami se ho mal interpretato.
Vorrei solo precisare che io non sto mai dalla parte di nessuno. E non credo di avere mai preso parti sul Barbiere, se così fosse sarei forse uno user più amato e magari fuori, anche se per pochi secondi, dalla prima posizione fissa nella classifica dei dieci most hated.

E dunque ti giustifico (anche se non debbo) il mio statement. Di fatto la semplicissima banalità di GOD (come lui stesso la ha definita) mi diceva chiaramente che non dovevo spiegargli nulla. Perché era perfettamente in linea con la mia idea (indipendentemente da qualsiasi probabile diversità nel particolare). E' vero infatti che io amo investigare tramite la scrittura (e quindi ho necessità di buttare giù tutto l'inchiostro) ma quello che ricerco, il mio punto di partenza e di arrivo, è sempre una linea di pensiero che ha due caratteristiche: la semplicità e il suo essere TRUE, come direi con uno statement da developper. Cioè, vero. Ecco perchè amo Machiavelli, perchè è la quintessenza dell'onestà analitica. E per tornare a GOD penso lo abbia dimostrato altre volte, per quel che io ho seguito, di essere su una linea logica di pensiero. Quindi io non vedo contraddizioni nel mio operato. E per certo io non ho nulla da guadagnarci, però se GOD intende compensare questo spot pubblicitario buon per me.... Ah les Italiens, les Italiens. Take it easy Federico and have a good night. With my regards.


Ho confuso per ben due volte...
Federico Bernardini - 19.08.2010
anteprima e OK...sono un vecchio rincoglionito.

Quando parli di maschilismo associato alla mia persona mi lasci interdetto...ma cos'hai capito?
Io ho scritto che Tesla ti avrebbe evitato come la peste...ma io non sono misogino come lui, sono "filogino", perbacco! Non so se il termine esiste, altrimenti vorrà dire che ho inventato un neologismo.
Se poi fai riferimento al modo un po' brusco in cui ho interrotto la precedente sequela di commenti hai preso un granchio colossale...a torto o a ragione mi pareva semplicemente opportuno evitare di incorrere ancora in qualche cartellino giallo o in qualche maliziosa battuta.
Ho conosciuto più di una donna che mi sovrastava intellettualmente e non ho mai chiesto nulla di meglio che confrontarmi con loro.
A proposito del tuo primo P.S. io ti ho risposto e come...ma leggi quello che scrivo?
Non mi ripeto...per penitenza vatti a rileggere qualche decina di commenti.
Per quanto riguarda GOD ha messo a nudo solo la sua totale incomprensione della natura del comunismo.
Comunque sareste un'ottima coppia...se ti vuoi cimentare in un doppio, ti lascio la scelta del terreno...preferisci la terra battuta o l'erba?
Rina Brundu-GOD vs Federico-Asmodeo...ma chi fa l'arbitro?
Ciao!

Federico






On closure
Rina Brundu - 20.08.2010
Non so God, ma io sto sempre nell'winning team e per portare a casa il risultato guardo a Machiavelli. Chi sia l'arbitro non è rilevante. Non sei un vecchio ************, tu a differenza di me vivi di passioni. Questo credo di poterlo dire. E vivi anche di una tremenda capacità estetica (ricordi i tuoi sonetti?), che io purtroppo non ho. Così come non ho molte altre cose. Per esempio, non ho avuto la capacità di parlarti con maggiore rispetto. E di questo mi scuso. Take it easy. Ciao.
RB, ben-lontana-dal-suo-ideale-di-saggezza.


Essendo...
Federico Bernardini - 20.08.2010
estremamente vanitoso mi trovo, attualmente, in un brodo di giuggiole...spero di non affogarci dentro. Per evitarlo, analizzerò attentamente ogni tua parola, alla ricerca di qualche ironia subliminale.
Non mi hai mai rivolto una parola che io abbia potuto interpretare come irrispettosa...questo è certo!
Ciao, carissima.


Garantisco che non vi era ironia. Au contraire, ero molto seria.
Rina Brundu - 21.08.2010
Tendo sempre, per natura, a dire le cose come stanno. Non faccio fatica a rimarcare i meriti o i pregi degli altri, proprio perché di solito sono quei pregi negli altri che arrichiscono anche me. E da cui posso imparare. Per le mie convinzioni,inoltre, sebbene non la approvi, caro Federico, credo che anche la vanità abbia le sue ragioni d'esistere. Per esempio, quella di darci maggiore gioia e dunque maggiori capacità propositive. Anche quando si tratta di relazionarci con gli altri per qualsiasi motivo.

Sono felice di sapere (ed è il minimo requirement che francamente chiedo a me stessa)che non ti ho mai mancato di rispetto. Tuttavia, ritengo pure che non ci siano ragioni per andare in brodo di giuggiole. E credo inoltre che così come accettiamo un riscontro positivo per noi, dobbiamo accettarlo per tutti. Ciascun user infatti ha delle peculiarità sue, per cui si fa notare. E quelle buone dovrebbero essere rimarcate come quelle negative. Non credo mai mi troverai a rimarcare un tratto negativo, ma sono certa di esserci - se sono nei pressi - quando si tratta di raccontare una positività. E questo è un punto.

Un secondo punto è che ritengo francamente che quella di ieri non sia stata una grande performance. Colpa mia sicuramente e per cui chiedo formalmente scusa al Barbiere. Di fatto, a me manca un Barbiere dove possa discutere dati argomenti che mi premono ma non credo di avere fatto tutto il possibile per permettere che questo accada. Spero di poter recuperare in futuro. Per certo, quello di ieri non è il giornalismo-online che io ricerco. E mi premeva dirlo. Saluti.


On digital journalism: follow-up.
Rina Brundu - 21.08.2010
Vorrei fare un follow-up a quanto ho scritto ieri, perchè altrimenti il mio ultimo post potrebbe risultare incomprensibile. Se non incomprensibile incongruo per certo. Tanto più che io non rinnego certo il mio mood che muove da una innata goliardia irriverente ad una severità di metodo che francamente a volte lascia perplessa anche me. Naturalmente ci tengo a precisare che io scrivo quanto segue non in quanto storia-privata ma in quanto considerazioni che riguardano date dinamiche. E parlo, nello specifico, delle dinamiche che riguardano il giornalismo online (inteso in senso molto molto… lato, direi). Probabilmente, in fondo a questo articolo, nel fondo-fondo, pochi vedranno queste note e tra quei pochi nessuno sarà interessato, ma vorrei scrivere comunque.
Per svariate ragioni mi trovo sempre più coinvolta dentro l’analisi delle dinamiche del giornalismo proposto in Rete. E per altre ragioni che non comprendo neanche io non riesco a starne lontana. Credo che dati interessi vivano in noi e non si può scegliere di assecondarli o meno. To cut a long story short, vorrei trattare qui la questione del ruolo “eversivo” e dissacrante dei commenti. Eviterò i tecnicismi che vorrei lasciare ad un articolo dedicato ma ci sono alcune questioni che mi piacerebbe affrontare.
Certo, tanto ha potuto la mia lentezza-di-riflessi. E il fatto che io sia partita (parlo di molto tempo addietro) da una opinione molto “bassa” dei commenti. Anni fa non riuscivo a capire perché tantissimi user si occupassero di quel continuato botta-e-risposta e dunque non li leggevo neppure. Pensavo certamente che potessero contenere una qualche verità e che sia l’oggetto del contendere, che chi contendeva, dovesse essere a suo modo “impegnato”. Io non ci riuscivo. Se avevo da dire qualcosa dovevo farlo scrivendo un pezzo più meditato. Di converso, gli unici commenti che mi piaceva di inserire erano di natura goliardica. Svogliati, dopo ore e ore di lavoro. Spesso irriverenti, sebbene (spero) mai maleducati.
Credo sia stato a causa di questo modo di fare che non abbia capito subito l’ovvio (una lentezza cronica la mia del resto), ovvero che il commento è forse l’arma più eversiva che la Rete sia riuscita a creare. L’arma che di fatto fa la differenza tra il giornalismo tradizionale e quello digitale e che costringe quest’ultimo – o lo costringerà, quando si sarà finalmente sviluppato – ad essere migliore. Qualsiasi nota tu scrivi in Rete, se è commentabile, ti metterà a rischio del risibile e del ridicolo. E non serve a nulla la “moderazione” del gestore, perché la scrittura è arma a doppio e triplo taglio. Ne deriva che solo avendo una completa onestà di metodo e una coscienza-di-ciò-che-scrivi puoi sopravvivere. Di buono c’è che se riesci ad andare oltre quella soglia, liberi l’anima ed è qualcosa che francamente raccomanderei ai tanti. O almeno a chi se lo può permettere.
Sembrerebbe invece che i quotidiani tradizionali in Rete, soprattutto in Italia, abbiano capito questo discorso molto prima di me. Di fatto, la possibilità di commentare la notizia viene ristretta a dati articoli. Per certi versi sembrerebbe un passo indovinato, per altri è un limite (nonché una forma raffinata di censura). Lo dico pensando ad altre esperienze di giornalismo online che sto seguendo sull’altro lato dell’Atlantico e che hanno rivelato capacità dei commenti che prima non avevo mai pensato. E che portano il commento su una dimensione completamente nuova. Per certi versi formidabile. Fantastica. Però questo è un argomento tecnico che non vorrei trattare qui.
Qui vorrei dire soltanto che per la modalità in cui i commenti vivono sul Barbiere, ritengo che quel mio approccio dissacrante verso di loro fosse sbagliato. Questo perché non appena mi sono spesa di più nel commentare che nello scrivere articoli (perché questo ho fatto di recente sul Barbiere) ne ho visto il limite. Mio, ma non solo. Di fatto, dopo breve, il mio ideale sarebbe stato quello di portare il livello del commento a quello dell’articolo, se non di superarlo. Per fare ciò però, occorre naturalmente una perizia interattiva (dato che non è un solo autore che gestisce) notevole (e francamente non credo bastino i superuser). E per riuscire non è neppure sufficiente stare “sull’argomento” proposto dall’articolo. Questo perché una discussione può essere seria quanto si vuole, ma se non vi è sostanza sotto non serve battere e ribattere. Alla fine, annoia.
Beh, credo che sia stata proprio la noia che in questi giorni mi ha reso questa esperienza digitale insostenibile. Lo scorgere il mio limite dunque, ma non solo. E naturalmente il mio continuo desiderio di vedere un Barbiere-altro. Di fatto però io non contribuivo a fare in modo di ottenere quel risultato migliore verso cui anelavo. E di questo appunto mi scuso. Come già detto. Will try to do better in the future. If. RB.





 

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